Euro/dollaro verso la parità

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 16 Dicembre 2016 | 14:15

A cura di Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti Asset Management Sim
La FED ha rispettato le attese del mercato e ha alzato di 25bp il costo del denaro. Il mercato aveva ampiamente previsto il rialzo e i corsi obbligazionari già lo prezzavano. Quello che invece ha maggiormente impressionato e destabilizzato gli operatori è stata la conferenza stampa del presidente Yellen che si è mostrata più hawkish del previsto, prospettando 3 rialzi dei tassi nel corso del 2017. Gli osservatori si attendevano un trend futuro di rialzo più graduale, fattore che ha comportato un forte aumento dei rendimenti soprattutto nella parte breve della curva dei treasuries americani, con il rendimento dei titoli a 2 anni ai massimi dal 2009.
Da tenere in considerazione il fatto che la FED può accelerare o diminuire comunque il ritmo di aumento tassi qualora il quadro economico generale andasse a modificarsi, come già avvenuto nel corso del 2016. In tal senso gli strumenti obbligazionari affronteranno un mercato non certo favorevole, seppur con una potenziale diminuzione delle pressioni negative rispetto a quanto visto negli ultimi 2 mesi.
Il mercato azionario americano, nonostante una leggera flessione, continua a mostrare indicazioni di robustezza, prezzando in questa fase più le aspettative che i dati economici reali. Le prospettive di crescita per il settore continuano ad essere valide con i recenti dati provenienti dal mercato del lavoro a sostegno di un quadro di sviluppo rialzista. I maggiori effetti dell’intervento FED continuano invece a coinvolgere la divisa americana, in particolare il cambio Euro/Dollaro sta affrontando una significativa fase di debolezza con il ridimensionamento delle quotazioni che pare puntare in maniera decisa verso la parità.

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