Prudenza e ottimismo sui mercati azionari

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di Finanza Operativa 23 Dicembre 2016 | 10:00

A cura di Edward Perks, Executive Vice President e Chief Investment Officer di Franklin Templeton Equity e Franklin Templeton Investments
A nostro avviso i mercati emergenti presentano anche rischi e opportunità. Il continuo ribilanciamento della Cina da una crescita trainata dagli investimenti a una basata sui consumi condurrà verosimilmente a una decelerazione del suo motore economico ancora potente nel breve periodo, man mano che il paese gestisce la transizione. Nel frattempo, la recessione in America Latina potrebbe trovare sollievo da una leggera ripresa nei prezzi delle materie prime e condizioni finanziarie generalmente più semplici. Le sanzioni hanno svolto un ruolo nel crollo dell’economia della Russia e nel prodotto interno lordo (PIL) negativo, e il protratto periodo di forti sconvolgimenti politici del Brasile ha avuto un impatto significativo sulla sua economia.
Tuttavia, le componenti più generali delle economie dei mercati emergenti – quali gli importanti paesi in via di sviluppo fuori dalla Cina, una lista che include Malesia, Filippine e Indonesia – ci incuriosiscono. In Sudamerica, pensiamo che Messico, Cile e Perù offrano una prospettiva più diversa e più costruttiva. E, sebbene Russia e Brasile possano essere stati detrattori chiave nella crescita del PIL globale nel 2016, siamo ottimisti che questi paesi potrebbero potenzialmente superare le basse aspettative degli investitori relative alla crescita nel 2017.
Mercati azionari globali: prudenza e ottimismo. Nel contesto di persistenza di condizioni sistemiche avverse quali bassa crescita economica, alto debito pubblico e aree di incertezza politica, così come un mercato al rialzo USA in invecchiamento nelle azioni e elevate valutazioni azionarie rispetto alla storia in settori chiave, sembra che il consenso generale degli investitori del mercato azionario sia che la prudenza sia giustificata.  Sebbene crescenti prezzi delle materie prime e accesso societario ai mercati del credito abbiano mitigato alcuni rischi di breve periodo, vediamo il potenziale di altre sfide nel più lungo periodo. A contribuire a questi rischi sono un clima politico instabile, che rende problemi radicati più difficili da affrontare, alcune istituzioni finanziarie deboli nei mercati sviluppati, e debiti societari generalmente pesanti nei mercati emergenti.
In termini generali, le valutazioni azionarie globali a fine 2016 sembrano incorporare forti rimbalzi economici e degli utili, mentre la politica accomodante delle banche centrali sembra essere riflessa nei prezzi di molte azioni globali. Indicatori dei mercati sviluppati, sondaggi sulla fiducia, condizioni finanziarie e margini di profitto sono stati sia positivi che negativi in alcune aree. Aspetto positivo è che gli indicatori manifatturieri globali sono cresciuti e l’ampiezza degli utili è migliorata.
Con l’incertezza delle elezioni USA alle spalle e una view favorevole verso la crescita, riteniamo fermamente che la strategia di gestione attiva di Franklin Templeton possa rivelarsi vantaggiosa, e vediamo le prospettive per una continua forza dei fondamentali come positive. A questo fine, pensiamo che uno dei più grandi vantaggi che possiamo offrire sia la capacità di impiegare un’analisi rigorosa per cercare di distinguere tra quei titoli che appaiono giustamente e erroneamente prezzati per il futuro, secondo la nostra analisi.
Sebbene ci prefiggiamo di scoprire idee di investimento attraverso l’analisi dei titoli bottom-up basata sui fondamentali, teniamo anche a mente le considerazioni top-down che probabilmente spingeranno i mercati finanziari nel nostro orizzonte di investimento. In un contesto inflazionistico, le azioni storicamente hanno generalmente fatto meglio di molti segmenti all’interno dei mercati obbligazionari. Sebbene la prospettiva di rialzi dei tassi potrebbe esercitare pressioni sui prezzi di proxy obbligazionarie all’interno dei mercati azionari, quali real estate investment trust, la volatilità al ribasso potrebbe anche creare opportunità di acquisto per gli investitori con orizzonti temporali lunghi.
Questo contesto potrebbe essere anche favorevole per settori quali servizi finanziari, settori orientati alle risorse e ciclici al consumo. Dopo i risultati delle elezioni presidenziali USA, il supporto per i servizi finanziari deriva da una percezione che potremmo vedere margini di interesse netti espandersi e un allentamento dei pesanti requisiti normativi. All’interno dell’healthcare, vi è stata molta attenzione sulla potenziale abrogazione o sostituzione dell’Affordable Care Act e meno pressione dalla controversia sui prezzi dei farmaci che ha dominato il sentiment degli investitori nel 2016. Vediamo i servizi industriali come probabili beneficiari-chiave di una crescita potenzialmente più alta e spesa infrastrutturale in aumento. Man mano che procediamo, pensiamo che un’economia statunitense potenzialmente più forte offra una dinamica positiva per molte altre economie e mercati, consentendo un potenziale spostamento nella leadership del mercato azionario dagli Stati Uniti ad altre parti del mondo.
Driver della crescita di lungo periodo e allocazione del capitale. Alcuni potrebbero essere preoccupati che i profitti sono tipicamente ciclici e possono aver già raggiunto il picco, portando a valutazioni insostenibili. Pensiamo che significativi miglioramenti di lungo termine da globalizzazione, tecnologia e accresciuta produttività siano serviti a spingere l’espansione della redditività pluri-decennale. Sebbene questo miglioramento della produttività sia stato a volte soggetto a interruzioni, prevediamo che rimanga costante per tutto il 2017. Se guardiamo al livello dei profitti societari e margini operativi delle società in tutto il mondo, non vediamo eccessi che potrebbero preannunciare un calo negli utili in futuro.
Un’altra area di focalizzazione per noi è legata all’allocazione del capitale societario. Pensiamo vi sia una sana dinamica tra quello che le società stanno facendo con il capitale rispetto alle sfide di business cui si trovano di fronte. Per esempio, le società statunitensi si sono sempre più focalizzate su dividendi, riacquisti azionari e spese capitale negli ultimi anni. L’attività di fusioni e acquisizioni è rimasta un punto di concentrazione a livello globale e ha mostrato un trend in accelerazione negli ultimi anni dal momento che le società cercano driver strategici di crescita netta.
Molte società hanno anche tratto vantaggio dal contesto di bassi tassi di interesse, estendendo le loro scadenze del debito e riducendone i costi di finanziamento. Investire nella crescita sostenendo nel contempo o facendo crescere i dividendi potrebbe in ultima analisi contribuire a generare interessante potenziale di performance in futuro. Per gli investitori in cerca di rendimento, riteniamo che queste dinamiche probabilmente continueranno a favorire le azioni in molte parti del mondo.

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