Più ottimismo sui mercati azionari

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di Finanza Operativa 20 Dicembre 2016 | 19:00

A cura di Anima Sgr
Nelle ultime settimane il mercato azionario europeo ha registrato un trend positivo caratterizzato da una volatilità inferiore alla media degli ultimi tre mesi.  La view è positiva per il mercato azionario eu­ropeo in vista dell’inizio del 2017, in virtù di: crescita in miglioramento, euro debole, aumento delle stime degli utili aziendali, poltiche monetarie accomodanti, valuta­zioni non elevate.  In questo scenario un sostegno alla performance (so­prattutto dei settori composti da società esportatrici) pro­viene anche dal deprezzamento dell’Euro nei confronti del Dollaro statunitense, con il processo di normalizza­zione dei tassi di interesse della Fed statunitense.
Italia: attesa per le prossime mosse Il referendum costituzionale italiano si è concluso con una netta vittoria del «NO» che ha portato alle dimissioni del governo presieduto da Renzi. Dopo aver annunciato il nuovo primo ministro e l’esecutivo, ci attendiamo che il Parlamento si focalizzi sull’approvazione della legge elettorale, che dovrebbe portare il Presidente della Re­pubblica ad indire le elezioni politiche in Italia al più tardi nell’estate del 2017. Ci aspettiamo, inoltre, che una de­cisa azione da parte del nuovo esecutivo possa portare ad un decreto di urgenza per aiutare le banche italiane con maggiori deficit patrimoniali. Un nuovo governo e un decreto per la stabilità finanziaria tendono a diminuire nel breve le incertezze sulla situazione in Italia e aiutano un certo riposizionamento sul mercato. Contribuiscono anche le dinamiche esterne e la rotazione settoriale che porta acquisti su settore Energy e Finanziari, a discapito di titoli più difensivi e interest-sensitive.
Usa: elevati livelli di ottimismo La Federal Reserve ha deliberato il secondo rialzo dei tassi di interesse degli ultimi 12 mesi. Riteniamo che, più che il mero rialzo dei tassi, è stato fondamentale il tono assunto dalla presidente Janet Yellen: prima del discorso, il mercato stava prezzando due aumenti dei tassi di inte­resse durante il 2017; il messaggio, tuttavia, ha mosso le aspettative degli analisti verso i tre rialzi da un quarto di punto del costo del denaro. Il giudizio sull’azio­nario americano si conferma, comunque, positivo, consi­derato il previsto impatto positivo sulla crescita derivante dall’aumento della spesa publica. Inoltre il graduale rialzo dei tassi continuerà ad aiutare la ripresa degil utili del settore finanziariao. Viste le valutazioni comunque già ricche, in ambito azionario Europa e Giappone sono pre­feribili agli Usa.
Emergenti: meglio essere selettivi Con l’elezione di Trump, l’attenzione si è spostata sugli impatti delle potenziali politiche fiscali ed economiche negli USA. Come conseguenza i tassi obbligazionari e le aspettative per l’inflazione sono andati al rialzo. Parallela­mente, si è visto un rafforzamento del dollaro americano nei confronti di tutte le principali valute dei paesi emer­genti e sviluppati.  Storicamente i paesi emergenti hanno performato me­glio in congiunture di dollaro debole: il deciso rafforza­mento della valuta americana di queste settimane, se protratto nel medio periodo, potrebbe rappresentare un ostacolo per le performance. Inoltre, le politiche future della Fed potrebbero rafforzare ulteriormente il dollaro.
L’aumento della spesa pubblica americana, in particolare in infrastrutture, potrebbe rappresentare un fattore po­sitivo per i paesi emergenti, data la loro esposizione alle materie prime. Un potenziale taglio alle tasse sui profitti societari, inoltre, potrebbe stimolare una maggiore do­manda di importazioni di prodotti stranieri comportando un peggioramento del deficit commerciale americano come successo in passato sotto le amministrazioni Rea­gan e Bush. D’altro canto, il nuovo corso della politica fi­scale ed economica americana si tramuterà anche in un aumento più rapido dei tassi di interesse, un dollaro più forte, e un probabile aumento del protezionismo, fattori negativi per i Paesi emergenti e che potrebbero annulla­re o sovrastare i benefici di cui sopra. Per questo motivo, è necessario essere molto selettivi sull’asset class.
Borse asiatiche: giudizio resta positivo Il giudizio su queste borse resta positivo e ci aspettiamo che il trend prosegua anche nel corso del 2017. I risultati del terzo trimestre dovrebbero segnare il punto di svolta per il mercato giapponese: con la stabilizzazione dello yen e il dissiparsi delle paure riguardo revisioni degli utili, gli investitori internazionali potrebbero tornare agli acqui­sti dopo mesi di flussi negativi. Le incertezze politiche ed economiche hanno continuato a mettere sotto pressione lo Yen, nonostante la politica monetaria espansiva del Giappone. Superate le elezioni americane e con minori incertezze sulla decisione di aumento dei tassi della Fed si potrebbe vedere una diminuzione della pressione sulla divisa nipponica e, quindi, sulle stime degli utili societari.

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