Mercati Emergenti, i fattori “Esg” fanno la differenza

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di Finanza Operativa 21 Dicembre 2016 | 14:00

Lo studio intitolato “Gli effetti legati ai fattori ESG sulle decisioni di investimento nei Paesi Emergenti: evidenze accademiche” di NN Investment Partners, realizzato in collaborazione con l’European Centre for Corporate Engagement (ECCE), è la prima indagine approfondita sulle performance dei portafogli azionari dei Mercati Emergenti che utilizzano i criteri ESG. L’analisi è stata realizzata anche con il supporto di Sustainalytics che ha fornito una serie di indicatori ESG sulle performance mensili tra gennaio 2010 e ottobre 2015 di oltre 750 titoli azionari inclusi nell’indice MSCI Emerging Market Index. NN IP ha inteso valutare il rapporto fra le performance dei portafogli azionari e i fattori ambientali, sociali e di governance identificando così quali criteri ESG sono da privilegiare nella creazione di un portafoglio di investimento esposto sui Mercati Emergenti. Tra le principali evidenze si sottolinea che:

  1. I ritorni da investimenti in società con rating ESG più alti sono maggiori nei Mercati Emergenti rispetto ai Mercati Sviluppati
  2. Mentre nei Paesi Emergenti è utile monitorare sia i cambiamenti nei livelli dei fattori ESG sia i loro valori assoluti, nei Paesi Sviluppati il momentum (cioè il periodo nel quale politiche e pratiche aziendali vengono migliorate in ottica ESG) è molto più importante per le performance rispetto a un alto rating ESG.
  3. Per un portafoglio efficiente sui Mercati Emergenti, è indispensabile tener conto dell’effetto Paese e delle specificità del settore in cui operano le società quotate prese in esame.

Nel dettaglio, il report evidenzia che, se è vero che in termini assoluti i titoli dei Mercati Emergenti con alti livelli ESG sovraperformano quelli che hanno rating bassi, per la costruzione di un portafoglio di successo è indispensabile tenere conto della grande varietà di culture, regimi regolatori, strutture proprietarie e pratiche di business che determinano differenti approcci ai criteri ESG a seconda del Paese e del settore considerati.

Un portafoglio costruito senza una precedente ricerca approfondita che consideri questi elementi sarebbe, nel complesso, inevitabilmente overweight, con un potenziale impatto negativo sulle performance.  Se si investisse in titoli azionari dei Mercati Emergenti con rating ESG assoluti alti senza considerare l’effetto Paese, le dimensioni delle società e del settore in cui operano – lo studio di NN IP lo evidenzia chiaramente – i portafogli azionari potrebbero incorrere in distorsioni di performance e sovrappesare, per esempio, società brasiliane o sudafricane che normalmente hanno rating ESG più alti rispetto a quelli di concorrenti cinesi, perdendo così potenziali opportunità di rendimento.

Simona Merzagora, Managing Director di NN IP Italia ha dichiarato:In NN IP riteniamo che l’industria del risparmio gestito possa spronare le società dei Mercati Emergenti verso un percorso credibile di sostenibilità, fattore sempre più centrale nelle decisioni di investimento. Dopo aver dedicato due studi accademici alle relazioni tra fattori ESG e performance dei portafogli azionari, la nostra attenzione si sposterà sul mercato obbligazionario corporate con uno studio dedicato già in fase di svolgimento in collaborazione con l’European Centre for Corporate Engagement”.

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