Cina, nessuna svalutazione significativa dello yuan all’orizzonte: la view di Schroders

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 13 Agosto 2015 | 14:00

A cura di Craig Botham, Emerging Markets Economist Schroders
Crediamo che la manovra della Banca Popolare Cinese (PBoC) non indichi l’inizio di una svalutazione significativa dello yuan poiché la stabilità finanziaria e sociale rimane la preoccupazione principale per i ‘policymaker’. La decisione della PBoC di cambiare il modo in cui fissa lo yuan – prendendo ora in considerazione la quotazione della chiusura di ieri – è una mossa significativa. Tuttavia, al contrario di come titolano molte notizie dei media, non riteniamo che questa sia una manovra di politica monetaria volta a fornire degli stimoli alle esportazioni.
Il conseguente deprezzamento, meno del 2%, implica che in termini di ponderazione commerciale lo yuan è tornato ai livelli di dieci anni fa. Questo non è un tipo di cambiamento che comporterà un aumento dell’export cinese. Molto più importante è l’accresciuto ruolo del mercato nel determinare il valore dello yuan Di conseguenza, a nostro avviso, tale riforma punta più all’inclusione dei Diritti Speciali di Prelievo (DSP), piuttosto che a dare una spinta alla crescita.
Ciò detto, il capo economista della PBoC ha affermato che la Banca centrale cinese stabilizzerà le aspettative del mercato per assicurare una transizione regolare verso il nuovo regime. Questa non è la fine dell’intervento. Crediamo, infatti, che non sarebbe saggio consentire un forte deprezzamento in questo momento, visti i considerevoli deflussi di capitale registrati nella prima metà dell’anno. Consolidare le aspettative circa un deprezzamento della valuta servirebbe solo ad incrementare quei deflussi e a destabilizzare potenzialmente il sistema finanziario.
Assisteremo a maggiori deprezzamenti d’ora in poi? Al di là dei rischi di deflussi di capitale, i quali dovrebbero scoraggiare politiche volte al deprezzamento, restano supporti strutturali, in particolar modo in forma di eccedenza dei profili correnti. Tuttavia, il riferimento alla quotazione della chiusura, nelle attuali condizioni di mercato, eserciterà alcune pressioni in termini di deprezzamento. L’intervento della PBoC sarà necessario per alterare le aspettative di mercato, qualora le autorità vogliano prevenire un deprezzamento.
Un ultimo cambiamento da notare è che il ‘fixing’ sarà inoltre determinato dai movimenti del tasso di cambio delle valute più importanti. Ciò implica verosimilmente un allontanamento da un puro ancoraggio al dollaro, verso un paniere di valute. Se così fosse e la PBoC volesse ancorare lo yuan in termini di ponderazione commerciale, un deprezzamento nei confronti del dollaro diventerebbe più probabile, specialmente se la forza del dollaro continuasse. Tuttavia, crediamo che la stabilità finanziaria e sociale resti la preoccupazione principale per i policymaker e per questo motivo riteniamo che una svalutazione significativa non sia all’orizzonte.

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