Nuda proprietà, nella metà dei casi si vende per integrare il reddito

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di Finanza Operativa 23 Luglio 2015 | 17:30

Nuda proprietà, un acquisto immobiliare alternativo che può lasciare l’usufrutto a terzi, mentre ci si assicura l’investimento. Secondo l’Ufficio Studi del gruppo Tecnocasa, dalla seconda metà del 2014 sono proposti sui portali del gruppo 210 immobili di questo tipo, il cui acquisto, nel 65,6% dei casi, è finalizzato all’investimento a lungo termine e il 34,4% riguarda l’abitazione principale.
Gli acquirenti hanno un’età compresa tra 45 e 54 anni nel 31,1% dei casi, mentre i proprietari hanno un’età superiore a 65 anni nel 59,3% dei casi. Quanto alle motivazioni che spingono i proprietari a vendere con la formula della nuda proprietà, più della metà dei venditori (52,5%) lo fa per reperire liquidità e quindi per mantenere un certo tenore di vita, oppure per far fronte ad esigenze legate all’avanzare dell’età e a volte per sostenere i figli nell’acquisto della casa; nel 40,7% dei casi si cerca di migliorare la propria qualità abitativa.
Per quanto riguarda lo stato civile dei proprietari risulta cheil 49,2% sia single (celibi/nubili, divorziati/separati, vedovi) ed il 50,8% sia coniugato. Le proporzioni sono diverse se si analizza lo stato civile degli acquirenti, infatti nel 62,3% dei casi si tratta di persone coniugate e nel 37,7% di single.
Tra le tipologie abitative maggiormente scambiate con la formula della nuda proprietà, al primo posto ci sono i trilocali con il 43,5% delle preferenze, seguiti a distanza dai quattro locali con il 24,2%. Non mancano soluzioni indipendenti, come ville o porzioni di ville.
L’analisi mostra infine una  maggior concentrazione di compravendite di nuda proprietà nel Lazio e a seguire nelle regioni Lombardia e Campania.

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