Tre domande agli economisti di Exane per fare chiarezza sulla situazione attuale

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di Finanza Operativa 26 Agosto 2015 | 14:00

A cura del team Macro di Exane BNP Paribas guidato da Pierre Olivier Beffy, Chief Economist Exane BNP Paribas
1) Quali sono le cause a livello macroeconomico della situazione attuale?
La recente correzione dei mercati azionari è causata da
·         timori sulla crescita cinese, messa in dubbio a seguito dell’assenza di coerenza e di efficacia delle autorità pubbliche che, con la svalutazione dell’Renminbi e i tentativi volti ad evitare un crollo del mercato azionario, hanno innescato un deflusso di capitali dai mercati emergenti e un peggioramento delle condizioni di credito domestiche;
·         peggioramento delle condizioni finanziarie a livello globale, ed in particolare negli Stati Uniti a causa della forza del dollaro e del rialzo degli spread corporate;
·         prossime scadenze elettorali in Europa, con le elezioni greche a settembre e quelle spagnole a fine anno;
·         incertezza sul timing del primo rialzo dei tassi da parte della Fed, con la Banca Centrale Americana che potrebbe incappare in un errore di politica monetaria proprio quando la crescita è maggiormente a rischio a livello mondiale.
2) Quanto è grave la situazione attuale?
Anche se l’attuale stress sui mercati peserà sull’attività economica, NON siamo sull’orlo di una recessione globale. Stimiamo, dunque, che la crescita globale mostri una buona resistenza ai recenti shock di mercato registrando solo un calo dello 0,2%.
Rassicurazioni in tal senso provengono dall’andamento del petrolio: il calo del prezzo del petrolio continuerà, infatti, a sostenere i consumi mondiali, soprattutto negli Stati Uniti e nella Zona Euro cioè in due dei tre motori dell’economia globale. Ovviamente un petrolio a livelli così bassi non avrà effetti positivi su tutti i paesi: anche se i timori di una crisi finanziaria sistemica nei paesi emergenti, specialmente nel Sud-Est asiatico sono contenuti, ci aspettiamo, infatti, che i paesi esportatori di petrolio e quelli con elevato deficit possano soffrire. Va, inoltre, evidenziato che negli ultimi 40 anni, le recessioni sono state seguite da un massimo sull’oro nero e che nessuna recessione è stata preceduta da un crollo di tale materia prima.
Senza dimenticare che, sebbene la recente correzione abbia determinato un crollo dei rendimenti obbligazionari a livello globale con conseguente revisione al ribasso sull’inflazione stimata e la crescita attesa, questo calo compenserà l’inasprimento delle condizioni finanziarie causato da altri motivi, come, ad esempio dall’andamento degli spred.
3) Quando diventerà più rassicurante il quadro macro?
È difficile rispondere chiaramente a questa domanda allo stadio attuale. Affinché il quadro attuale diventi più rassicurante, è necessario che in Cina i leading indicators registrino un miglioramento significativo o che si assista ad un’azione politica di ampia portata. Per quanto riguarda la crescita economica, potrebbe essere addirittura necessario che il PMI manufacturing del paese registri un miglioramento per almeno 2 mesi per avere rassicurazioni sullo stato di salute della crescita cinese. Mentre, da un punto di vista politico, sarebbe necessario che le autorità cinesi forniscano ulteriore liquidità all’economia e che sostengano la spesa fiscale.
Va, inoltre, evidenziato che a settembre anche i paesi sviluppati potrebbero vivere un periodo di incertezza a causa delle elezioni in Grecia, che potrebbero causare un ritardo nell’implementazione delle misure previste nel bailout creando ulteriori tensioni con i creditori, e del meeting della Fed, in cui l’Istituto potrebbe procedere con il primo rialzo dei tassi.

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