Turchia: nel breve conta la politica, nel medio i temi macro

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di Finanza Operativa 10 Settembre 2015 | 17:00

a cura di Eli Koen, Head of Turkish Equities di Union Bancaire Privée – Ubp

La Turchia sta attraversando un periodo di estesa incertezza politica. A causa del fallimento dei negoziati di coalizione, nuove elezioni sono programmate per il 1° novembre. A questo punto, sembra improbabile che possa esserci un cambiamento dei comportamenti di voto. Gli attuali sondaggi mostrano un certo aumento di voti per l’AKP e il CHP (di circa l’1% ciascuno) alle spese dell’HDP e MHP.

Se queste previsioni dovessero avverarsi, probabilmente la distribuzione dei seggi elettorali non permetterà la formazione di un Governo monocolore, e l’attuale situazione di stallo proseguirà. Ci sono state anche congetture sulla stampa locale riguardo a un possibile rinvio delle elezioni a causa del peggioramento della situazione a livello di sicurezza nell’area sudorientale. Questo naturalmente costituirebbe uno sviluppo negativo per i mercati.

Dalle ultime elezioni, il processo di pace con il partito curdo PKK si è interrotto e gli eventi terroristici in tutta la Turchia sono aumentati. Inoltre, il Paese è stato ulteriormente coinvolto nel conflitto siriano a seguito dell’esplosione di una bomba dell’ISIS in una città turca di confine, che ha provocato la morte di 32 persone. Le forze di sicurezza e l’esercito turco hanno risposto ed ora il Paese sta permettendo agli Stati Uniti di usare le basi vicino al confine siriano per i bombardamenti aerei contro obiettivi ISIS dislocati in Siria.

Questi sviluppi si sono inevitabilmente riflessi negativamente sul premio al rischio della Turchia, che a sua volta ha avuto un impatto negativo sul mercato azionario, sulla valuta e sui tassi di interesse. Nel breve termine, i mercati si concentreranno principalmente sulla tempistica e sul risultato delle prossime elezioni, con uno sguardo particolare agli eventi terroristici nel Paese.

Nonostante gli sviluppi negativi sul fronte politico, il quadro economico è relativamente tranquillo. Le stime sul PIL del 2015 sono al 3%, basse secondo gli standard turchi ma accettabili in un quadro globale affamato di crescita. Ci sono aree di forte espansione come le vendite di auto (+50% a/a), di case (+21% a/a) e di elettrodomestici (+10%). La crescita dei prestiti è ancora buona, al 19% in termini aggiustati per il cambio. Sebbene ci sia un certo aumento delle sofferenze bancarie, i numeri sono ampiamente all’interno del range accettabile a livello storico. Le banche continuano a essere capitalizzate in maniera adeguata, senza segnali di pressioni sistemiche. Il deficit di parte corrente è ora sceso sotto il 5% del PIL, rispetto al picco del 10% precedente. Il bilancio pubblico resta solido, con il deficit e il debito a livelli bassi. L’inflazione è al 7,1%, ma non è particolarmente elevata in base agli standard turchi.

Intanto, le dinamiche internazionali e il quadro politico attorno alla Turchia offrono opportunità, ma anche rischi. L’alleggerimento atteso per le sanzioni economiche contro l’Iran dovrebbe essere positivo per il commercio turco, poiché il Paese è uno dei principali partner storicamente. D’altra parte, un ulteriore peggioramento delle tensioni politiche in Siria e in Iraq potrebbe danneggiare il commercio con questi Paesi e portare la performance di breve termine della Borsa di Istanbul (BIST) ad allontanarsi da quelle delle controparti.

L’appetito globale per il rischio continua a essere un fattore importante per la performance della Borsa turca, sia direttamente – con l’impatto sui flussi dei fondi di investimento sui Mercati Emergenti, sia indirettamente – tramite le oscillazioni dei tassi di interesse turchi e dei tassi di cambio. Andando avanti, le notizie circa la tempistica del rialzo dei tassi della Fed dovrebbero continuare a costituire un indicatore importante per la performance dei Mercati Emergenti. Similmente, le politiche monetarie accomodanti implementate dalle altre Banche centrali saranno un altro fattore da osservare con attenzione, in termini di appetito globale per il rischio.

Ci aspettiamo che le notizie riguardanti lo scenario politico turco continueranno a dominare il mercato nel breve termine. La volatilità potrebbe persistere nel medio termine, fino a quando le politiche locali non diventeranno un tema secondario e le questioni macro economiche saranno il focus principale. Quando avremo un outlook politico più definito, i mercati probabilmente si concentreranno maggiormente sui fondamentali, come i driver di crescita di lungo termine e le valutazioni azionari, che dovrebbero suggerire prospettive più rosee per la Turchia.

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