Gam: “In attesa della Fed puntiamo sui titoli finanziari, anche italiani”

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di Finanza Operativa 16 Settembre 2015 | 15:30

 di Davide Marchesin, gestore del fondo GAM star (Lux) – Financials Alpha

Riteniamo che i mercati nel corso del primo semestre siano stati guidati soprattutto dagli interventi della Banca centrale europea (BCE), che hanno prodotto benefici per le banche europee. Entrando nel secondo semestre, le notizie provenienti dalla Cina sono diventate il fattore chiave, così come una più ampia debolezza nel contesto degli Emergenti. I titoli quotati nei Mercati Sviluppati che hanno una significativa esposizione agli Emergenti hanno sofferto di pari passo quelli quotati sui listini locali. Nonostante ciò, ci aspettiamo un terzo driver sempre più importante: le azioni della Federal Reserve. E in questa direzione ci stiamo posizionando. Nel lungo periodo, lo vediamo come un elemento positivo per le compagnie di assicurazione sulla vita, ma potrebbero esserci degli ostacoli per i REITS (real estate investment trusts) americani.

In Europa, le nostre posizioni lunghe su Danske Bank e Erste Group Bank sono aumentate nel corso degli ultimi tre mesi, sulla scia di un miglioramento della qualità del credito in Europa, ma soprattutto in Danimarca, Irlanda e nell’Europa dell’Est. Le posizioni lunghe sui titoli finanziari italiani hanno dimostrato di apportare benefici, in maniera significativa Banco Popolare di Milano e Anima Holding. Il primo è sostenuto dall’incremento delle attività di prestito e del trend della qualità del credito, il secondo dal flusso di notizie positive per l’asset management: il settore sta beneficiando di forti flussi in ingresso, soprattutto in Italia.

Abbiamo posizioni corte nette sugli Emergenti, con ritorni significativi provenienti dai posizionamenti net short su una banca brasiliana e su una colombiana, e su una società quotata in Francia che ha un’esposizione significativa al Brasile.

Le posizioni lunghe sulle compagnie assicurative americane si sono dimostrate portatrici di crescita da inizio anno, come per esempio quella su American Financial Group, che è avanzata sulla scia dell’ultima trimestrale molto forte. Anche le posizioni corte sulle banche che hanno registrato risultati trimestrali deboli hanno portato performance.

A livello geografico, fatta eccezione per le banche del Regno Unito, dove abbiamo alcune specifiche posizioni short, restiamo ampiamente lunghi sui nomi europei, in maniera specifica sulle banche italiane, laddove vediamo lo stabilizzarsi della qualità del credito e un trend dell’attività di prestiti in salute. L’inizio, nel giro di pochi mesi, della stagione di fusioni e acquisizioni potrebbe ulteriormente aiutare il settore, dato che la determinazione dei prezzi diventerà più razionale. Negli Emergenti, abbiamo ridotto la nostra esposizione lorda e abbiamo una posizione corta netta molto limitata. Al contrario, stiamo cercando di incrementare la nostra esposizione lorda negli Stati Uniti durante il prossimo mese, basata sul momentum del rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed. E, come già detto, le compagnie di assicurazione saranno probabilmente le primi beneficiarie. Tornando alle banche del Regno Unito, vediamo un rischio ribassista sui fondamentali, poiché i livelli di competizione sono in aumento a causa dei nuovi player, come Virgin Money. Questi nomi nuovi stanno mettendo sotto pressione sia i margini per i depositi sia gli indici di prestito.

 

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