Di cosa ha paura Wall Street? Della Silicon Valley!

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di Finanza Operativa 23 Settembre 2015 | 14:00

a cura di Massimo Merlino, Professore di Finanza per l’Innovazione – Ingegneria Gestionale – presso l’Università Repubblica di San Marino

Dopo aver disintermediato ogni business, acquistando sul Web dalle scarpe ai viaggi, dalle auto ai mobili, il consumatore 2.0 vuole gestire direttamente dal suo computer i prodotti finanziari che lo interessano. Più le autorithy di regolazione aggiungono vincoli e ostacoli, più il mercato cerca di liberarsene attraverso le nuove tecnologie di distribuzione. Quest’anno gli investimenti in Fintech, come si denomina il settore delle tecnologie applicate alla Finanza, hanno raggiunto i 12 miliardi di dollari.

Dai sistemi di pagamento al wealth management, dai prestiti peer to peer al crowfunding, le start up della Silicon Valley stanno mettendo nel mirino i mercati finanziari che valgono almeno cinque trilioni di dollari secondo Goldman Sachs. Il volume di investimenti raggiunti nel 2014 sono il triplo dell’anno precedente e molte di queste imprese sono uscite dalla fase di sperimentazione. Lending Club e OnDeck, due nuove piattaforme di prestiti on line sono andate in Borsa. Venmo, un’app di pagamenti, ha trasferito un miliardo e 400 milioni di dollari nell’ultimo trimestre, JP Morgan Chase avvisa “la Silicon Valley sta arrivando”.

Non si tratta certo di far fuori le Banche che anzi potranno migliorare i profitti utilizzando le innovazioni prodotte o comprando le start up. Si tratta di un radicale rinnovamento della Finanza lungo tre linee:
1. Abbattimento dei costi e miglioramento della qualità dei servizi finanziari. Lending club ad esempio ha spese per il 2% dove i sistemi tradizionali le hanno tra il 5 e il 7%.

2. Le nuove imprese di servizio hanno metodiche più avanzate e intelligenti per monitorare il rischio. Vengono raccolte e analizzate informazioni dalle fonti più disparate per analizzare le piccole imprese che chiedono prestiti, anche nei casi dove i meriti di credito sono stati danneggiati dalla crisi economica.

3. Si crea un mercato del credito più stabile. Mentre tradizionalmente le banche raccolgono a breve per prestare a lungo, qui gli orizzonti temporali di datori e debitori sono paralleli e le operazioni si chiudono senza rischi di default.

Le opportunità per la Finanza tradizionale sono enormi e il cambiamento sarà paragonabile a quello provocato dalle autorità di regolazione negli anni passati.

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