Predire i movimenti di mercato azionario e tassi di cambio

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di Finanza Operativa 1 Settembre 2015 | 15:30

Recenti studi condotti da docenti universitari della Cass Business School, dalla Bank of England e dalla City University Hong Kong hanno utilizzato i dati risultanti dall’osservazione di oltre 40 mercati per oltre 30 anni per mostrare che sono possibili rendimenti medi fino al 12% all’anno per coloro che ripartiscono le risorse sui mercati azionari internazionali.
Gli autori, Gino Cenedese, Richard Payne, Lucio Sarno e Giorgio Valente, si sono focalizzati sulla misura in cui i movimenti dei tassi di cambio potrebbero intaccare i movimenti prevedibili dei mercati azionari internazionali, mostrando che in realtà tale influsso non esiste. Questo lascia cospicui rendimenti a disposizione degli investitori che ripartiscono il denaro su mercati azionari internazionali nel caso in cui i rendimenti vengano calcolati nella valuta nazionale dell’investitore. Tale risultato significa anche che i movimenti prevedibili nei mercati azionari sono inutili nella predizione dei movimenti dei tassi di cambio.
La ricerca, pubblicata come proposta di base dalla Bank of England e disponibile nella Review of Finance, continua mostrando che i rendimenti disponibili per gli investitori internazionali non possono essere spiegati in modo esaustivo come una compensazione per il rischio nel supportare il mercato azionario o il mercato valutario e non vengono nemmeno spiegati dai costi delle operazioni commerciali. Anche i rendimenti strategici non sono legati a quelli derivati dalle esistenti e ben conosciute strategie di investimento internazionale (ad esempio, FX Carry) e questo potrebbe fornire un interessante complemento ai portafogli internazionali basati su tali linee tradizionali.
Payne afferma: “La battuta finale della prima parte del documento consiste, per esempio, nel fatto che se siete sicuri che il mercato azionario giapponese stia crescendo rispetto a quello inglese, tutto questo non vi dirà nulla dei movimenti dello yen rispetto alla sterlina. Perciò, la correlazione tra i rendimenti del mercato azionario e i rendimenti della valuta sono pressoché nulli nello spaccato.”
Sarno ci spiega inoltre che “il fatto che i movimenti nei tassi di cambio non cancellino i movimenti prevedibili nei rendimenti del mercato azionario significa che c’è del denaro sul tavolo per gli investitori mondiali e questo è vero se si usano rendimenti lordi o se si calcolano dei rendimenti corretti per il rischio.”

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