Usa, disoccupazione invariata e salari in crescita. Eur/usd ai minimi settimanali

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di Finanza Operativa 7 Agosto 2015 | 15:30

L’US Bureau of Labor Statistics (BLS) ha comunicato che, nel mese di luglio, sono stati creati, nei settori non agricoli, 215 mila nuovi posti di lavoro, dato in linea con le aspettative del consensus (+212 mila unità). Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 5,3%, così come il tasso di partecipazione al lavoro che si è fermato al 62,6% (sui livelli più bassi dal 1977). Riviste al rialzo sia le cifre di maggio che di giugno, rispettivamente a 260 mila unità (da 254 mila) e a 231 mila unità (da 223 mila). Negli ultimi 12 mesi la media di crescita dei posti di lavoro è stata pari a 246 mila unità. Timida ripresa per la crescita dei salari, che sono saliti dello 0,2% su base mensile (+2,1% a/a).

Nonostante i dati siano risultati in linea con le attese un po’ su tutti i fronti, sul mercato le reazioni sono state violente. I movimenti più interessanti hanno riguardato il mercato valutario, dove il dollaro statunitense è stato oggetto di forti acquisti, in scia alla crescente aspettativa di un rialzo dei tassi di interesse a settembre da parte della Federal Reserve. Ci aspettavamo un reazione simile nel caso di dati in linea o migliori delle attese. Dopo i commenti “hawkish” (da falco) arrivati in settimana dal membro della Fed, Dennis Lockhart, gli operatori sapevano che solo delle figure veramente deludenti oggi avrebbero stemperato tali aspettative. Gli altri due esiti (dati in linea o migliori del consenso), avrebbero solo contribuito ad accrescere queste probabilità, come poi è accaduto.

Tra gli operatori, l’ipotesi di un ritocco dei tassi a settembre sta diventando sempre più una certezza. Neanche il continuo calo dei prezzi del greggio (e le conseguenti revisioni al ribasso delle aspettative inflattive di medio lungo periodo misurate dai tassi forward a 5 anni fra 5 anni) sembrano stemperare questa view. Dopo le figure odierne, si riducono sempre più gli eventi e/o dati macro in grado di allentare queste pressioni. L’attenzione ora si sposta alla revisione del PIL del 2° trimestre (27 agosto) e ai Non Farm Payrolls di agosto (4 settembre).  Importante saranno anche le minute del FOMC dell’ultima riunione e il meeting di Jackson Hole del 27-29 agosto.

Il cambio Eur/Usd è tornato sui minimi settimanali in area 1,0850. In serata potrebbe tentare un attacco anche all’area di 1,08. Al momento, però, le figure non sembrano essere così eccezionali da poter pensare a una rottura di questo supporto strategico, pertanto la settimana si dovrebbe chiudere sopra tale livello. Il dollaro forte, intanto, manda in tilt le commodity. Il petrolio è tornato sotto pressione dopo la pubblicazione dei dati, mentre l’oro si è portato a un soffio dai minimi di luglio. Il dollaro forte però porta sollievo ai listini europei, che hanno aggiornato i massimi di seduta dopo i dati. A questo punto non resta che attendere l’apertura di Wall Street.

di Vincenzo Longo, market strategist di IG

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