Etf su convertibili, settoriali e ora uno nuovo sul real estate: la view di Francesco Lomartire (SsgA)

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di Finanza Operativa 11 Agosto 2015 | 15:00

“Gli Etf smart beta rimangono un settore importante per State Street: un comparto in cui cerchiamo di proporre idee innovative e che abbiano dimostrato in passato, in fase di back test, di avere buoni rendimenti uniti a profili di rischio interessanti”. Francesco Lomartire, vice president Spdr Etf Sale Specialist per l’Italia e il Ticino di State Street Global Advisors spiega a FinanzaOperativa la strategia della società per i prossimi mesi. “A Piazza Affari abbiamo oltre 40 etf quotati, sia tradizionali sia smart beta. In questa categoria i più gettonati sono quelli sui titoli ad alto dividendo: con i tassi di interesse vicini allo zero la ricerca di rendimento spinge gli investitori verso soluizioni alternative. E questo comparto, che in genere è composto da titoli value, magari con business ‘noiosi’ ma comunque stabili, offre in genere anche una volatilità inferiore a quella del mercato azionario nel suo complesso”.
A luglio Spdr (qui) ha lanciato, sulla Borsa tedesca, nove etf sui settori Usa; nei prossimi mesi decideremo se portarli anche a Piazza Affari. Dove peraltro abbiamo già un ottimo track record per questa tipologia di etf: da tempo infatti sono quotati i nostri fondi passivi sugli indici settoriali europei di Msci”.
Dai settoriali alle convertibili: siete gli unici emittenti in Europa ad avere un Etf sulle obbligazioni convertibili. Ma con le Borse sui massimi e i tassi in risalita rimane un comparto interessante? “Buona parte del portafoglio di cv è relativo a emissioni americane, il mercato più ampio in questo comparto molto di nicchia. I tassi in ascesa sono indubbiamente un fattore negativo per le quotazioni, ma dall’altra parte la spinta positiva, per un investitore europeo, deriva da un dollaro Usa che dovrebbe rafforzarsi sull’onda dei rialzo dei saggi di interesse. Occorrerà quindi vedere in dettaglio quelle che saranno le mosse della Fed, soprattutto per quanto riguarda il numero di rialzi di tassi nei prossimi 12 mesi, e dall’altra le reazioni intermarket e valutarie del dollaro”.
Oggi avete annunciato una nuova quotazione allo Xetra, un Etf sul real estate europeo: rilevate quindi ancora interesse sull’immobiliare? “L’etf è sul real estate europeo ex Regno Unito: si tratta di un fondo passivo che ha come target l’investitore che vuole un flusso reddituale e infatti l’Etf è tecnicamente costruito a distribuzione dei proventi. I titoli in portafoglio saranno Reit specializzati in affitti, non developer. Vogliamo offrire agli investitori uno strumento conveniente e liquido per accedere a un’allocation diversificata e focalizzata in un settore, che è generalmente un segmento di mercato difficilmente accessibile”.  Max Malandra

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