Concentrarsi sui trend di crescita di lungo termine

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di Finanza Operativa 21 Novembre 2016 | 14:30

Di Christophe Nagy, gestore del fondo Comgest Growth America

La vittoria di Trump ha aumentato il rischio e l’incertezza nei mercati e nel mondo, data la mancanza di trasparenza in merito al programma politico e legislativo. Il giorno successivo alle elezioni, le implicazioni di breve termine sono state leggermente positive per il nostro portafoglio azionario pan-europeo, rispetto al mercato. Le società in portafoglio hanno beneficiato fin da subito, dopo i risultati delle elezioni, dell’aumento del protezionismo sulla base dei commenti rilasciati da Trump durante la campagna presidenziale.

Nei nostri portafogli ci sono diverse società che approfittano di trend di crescita a lungo termine e che allo stesso tempo rappresentano business molto diversificati (Google, Microsoft, Heineken, Coca Cola, L’Oréal, Netease, Sanlam e altri). Tutte queste società hanno registrato performance negative dopo l’immediata reazione alla vittoria di Trump. In realtà, però, le persone berranno meno birra con marchio Heineken o utilizzeranno meno prodotti di bellezza L’Oréal? Società come Google e YouTube smetteranno di funzionare da un giorno all’altro oppure Microsoft Office cesserà di essere il leader mondiale nei software per uffici e nei sistemi operativi per PC? I consumatori cinesi smetteranno di giocare con i videogames per computer prodotti da Netease? Una società che sta accusando il colpo dell’elezione di Trump è Kansas City Southern, operatore ferroviario attivo nel Midwest e nelle regioni del Sud-Est degli Stati Uniti, esposto alle decisioni in merito al commercio tra gli Stati Uniti e il Messico.

Le società del comparto sanitario hanno performato molto bene nel post-elezioni. Il nostro portafoglio sull’azionario pan-europeo ha beneficiato delle aziende del settore sanitario esposte al mercato USA come Hikma, Novo Nordisk, Roche, Actelion e Sanofi. Anche il nostro portafoglio azionario americano ha beneficiato della forte esposizione al settore, grazie a società come Allergan, Biogen, Eli Lilly e Johnson&Johnson, che hanno chiuso tutte in positivo il giorno dopo le elezioni. Lo scorso anno, l’intero settore aveva sofferto in seguito alla dichiarazione di Hillary Clinton circa la necessità di ridurre i costi dell’assistenza sanitaria.

Se le intenzioni di Trump di imporre una tassazione sulle importazioni dalla Cina pari al 45% o la costruzione del muro lungo il confine con il Messico dovessero essere vere, i mercati emergenti potrebbero potenzialmente soffrire di più rispetto ai mercati sviluppati. Tuttavia, mentre il commercio globale rappresenta un fattore di crescita cruciale per i mercati emergenti, per anni si è mostrato fermo, o addirittura leggermente in declino, motivo per cui il nostro portafoglio Global Emerging Markets ha limitato l’esposizione alle società che vendono esclusivamente beni e servizi direttamente negli USA. Invece, la crescita e l’evoluzione dei consumi e delle infrastrutture sono le esposizioni tematiche di lungo termine dominanti dietro alla scelta della maggior parte delle società del nostro portafoglio sull’azionario emergente globale. Per ora, riteniamo improbabile che queste società possano essere colpite in forma aggregata in seguito all’elezione di Trump. La crescita della classe media dei mercati emergenti, una migliore mobilitazione dei risparmi più consistenti e i requisiti per il miglioramento di acque, energia, strade e telecomunicazioni supportano questo movimento.

In questo contesto, Comgest continua a focalizzarsi sulle società che presentano una crescita di qualità nel tempo; non è cambiata alcuna posizione in vista del voto americano, né tantomeno sono stati apportati cambiamenti a seguito delle elezioni. Le azioni che presentano caratteristiche di crescita di qualità nel tempo risultano essere relativamente intatte da questi eventi esogeni. Tutti i fondi gestiti da Comgest hanno in portafoglio società che presentano crescite affidabili nel lungo termine con forti barriere all’ingresso. L’esperienza insegna che le elezioni politiche, in genere, non aboliscono queste barriere di ingresso nell’immediato.

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