Pil secondo trimestre: solo l’Italia conferma le stime

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di Finanza Operativa 14 Agosto 2015 | 10:50

Deludenti le stime preliminari sul PIL del secondo trimestre in Europa. L’ufficio di statistica tedesco Destatis ha reso noto che in Germania il PIL nel secondo trimestre ha evidenziato una crescita dello 0,4% su base trimestrale, lievemente peggiore delle aspettative del consensus (+0,5%). Nel primo trimestre il PIL aveva registrato un incremento dello 0,3% t/t. Su base annuale il PIL ha mostrato un +1,6% a/a rispetto al +1,2% del primo trimestre. Il maggior contributo al PIL è arrivato dalle esportazioni sostenute dall’euro debole. Deludenti invece gli investimenti fissi.

In Italia l’Istat ha comunicato che la stima preliminare sul PIL del secondo trimestre è risultata pari al +0,2%, in linea con le previsioni di mercato. Su base annuale il PIL del secondo trimestre ha segnato un +0,5%.

Peggior situazione in Francia dove nel secondo trimestre non c’e’ stata alcuna crescita delle attività economiche. Risultato ben inferiore rispetto alle attese (+0,2% t/t) e le cifre del primo trimestre (+0,7% t/t). Deludono consumi e investimenti. Bene la bilancia commerciale.

La Francia si conferma il paese dell’Europa “core” più sofferente. Il ritorno del PIL a crescita zero è un segnale preoccupante sia per il Governo Hollande, che dovrà muoversi a portar avanti le riforme strutturali necessarie per rilanciare l’economia del paese sia per il governatore Mario Draghi, che dovrà togliersi dalla testa la possibilità di interrompere con anticipo il programma di quantitative easing.

Se la Francia soffre in Finlandia piangono. Il PIL del secondo trimestre ha evidenziato un ribasso dello 0,4% su base trimestrale. E’ il quarto trimestre consecutivo in calo che evidenzia come il paese scandinavo non riesce a uscire dalla recessione colpito dai problemi economici dei propri vicini commerciali (Norvegia e Russia stanno affrontando la peggior crisi degli ultimi decenni sul crollo del prezzo del petrolio).

Le cifre sul PIL confermano i nostri dubbi sulla ripresa in Europa. E’ una ripresa ancora troppo fragile che deve essere continuamente sostenuta da interventi esterni. Non solamente la politica monetaria espansiva della BCE ma anche da stimoli governativi nazionali. Soprattutto Finlandia e Francia dovranno studiare nuove forme di incentivi all’economia in grado di rilanciare la ripresa economica.

a cura di Filippo Diodovich, analista di IG

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