I finanziari pesano sui listini. Apple ai minimi da sette mesi

Chiusura in frazionale calo per le borse europee dopo i rialzi delle ultime 5 sedute. A pesare sui listini è stato principalmente il settore bancario, penalizzato dalla brutta performance di Credit Agricole (-10% a Parigi) dopo che le autorità di Vigilanza europee (tra cui la BCE) hanno sollevato dubbi sui piani di riassetto del gruppo. Sul settore, in misura minore, ha pesato anche il secondo tonfo consecutivo delle banche greche, con Atene che ha terminato oggi con un calo dell’1,2%, ben lontano dal 16% di ieri.
I mercati hanno risentito anche della mancanza di dati macro di rilievo, che non hanno aiutato a sostenere il sentiment durante la seduta. Nonostante le incertezze delle ultime settimane continuiamo ad essere rialzisti nel mese di agosto. Le incertezze dovrebbero incrementare solo a settembre, man mano che si avvicinerà la riunione della Federal Reserve.
Tra gli operatori cresce l’attesa per i dati di domani, che vedranno ancora protagonisti gli indici PMI in Cina, Europa e Usa. Soprattutto le figure cinese saranno sotto l’occhio vigile del mercato, viste le tensioni delle ultime settimane. Da non sottovalutare neanche le figure europee e quelle statunitensi, quest’ultimi affiancate anche dal dato sui posti di lavoro del settore privato. Questi dati proveranno a portare un po’ di direzionalità sul mercato valutario, oggi rimasto particolarmente ingessato a causa della mancanza di spunti interessanti.
Il cambio Eur/Usd ha continuato a oscillare nella seconda metà di area 1,09. Continuiamo a credere che il cambio resisterà nella banda di oscillazione compresa tra 1,08 – 1,12 sino a settembre/ottobre. Solo negli ultimi due mesi dell’anno il cross potrebbe prendere la discesa e puntare sui minimi annuali (a 1,0460).
Intanto, molte commodity continuano ad aggiornare i minimi pluriennali, complici le tensioni che veleggiano sull’economia cinese. Eventuali misure espansive da parte del governo di Pechino e/o della Banca centrale e i dati deboli in arrivo dagli Usa potrebbero offrire un temporaneo supporto ai prezzi, ma tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 i prezzi potrebbero tornare ai minimi da oltre 10 anni.
Proprio le incertezze sulla Cina, tra l’altro, impattano anche sull’azienda più capitalizzata del mondo, Apple. L’azienda di Cupertino ha perso il controllo del mercato cinese degli smartphone e le prospettive dei prossimi mesi non sono incoraggianti. Il titolo, dopo aver chiuso ieri sotto la media mobile a 200 giorni (per la prima volta da settembre 2013), ha accelerato al ribasso oggi, arrivando ai minimi da fine gennaio, con cali di circa il 4,5%. Il primo livello interessante passa per 112,50 e poi verso 106-107 dollari, ultimo livello a difesa dell’area di 100.
A cura di Vincenzo Longo, market strategist di IG

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