Focus sul Congo

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di Finanza Operativa 1 Settembre 2015 | 13:45

A cura di Sace
Contesto politico. Il Presidente Sassou-Nguesso e il partito di maggioranza Parti Congolais du Travail mantengono un fermo controllo della vita politica congolese, come confermato nelle elezioni municipali e per il Senato di ottobre scorso. È possibile che il presidente promuova la rimozione del limite costituzionale alla sua ricandidatura nelle elezioni presi-denziali del 2016. Storicamente il paese ha forti legami diplomatici con la Francia, mentre sono in crescita le relazioni con la Cina per gli interessi di quest’ultima sul settore minerario locale. Il paese sta inoltre tentando di intensificare i rapporti con altri paesi emergenti in Asia e America Latina al fine di ridurre la propria dipendenza da Europa e USA.
Contesto economico. L’economia congolese ha registrato buoni tassi di crescita negli ultimi anni, spinta principalmente dal settore degli idrocarburi (le esportazioni di petrolio contano per l’85% dell’export totale, il 75% delle entrate statali e il 60% del PIL). A causa della scarsa diversificazione, l’economia resta quindi esposta alla ciclicità dei mercati delle ma-terie prime: l’attuale contrazione mondiale del prezzo del petrolio rischia quindi di compromettere le finanze pubbliche e gli investimenti programmati, con riflessi sull’intero quadro macroeconomico.
Contesto finanziario. Il settore è cresciuto velocemente durante l’ultimo decennio, ma rimane ancora poco sviluppato rispetto ad altri paesi con condizioni economiche simili. Il credito al settore privato è attestato a circa il 10% del PIL. Il governo si è impegnato a facilitare l’accesso al credito, ad esempio creando una struttura per la promozione dell’impren-ditoria (Maison de l’entreprise) ed un fondo speciale di garanzia e supporto (Fonds d’Impulsion, de Garanties et d’Ac-compagnement).
Contesto operativo. Il governo mantiene tuttavia un atteggiamento di apertura e di promozione degli investimenti esteri. Le infrastrutture inadeguate rendono tuttavia difficile lo spostamento interno di merci e persone. La burocrazia è farragi-nosa e la corruzione è percepita come diffusa, specialmente nel settore delle risorse naturali.
Bilancia dei pagamenti. Le elevate quotazioni del petrolio degli ultimi anni hanno consentito di ottenere un surplus dei saldi commerciali nonostante il calo delle quantità prodotte. L’attuale congiuntura negativa dei prezzi e l’ulteriore calo della produzione sono alla base del previsto peggioramento dei conti con l’estero nel 2015-16.
Settori di opportunità. Il settore petrolifero ed il suo indotto costituiscono il fattore di crescita principale dell’economia congolese. Tuttavia, al fine di diversificare l’economia e allentarne la dipendenza dal settore petrolifero, il governo sta cer-cando di attrarre investimenti nei settori minerario e del legno. Anche il settore agricolo è stato interessato da un importante afflusso di investimenti, al fine di ridurre la dipendenza dai mercati esteri per le necessità alimentari.
Commercio e presenza italiana. Nel 2014 le esportazioni italiane in Congo sono pari a circa EUR 310 milioni, in aumen-to del 61% rispetto al 2013; i settori di maggior rilevanza sono quelli della metallurgia, della meccanica strumentale e dei mezzi di trasporto. Nello stesso anno le importazioni dal Congo sono state pari a circa EUR 658 milioni, pressoché tripli-cate rispetto all’anno precedente, e hanno riguardato per lo più petrolio e metalli di base. Oltre alla decennale presenza di ENI-SAIPEM nel settore estrattivo, negli ultimi anni la presenza italiana si è sempre più articolata: numerose imprese ita-liane sono attive nei settori dell’ingegneria, delle costruzioni e dei servizi.

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