Crif Ratings conferma il rating unsolicited ‘BB’ di Telecom Italia, outlook stabile

A
A
A
di Finanza Operativa 22 Novembre 2016 | 17:00

a cura di Crif Ratings

CRIF Ratings (‘CRIF’) ha confermato il rating emittente di lungo termine assegnato a Telecom Italia S.p.A. L’Outlook è Stabile. Telecom Italia S.p.A. (‘TI’) è l’incumbent nel settore delle telecomunicazioni in Italia e fornisce servizi di telefonia mobile anche in Brasile. Nell’esercizio 2015 TI ha generato EUR19,7mld di ricavi consolidati, impiegando oltre 65.000 dipendenti. Il rating è assegnato su base unsolicited, senza la partecipazione dell’entità valutata e utilizzando esclusivamente informazioni di pubblico dominio.

La conferma del rating riflette il progressivo miglioramento dei risultati operativi sul mercato domestico per effetto del crescente contributo dei servizi innovativi ai ricavi di gruppo (30% dei ricavi domestici nei primi nove mesi del 2016 rispetto al 27% nel 2015), sebbene non ancora sufficiente a compensare la flessione dei servizi tradizionali. Dopo vari trimestri di risultati operativi in flessione, nel terzo trimestre 2016, i ricavi e l’EBITDA domestici hanno mostrato i primi segnali di ripresa, crescendo rispettivamente dell’1% e del 7,9% rispetto al 3Q15. Sull’intero esercizio 2016 CRIF si attende ricavi domestici in leggero calo e un EBITDA sostanzialmente stabile sui livelli 2015, grazie agli importanti investimenti dedicati a sviluppare l’offerta di servizi innovativi e agli interventi di contenimento costi, che hanno subito un’accelerazione in seguito alla nomina del nuovo Amministratore Delegato a Marzo 2016.

Il difficile quadro macroeconomico che caratterizza il Brasile, dove il Gruppo ha realizzato il 24% dei ricavi consolidati 2015, ha un effetto negativo sui risultati della controllata brasiliana TIM Brasil (posseduta al 66,6%), a causa della debole domanda interna e dell’effetto cambi sfavorevole. Nei primi nove mesi del 2016 il contributo della controllata brasiliana ai ricavi e all’EBITDA consolidati si è ridotto rispettivamente del 21% e del 19% (ovvero del 11% e del 9% escludendo l’effetto cambi).

A livello consolidato CRIF stima che nell’esercizio 2016 i ricavi consolidati riportino una flessione intorno al 5% (rispetto al 7,3% del 2015) e che l’EBITDA rimanga stabile intorno a EUR8mld.

Il giudizio di rating tiene conto dell’evoluzione del contesto competitivo nel mercato italiano delle telecomunicazioni, con l’ingresso di due nuovi attori: Iliad, operatore di telecomunicazioni francese, ed ENEL principale utility italiana. Come richiesto dall’Antistrust europeo per permettere la fusione tra Wind ed H3G, Iliad acquisirà da questi ultimi licenze e altri asset per iniziare a operare in Italia nel segmento mobile a partire dal 2017. ENEL ha annunciato a fine 2015 il suo ingresso come operatore nel mercato all’ingrosso della banda ultra- larga e nel corso del 2016 ha finalizzato l’investimento nel capitale di Metroweb, società attiva nel segmento delle telecomunicazioni in fibra ottica. Sebbene l’ingresso di nuovi operatori comporti un incremento della pressione competitiva, CRIF ritiene che TI sarà in grado di mantenere un soddisfacente posizionamento competitivo nel mercato italiano delle telecomunicazioni.

Per effetto dell’intensità di capitale tipica del settore e dell’esigenza di introdurre nuove tecnologie, TI investe buona parte dei propri flussi di cassa operativi per sostenere un importante piano di investimenti, che CRIF ritiene indispensabile per consentire lo sviluppo dei servizi innovativi a sostegno della stabilizzazione dei ricavi e della redditività. Di conseguenza nel 2015 il free cash flow (‘FCF’) è risultato negativo per EUR1,3mld e, nelle previsioni, rimane molto contenuto anche nel 2016. La conversione dell’obbligazione convertibile da EUR1,3mld nel Novembre 2016 e le cessioni completate nel 2016 (EUR0,7mld, principalmente relative all’uscita dal mercato argentino) permettono un miglioramento solo di lieve entità dei principali indici creditizi: la leva netta su base EBITDA, dopo il picco di 3,6x nel 2015 (ex 3,3x nel 2014) rimane nelle stime di CRIF attorno a 3,5x a fine 2016 e la copertura degli interessi da parte del flusso di cassa della gestione caratteristica (‘FFO’ si attesta intorno a 3,9x nel 2016 da 3,6x nel 2015 (4x nel 2014).

