Hedge fund, Lyxor Am scommette sugli approcci relative value

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di Finanza Operativa 22 Settembre 2015 | 13:00

“Ci aspettiamo rendimenti moderati dalle attività tradizionali. Continuiamo pertanto a rafforzare il nostro giudizio positivo sugli approcci relative value degli hedge fund” afferma Jean-Marc Stenger, Chief Investment Officer della divisione dedicata agli investimenti alternativi di Lyxor AM.

I timori relativi alla deflazione e alla crescita, che si sono intensificati durante l’estate, hanno subito un’accelerazione dopo la svalutazione dello yuan, fino a innescare un circolo vizioso nell’ultima settimana di agosto. Con la volatilità che ha toccato quota 55 e il mercato azionario in calo, il 24 agosto verrà ricordato come uno dei principali episodi di instabilità. Il ribasso del Lyxor Hedge Fund Index si è concentrato prevalentemente in quella settimana. I fondi Event Driven hanno registrato le performance peggiori. La dispersione dei rendimenti è stata elevata. Le perdite di alcuni fondi con elevate masse in gestione hanno oscurato i discreti risultati conseguiti dai trader macro (CTA e Global Macro). Le pressioni più contenute sulle obbligazioni societarie e sui titoli di Stato hanno sostenuto le strategie creditizie e fixed income arbitrage. L’universo L/S Equity ha mostrato una buona tenuta, eccezion fatta per i gestori asiatici e statunitensi con orientamento long.

Con la ragguardevole eccezione dei fondi asiatici e statunitensi con orientamento long, la strategia L/S Equity ha mostrato un’ottima tenuta. Molti fondi hanno costantemente ridotto le esposizioni nette durante l’estate, evidenziando un posizionamento prudente prima dell’improvviso crollo di fine agosto. In Europa, i gestori con un orientamento variabile hanno attuato efficienti strategie di copertura, assumendo un maggior numero di posizioni short. I gestori europei, che generalemtne sono stati immuni dall’effetto di reflazione, hanno generalmente perso il reflation trade all’inizio dell’anno, durante l’estate hanno recuperato tutto il terreno perso, sovraperformando persino le strategie market neutral. Di contro, i gestori asiatici di Lyxor sono stati penalizzati ad agosto, segnando complessivamente un calo del 2%. La significativa riduzione dell’esposizione netta che hanno operato a partire da giugno (-10%) ha limitato i danni. Anche i fondi statunitensi con orientamento long hanno subito un duro colpo, perdendo gran parte del loro beta.

I fondi Event Driven hanno registrato le performance peggiori, con un drammatico crollo generalizzato. La performance complessiva dei fondi Event Driven è rimasta pressoché invariata fino all’ultima settimana di agosto. Fino a quel momento, sono state registrate alcune perdite nelle esposizioni legate alla Cina e alle commodity. Tali perdite sono state compensate da dati positivi sugli utili di alcune grandi società e dall’esito favorevole di diverse operazioni di fusione e acquisizione. L’ultima settimana di agosto ha inciso negativamente sia sugli spread legati alle fusioni che sulla valutazione delle situazioni aziendali, comprese le posizioni attive. I fondi Special Situation hanno sottoperformato i Merger Arbitrage, persino su base corretta per il loro beta di mercato. L’improvviso ampliamento degli spread delle operazioni e le basse valutazioni daranno probabilmente il via a una fase di ripresa in futuro.

Il Lyxor L/S Credit Arbitrage Index ha perso soltanto l’1,5%. La tensione sui mercati ha contagiato i mercati del credito, seppur in misura inferiore rispetto al mercato azionario. Poiché gli spread si erano già significativamente ampliati negli ultimi mesi, i gestori hanno mantenuto un atteggiamento di estrema cautela, posizionandosi su emissioni di alta qualità, con rating elevati e incrementando la diversificazione. Non appena è tornata la dispersione, sono emerse anche opportunità short, e non soltanto nel segmento dell’energia. In particolare, l’indebolimento delle correlazioni nell’ambito del credito ha offerto ai fondi fixed income arbitrage maggiori opportunità di valore relativo. L’alfa prodotto dalle strategie creditizie ha ridotto l’apporto negativo del beta.
Il mese scorso si è registrata un’elevata dispersione tra i CTA i quali, prima dell’ultima settimana di agosto, hanno registrato un rialzo di circa l’1%. Con le loro posizioni lunghe sulle obbligazioni e sul dollaro statunitense, unitamente alle loro esposizioni corte sulle commodity, i CTA erano ben coperti nei confronti dei vari rischi di mercato, in particolare: decelerazione della crescita globale, rallentamento del processo di normalizzazione da parte della Fed e l’effetto dei timori legati alla Cina sulle commodity e sui mercati emergenti. Nell’ultima settimana del mese invece la maggior parte dei fondi ha evidenziato una buona tenuta.

Tuttavia, alcuni fondi con elevate masse in gestione sono stati fortemente penalizzati da posizioni long sull’azionario e da posizioni cross long sul dollaro statunitense. Le strategie a breve termine hanno sovraperformato grazie a un riposizionamento più rapido del portafoglio. Osserviamo che, complessivamente, le strategie a lungo termine hanno tagliato la loro esposizione azionaria netta pari a circa il 30%, portandola a meno del 10% nel corso dell’ultima settimana di agosto.

I rendimenti dei fondi Global Macro sono stati eterogenei, con perdite rilevanti registrate dai fondi con elevate masse in gestione. Fino all’ultima settimana di agosto la strategia ha dimostrato una buona tenuta, con un rendimento da inizio mese leggermente positivo. Sebbene l’esposizione agli asset rischiosi fosse cauta, le coperture di questi fondi non sono state molto efficaci durante la correzione. I fondi Global Macro sono stati colpiti in particolare nelle posizioni azionarie e nella posizione lunga sul dollaro statunitense, con un’attenuazione delle perdite attribuibile alle obbligazioni o ad altri asset rifugio. Tuttavia, le perdite registrate dai maggiori fondi Macro nascondono di fatto un quadro più eterogeneo e favorevole. Dopo la correzione, i fondi Lyxor Global Macro presentavano in media un’esposizione lunga netta sul mercato azionario del 10% (dal 15% di inizio agosto), di cui la metà composta da equity europeo. I gestori continuano a puntare su strategie legate alle commodity, soprattutto di tipo relative value, e mantengono una posizione lunga sul dollaro statunitense e corta sull’euro e sulla sterlina britannica.

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