Riadattare il portafoglio al rialzo dei tassi

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di Finanza Operativa 17 Agosto 2015 | 15:00

Il 2015 potrebbe essere l’anno in cui assisteremo, finalmente, al rialzo dei rendimenti negli Stati Uniti. Ciò offre l’opportunità di riesaminare i portafogli e le asset class, valutandone le performance durante i periodi storici in cui i tassi d’interesse hanno subito un aumento. Anche se il passato non può offrire alcuna garanzia sugli sviluppi futuri, il contesto storico è importante per capire un fenomeno che non si osservava in un trend di lungo periodo da almeno trent’anni a questa parte.
Obbligazioni vs. Azioni. La questione centrale – qui come in molti altri casi- riguarda la necessità di privilegiare i titoli azionari rispetto a quelli obbligazionari o viceversa. Per definizione, la natura fissa degli interessi corrisposti dalle cedole obbligazionarie risente in parte del rialzo dei tassi. D’altro canto, il rialzo dei tassi d’interesse avviene di solito in tandem con l’aumento dell’inflazione e i titoli azionari hanno storicamente visto i dividendi aumentare al disopra del livello d’inflazione durante periodi di tempo lunghi.
Il quadro generale: nella misura in cui il rialzo dei tassi d’interesse riflette un aumento delle aspettative di crescita e delle previsioni sull’inflazione, crediamo che i titoli azionari possano risultarne avvantaggiati, performando piuttosto bene nel medio/lungo periodo, anche se l’attività (o inattività) della Federal Reserve USA (Fed) potrebbe causare della volatilità di breve durata sui mercati.
Altri importanti distinguo. Anche in questo caso – come in molti altri contesti- non si tratta solo di stabilire se privilegiare le azioni contro le obbligazioni o viceversa ma anche di scegliere su quale tipo di azione o quale tipo di obbligazione orientarsi.
Sul fronte dell’azionario, abbiamo voluto osservare tre categorie: large cap (indice S&P 500 Index), small cap (indice Russell 2000 Index) e titoli ad alto dividendo (indice Dow Jones U.S. Select Dividend Index). Anche se certamente non si tratta di un’analisi esaustiva, in grado di esaurire tutte le possibilità del panorama azionario, l’indagine offre un interessante spaccato di alcune tra le categorie principali – indicandone la reazione nei diversi periodi di rialzo dei tassi d’interesse.
Sul fronte del reddito fisso, abbiamo esaminato la differenza esistente tra un’esposizione pura ai titoli sovrani (rischio da tassi d’interesse ma assenza del rischio di credito), un indice obbligazionario di titoli di alta qualità e un indice obbligazionario di titoli ad alto rendimento (con un minore rischio da tassi d’interesse ma un maggiore rischio di credito). Nell’ambito dell’azionario, abbiamo osservato i titoli con rendimento da dividendi. Ci aspettiamo che i titoli a più alto rendimento da dividendi incontrino qualche difficoltà, mentre le società più orientate alla crescita potrebbero essere meglio posizionate per beneficiare di un aumento dei dividendi a seguito del rialzo dei tassi e dell’inflazione. Abbiamo esaminato i periodi in cui i Treasury decennali USA sono saliti di 100bp o più e abbiamo rilevato quanto segue:
I bond di alta qualità e i titoli sovrani USA sono stati penalizzati: sia i Treasury decennali USA che il Barclays U.S. Aggregate Index hanno riportato rendimenti medi negativi durante i nostri periodi di rialzo dei tassi.
Il fixed income ad alto rendimento (high-yield) ha performato meglio: anche se il BofA Merrill Lynch High Yield Index ha registrato una performance diversa rispetto alle altre due opzioni obbligazionarie, l’indice è comunque riuscito a generare un rendimento medio positivo durante i periodi di rialzo dei tassi. In realtà, durante i periodi considerati, ha addirittura sovraperformato un indice costituito da titoli ad alto rendimento da dividendi in base alla media annuale.
Segmento azionario – da forte a piuttosto forte: sia lo S&P 500 Index che il Russell 2000 Index hanno mostrato la tendenza a performare meglio durante i periodi di rialzo dei tassi che nel corso dell’intero periodo. Quest’andamento è coerente con quanto menzionato nei paragrafi di cui sopra, ossia che i titoli azionari possono performare bene quando il rialzo dei tassi segnala il miglioramento della crescita e in genere un aumento dell’inflazione.
Small cap particolarmente forti con i tassi in rialzo: ad eccezione del primo periodo di rialzo dei tassi, dal 15 ottobre 1993 al 7 novembre 1994, il Russell 2000 Index ha registrato un rendimento a doppia cifra in ogni periodo esaminato. Il rendimento annuo medio durante i periodi di rialzo dei tassi si è attestato al 15,1%, contro un rendimento annuo medio all’8,6% nel corso dell’intero periodo.

Fixed-Income-Returns1

A cura di Wisdom Tree europe

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