Il rating è supportato dal solido profilo di liquidità: a fine Settembre 2016, TI presenta EUR5,7mld di cassa disponibile in bilancio ed EUR7mld di line di credito inutilizzate (in scadenza nel 2019-2020), coprendo con adeguato margine il fabbisogno finanziario per i prossimi 24 mesi.

L’Outlook stabile riflette le attese di CRIF sulla progressiva stabilizzazione dei ricavi e dell’EBITDA grazie al crescente contributo dei servizi innovativi e alla ripresa dell’economia brasiliana. Tuttavia le rilevanti esigenze di investimento limiteranno la generazione di cassa e impediranno un significativo miglioramento degli indici di merito creditizio nel corso del prossimo biennio: in assenza di cessioni straordinarie, CRIF prevede che nel periodo 2016-2018 la leva netta su base EBITDA resterà mediamente oltre 3x e la copertura interessi su base FFO intorno a 4x. A giudizio di CRIF i benefici derivanti della penetrazione nel segmento maggiormente innovativo dei servizi di telecomunicazione diventeranno maggiormente tangibili sui risultati consolidati nel medio-lungo termine.

Key Rating Factors

Risultati Operativi – Nonostante la ripresa registrata nel 3Q16, nei primi nove mesi del 2016 i ricavi consolidati di TI si sono ridotti del 6,3% rispetto ai primi nove mesi del 2015, dopo la flessione del 8,6% registrata nel 2015 rispetto al 2014. I risultati dei 9M16 hanno risentito negativamente delle performance in Brasile, i cui ricavi hanno mostrato una contrazione dell’11% su base organica, cui si aggiunge un effetto cambi negativo del 9%, riflettendo la recessione economica e la conseguente svalutazione della valuta locale.

Al contrario, il segmento domestico ha progressivamente ridotto la flessione dei ricavi (-0,8% nei 9M16 rispetto a -2% nel 2015 e a -6,6% nel 2014), causata dalla migrazione dai servizi tradizionali a quelli innovativi. Questi ultimi nei 9M16 hanno permesso un incremento dell’ARPU (Average Rate per User, +8% nel segmento fisso e +5% nel mobile rispetto al 2015) e della base clienti per i servizi a banda larga (c. +1.5% nel fisso e + 5% nel mobile rispetto a fine 2015), compensando quasi interamente il costante declino degli utenti di servizi tradizionali. Particolarmente positivi sono stati gli indicatori per i servizi a banda ultra-larga ed LTE che hanno registrato una crescita dei clienti a doppia cifra, ma il cui contributo ai ricavi complessivi è ancora relativamente contenuto (meno del 10% degli accessi fissi e c. 21% degli utenti totali nel mobile).

In termini di margini operativi, la crescente incidenza dei servizi innovativi, caratterizzati da maggiore profittabilità, e l’attenzione al contenimento dei costi operativi, hanno permesso un miglioramento della marginalità operativa lorda sino al 43% nei 9M16, rispetto al 41% nel 2015.

Mutamenti del contesto competitivo – Lo scorso Settembre 2016 la Commissione Europea ha approvato la fusione tra Wind e H3G, rispettivamente #3 e #4 nel segmento mobile in Italia, dando vita al nuovo leader con una quota di mercato 33%, poco sopra TI (32%) e Vodafone (31%). Per rispettare i requisiti imposti dall’Antitrust per completare la fusione, H3G e Wind dovranno cedere all’operatore francese Iliad attivi materiali e immateriali per consentirne l’ingresso nel segmento mobile in Italia dal 2017. Sebbene Iliad abbia adottato in Francia politiche di prezzo aggressive, CRIF ritiene che in Italia l’ARPU sia già molto al di sotto di quello francese e quindi che lo spazio per un’ulteriore riduzione dei prezzi sia limitato. Inoltre la potenziale competizione sui prezzi riguarderebbe principalmente la fascia medio bassa del mercato piuttosto che i servizi maggiormente innovativi.

A fine 2015 ENEL ha costituito la controllata Enel Open Fiber (‘EOF’) per offrire servizi a banda ultra-larga all’ingrosso in varie città italiane con tecnologia ‘fiber-to-the-home’ (ftth) e ha finalizzato nel 2016 l’ingresso nel capitale dell’operatore di telecomunicazioni in fibra ottica Metroweb. L’obiettivo di EOF è quello di sfruttare le sinergie con l’attività di ENEL per connettere entro il 2021 circa 9,5m di abitazioni con una rete in fibra ottica, affittando poi la rete ad altri operatori quali Vodafone o Wind/H3G. Una volta completato l’investimento, TI potrebbe veder venir meno i ricavi derivante dall’affitto ai medesimi operatori dell’ultimo miglio della connessione tramite rete in rame e ha prontamente reagito all’ingresso di ENEL siglando due accordi con Fastweb e la multiutility A2A per aumentare la penetrazione nel comparto delle connessioni a banda ultra-larga in Italia e migliorare la qualità dei servizi offerti (incluse offerte combinate).

