La mossa della PboC non servirà all’economia per tornare a crescere: la view di Schroders

A
A
A
Finanza Operativa di Finanza Operativa 26 Agosto 2015 | 10:30

A cura di Craig Botham, Emerging Markets Economist Schroders
La People’s Bank of China (PBoC) ha tagliato ieri sia i tassi di interesse di riferimento sia il coefficiente di riserva obbligatoria per le banche. Le misure di stimolo danno supporto al sentiment dei mercati, ma non ci aspettiamo che il risultato sia una rinascita della Cina.
I tagli effettuati, di rispettivamente 25 e 50 punti base, giungono dopo giorni disastrosi per i mercati azionari. Tuttavia, non crediamo che la PBoC desideri rigonfiare la bolla. Nonostante tutto, la portata del crollo del mercato azionario avrà probabilmente un impatto negativo sul sentiment, in particolar modo a causa di un contesto economico debole (la scorsa settimana abbiamo visto un indice PMI molto più debole del previsto).
Inoltre, la variazione della politica sul tasso di cambio, che ha provocato una svalutazione del renminbi,  ha comportato deflussi di capitale, che a loro volta hanno ridotto la liquidità e causato condizioni monetarie più difficoltose. Attraverso il taglio del coefficiente di riserva obbligatoria e altre recenti operazioni di mercato, tale liquidità è ripristinata e si dà nuovo supporto all’attività creditizia. Il taglio dei tassi d’interesse, nel frattempo, dovrebbe ridurre i costi di indebitamento per i creditori, in particolare per le famiglie e le imprese a controllo statale.
Questo stimolo riuscirà a riportare l’economia su una traiettoria di crescita? Ne dubitiamo. Come ricordato, il taglio del coefficiente di riserva obbligatoria ristabilisce soltanto la liquidità persa. Il taglio dei tassi, nonostante l’utilità, probabilmente previene soltanto futuri default, invece di incoraggiare gli investimenti, in un’economia colpita da deflazione, da sovra produzione e livelli di debito elevato.
Inoltre, i precedenti tagli dei tassi hanno fatto poco per abbassare il costo dell’indebitamento per i nuovi creditori, poiché i margini sugli interessi bancari sono stati ridotti da effetti asimmetrici sui tassi di deposito rispetto ai tassi sui prestiti. Tale asimmetria si è allentata grazie ad un’ulteriore liberalizzazione dei tassi sui depositi, tuttavia le banche potrebbero ancora tentare di recuperare una parte dei margini persi, in particolare data la partecipazione obbligatoria alle operazioni di swap del debito delle amministrazioni locali.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Etf, da Ubs AM un innovativo prodotto sul Nasdaq cinese

Asset allocation, sull’azionario cinese torna la volatilità ma niente paura

Investimenti, le migliori offerte del mercato cinese

NEWSLETTER
Iscriviti
X