Aim Italia: un mercato in rapida espansione. Dall’Osservatorio di Ir Top tutti i numeri della crescita

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di Finanza Operativa 30 Luglio 2015 | 17:00

Aim Italia contina a crescere: le società quotate sono arrivate a 68 (di cui 22 Ipo nel 2014 e 13 nei primi 7 mesi del 2015 su un totale di 19 Ipo su Borsa Italiana da inizio anno) per una capitalizzazione complessiva di 2,9 miliardi di euro, il giro d’affari ha raggiunto lo scorso anno i 3,4 miliardi di euro e la raccolta da Ipo è pari a 544 milioni di euro (di cui 99 milioni di euro nei primi 7 mesi del 2015). E’ quanto emerge dall’Osservatorio Aim realizato da Ir Top, che mette poi in evidenza come i settori più rappresentativi del mercato sono il green (che rappresenta il 24% del mercato in termini di società, il 27% in termini di raccolta e il 28% in termini di capitalizzazione) e il digital (che rappresenta il 21% del mercato in termini di società, il 25% in termini di raccolta e il 18% in termini di capitalizzazione).

L’identikit della società quotata presenta i seguenti dati medi:
– Fatturato 2014 pari a 33 milioni di euro;
– EBITDA margin 2014 pari al 9%;
– capitalizzazione pari a 43 milioni di euro;
– flottante pari al 24%;
– raccolta pari a 4,6 milioni di euro (dato mediano).

La distribuzione delle società per capitalizzazione evidenzia che il 12% delle società registra valori superiori ai 100 milioni di euro: la market cap maggiore è Bio On (Euro 220 milioni), seguita da Luve (Euro 210 milioni) e Masi Agricola (Euro 145 milioni). Il 44% delle società ha una capitalizzazione inferiore a 20 milioni di euro.

Le regioni maggiormente rappresentate sono quelle del Nord: in particolare Lombardia (35% delle società), Lazio (21%), Emilia Romagna (13%) e Piemonte (6%). Le altre regioni rappresentate sono Friuli, Toscana, Umbria, Veneto, Marche. Il mercato presenta anche 5 società estere, pari al 7% del totale.

L’analisi della raccolta evidenzia che il 51% delle società ha realizzato una raccolta inferiore ai 5 milioni di euro; il 18% superiore a 15 milioni di euro. Il 57% delle società ha un flottante inferiore al 20%. La struttura dell’operazione di IPO è 88% in Offerta Pubblica di Sottoscrizione (OPS) e 12% in Offerta Pubblica di Vendita (OPV).

I risultati economico-finanziari 2014 del mercato AIM sono in crescita: il fatturato registra un incremento medio del 23%, mentre l’EBITDA registra un incremento medio del 9%. Le società offrono lavoro a 11.473 dipendenti con una crescita media del personale pari al +12% nel 2014. L’83% delle società segna un fatturato 2014 inferiore ai 50 milioni; il 38% ha un fatturato inferiore a 10 milioni di euro.

Nell’azionariato delle società appartenenti all’Aim Italia sono presenti 80 investitori istituzionali, di cui 48 italiani (60%) e 32 esteri (40%); rispetto a luglio 2014 cresce il numero degli investitori (63), nonché il peso degli esteri (35%). Detengono un investimento complessivo pari a 254 milioni di euro (9,5% della capitalizzazione del mercato).

Il numero complessivo delle partecipazioni detenute è pari a 252 (3 partecipazioni in media). Il valore mediano della singola partecipazione è pari a 0,3 milioni di euro. Il 34% delle partecipazioni  è detenuto in società con capitalizzazione compresa tra 30-60 milioni di euro, il 24% in società con capitalizzazione compresa tra 60-100 milioni di euro.

Il principale investitore a livello internazionale è lo svizzero Patrimony 1873 che, attraverso White Fleet III Globes Italy Equity Star, primo fondo estero dedicato all’AIM Italia, detiene 14 partecipazioni. L’investitore italiano più attivo è AcomeA SGR, che detiene 18 partecipazioni, seguito da Amaranto Investment SIM (17), attraverso Maintower Sicav – Comparto Amaranto Italian Market. Gli altri investitori più attivi sono Kairos Partners Sgr, Zenit Sgr, Azimut Capital Management Sgr, Arca Sgr, Anima Sgr, Intesa Sanpaolo, Gam Investment Management.

Certo, la liquidità del mercato resta un problema, ma il progressivo incremento del numero di società quotate, la crescita della capitalizzazione media e il crescente interesse degli investitori stanno contribuendo al suo miglioramento: il controvalore medio giornaliero scambiato nei primi 5 mesi del 2015 si attesta a 101 mila euro rispetto a 45 mila euro nel primo semestre 2014; il numero di giorni con scambi sul totale dei giorni di negoziazione è pari al 74% (vs 69%), la Turnover Velocity è pari al 72% (vs 49%), la volatilità è pari al 48% (44% del primo semestre 2014), un livello inferiore a quella del segmento Star.

Sul mercato Aim nei primi 7 mesi del 2015 sono poi stati emessi sei tra prestiti obbligazionari, minibond e obbligazioni convertibili per un valore complessivo pari a 32,8 milioni di euro, un valore medio è pari 5,3 milioni di euro, il tasso medio è pari al 6,1%. Nel 2014 sono stati emessi 14 prestiti obbligazionari, con un valore complessivo delle emissioni pari a 101 milioni di euro; il valore medio è pari 7,2 milioni di euro, il tasso medio è pari al 6,2%.

“L’impatto economico dell’AIM Italia – ha affermato Anna Lambiase, ad di Ir Top – si riassume in oltre 11.000 posti di lavoro (+12% rispetto al 2013),  3,4 miliardi euro di giro d’affari (+23%), 544 milioni di capitale raccolto in IPO, Euro 2,9 miliardi di capitalizzazione. AIM è oggi il mercato di Borsa Italiana maggiormente in grado di attrarre talenti imprenditoriali, nei diversi settori dell’economia italiana, aperti ad una visione strategica accompagnata da una crescita culturale dell’azienda con forti benefici anche in termini di visibilità e di business. Il trend di mercato segna valori in crescita: l’azienda AIM presenta un fatturato medio di 33 milioni di Euro, un flottante del 24%, e una raccolta1 di 4,6 milioni di euro. 80 gli investitori istituzionali presenti nel capitale: AcomeA, Amaranto Investment SIM, Kairos Partners e Zenit gli italiani più attivi; Patrimony 1873 il primo investitore estero a lanciare un fondo dedicato all’AIM e il più attivo con 14 partecipazioni”.        G.R.

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