Nel complesso CRIF ritiene che l’annunciato programma di investimenti di TI, focalizzato sui servizi innovativi, consenta di difendere le quote di mercato del Gruppo e di incrementare l’ARPU nel medio termine.

Limitata generazione di cassa, metriche creditizie stabili – Nel 2015 il crescente sforzo per favorire lo sviluppo di reti di nuova generazione e la rinegoziazione dei contratti di leasing sulle proprietà immobiliari del Gruppo (sostituendo leasing operativi con leasing finanziari) hanno comportato un notevole incremento degli investimenti (EUR6,7mld, rispetto a EUR5mld nel 2014), che hanno superato il FFO (EUR5,4mld), traducendosi

nell’incremento del debito netto rettificato a c. EUR29mld da EUR28mld nel 2014. Nei primi nove mesi del 2016 il FFO (stabile intorno ad EUR4,8mld) ha coperto gli investimenti sostenuti nel periodo (EUR3,4mld) e, congiuntamente ai proventi dalla cessione di attivi (principalmente la controllata argentina) ha consentito di ridurre il debito netto di circa EUR1mld. Su base ultimi dodici mesi, a Settembre 2016 i principali indici creditizi sono rimasti sostanzialmente in linea con i livelli di fine 2015: la leva netta su base EBITDA è rimasta stabile intorno a 3,5x e la copertura degli interessi su base FFO è leggermente migliorata a 3,7x da 3,6x.

Nel corso dei prossimi trimestri, CRIF si attende un’accelerazione del piano di investimenti, in linea con le indicazioni del management di completare c. EUR12mld di investimenti sul mercato domestico e c. BRL 14mld in Brasile nel periodo 2016-2018. Di conseguenza, a giudizio di CRIF, i free cash flow nei prossimi anni resteranno contenuti, limitando la capacità di riduzione del debito e il miglioramento degli indici creditizi.

Profilo della liquidità

Il profilo di liquidità di TI rimane solido. Nonostante la limitata capacità di generazione di cassa prospettica, a Settembre 2016 TI dispone di EUR5,7mld di cassa in bilancio e di EUR7mld di line di credito inutilizzate (‘RCF’), che coprono con ampio margine le scadenze di debito nei prossimi 24mesi (c. EUR6,7mld sino a fine 2018). Le linee revolving disponibili presentano scadenza rispettivamente nel 2019 (EUR4mld) e nel 2020 (EUR3mld).

Rating Sensitivities

Eventi che, individualmente o collettivamente, potrebbero impattare positivamente sul rating:

Debito Netto/EBITDA < 3x

FFO Interest Coverage > 4,5x

Eventi che, individualmente o collettivamente, potrebbero impattare negativamente sul rating:

Debito Netto/EBITDA > 4x

FFO Interest Coverage < 3,5x

Profilo Societario

TI è l’incumbent e attuale leader di mercato nel settore delle telecomunicazioni in Italia, con una quota di mercato complessiva intorno al 45% (c. 57% nel segmento fisso 32% nel mobile). TI è un gruppo integrato verticalmente che offre un vasto spettro di servizi nella telefonia fissa e mobile , trasmissione dati, contenuti interattivi e soluzioni informatiche. I servizi di telefonia fissa hanno generato nel 2015 c. il 70% del fatturato domestico e i servizi mobili circa il 30%. Accanto all’operatività sul mercato domestico, che ha rappresentato il 76% dei ricavi consolidati nel 2015, TI opera tramite la controllata TIM Brasil nel segmento mobile in Brasile, in cui è il secondo operatore con una quota di mercato del 26% circa. Nell’esercizio 2015 il Gruppo ha registrato a livello consolidato ricavi per EUR19,7mld e un EBITDA di EUR EUR8mld (escludendo le componenti non ricorrenti).

Dal 2015 Vivendi è il principale azionista di TI, con una partecipazione attualmente pari al 24,68% del capitale. TI è quotata alla Borsa di Milano con una capitalizzazione di mercato pari a c. EUR13mld al 17 Novembre 2016. Nel corso del 2016 TI ha emesso tre nuove obbligazioni per un importo totale di EUR2,75mld, con scadenze tra il 2024 e il 2026. A Marzo 2016 Flavio Cattaneo è stato nominato Amministratore Delegato del Gruppo, in sostituzione di Marco Patuano, incrementando gli sforzi in termini di contenimento costi e sviluppo del piano di investimenti.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Crif: il tasso di default delle imprese non finanziarie italiane si stabilizzerà nel 2019/20

Crif Ratings, scricchiola il sistema Confidi

Food&Beverage: aumentano i margini, calano i rischi

NEWSLETTER
Iscriviti
X