Le speculazioni sul Bund e la Bce

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di Finanza Operativa 24 Novembre 2016 | 17:00

A cura di Yann Quelenn analista di  Swissquote

Il flusso di dati macroeconomici provenienti dalla Germania questa mattina ha confermato l’andamento di un’economia solida all’interno dell’Eurozona con in particolare la crescita del prodotto interno lordo che nel terzo triemstre è uscita esattamente in linea con le previsioni: +0,2% dato trimestrale  e +1,5% annuo.
A trascinare il rialzo i consumi privati, che sono cresciuti dello 0,3% nel periodo. Eppure, nonostante il quadro positivo, non crediamo che le belle notizie in questo momento possano essere sufficienti a ridare spinta e fiato alla moneta unica in quanto la politica monetaria della Bce rimane alquanto permissiva.
I rendimenti sui titoli tedeschi si trovano in una fase rialzista e il decennale è fermo sotto lo 0,25%; ricordiamo però che nel terzo trimestre proprio i rendimenti tedeschi hanno visto il calo peggiore di sempre e ora circolano sempre più insistentemente voci che vorrebbero la Banca Centrale Europea pronta a modificare il programma di acquisto di asset (QE) per non rischiare di rimanere a corto di bond.
I mercati pertanto non seguono le pubblicazioni dei dati macro ma le mosse delle banche centrali, che vengono considerate prioritarie nell’orientare gli investitori rispetto alle misurazioni dell’economia reale. Pertanto riteniamo che sia molto probabile che la BCE estenda i propri acquisti anche a quei titoli il cui rendimento si trova attualmente sotto il tasso negativo dei depositi posto allo 0,4%. Questa ci sembra  la ragione per cui vediamo che la speculazione e l’interesse degli investitori in questi giorni si sta rapidamente spostando verso il Bund a scadenza due anni.

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