Progetto Vistaterra presentato a Expo

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 28 Settembre 2015 | 08:55

È stato presentato a Expo il progetto Vistaterra fortemente voluto da Manital, leader italiano nel facility management (manutenzione e servizi integrati). L’iniziativa parte dalla vocazione agricola del canavese e dalla riqualificazione dei suoi beni storici, per creare un’attività innovativa nell’ambito turistico che sappia essere autonoma, indipendente e redditizia e che, soprattutto, sia in grado di dare vita a una nuova economia di filiera dell’area, capace di esaltare le eccellenze artistiche, enogastronomiche ed agricole del territorio canavesano.

Il progetto passa dalla riqualificazione di una vasta area di attività agricole, compresa la rinascita dei vivai fondati negli Anni ’50 da Adriano Olivetti, e dalla ristrutturazione del Castello San Martino di Parella e del suo parco storico, acquisiti da Manital nel 2011, e si propone la creazione di un progetto imprenditoriale all’insegna della sostenibilità economica, ambientale e sociale. Anche per questo, per sottolineare il forte legame dell’iniziativa con il suo territorio, la produzione agricola e la promozione della biodiversità, Manital ha scelto lo spazio di Slow Food in Expo per presentare l’iniziativa e ha annunciato che l’inaugurazione di alcune prime attività avverrà nel corso del 2016.

Il progetto prevede che, all’interno del Castello e del parco contiguo, siano offerti una serie di servizi turistici e culturali attraverso una proposta commerciale integrata e legata alla sostenibilità ben rappresentata dal concetto scelto per la promozione di Vistaterra, “Un parco che abbraccia il castello”. In particolare, all’interno del castello prenderà vita una residenza di charme, un centro di servizi business, una spa, una caffetteria, un ristorante gourmet, un birrificio con produzione propria, mentre nelle corti dell’edificio storico troveranno collocazione botteghe con una proposta di prodotti artigianali e a km zero. Nell’area del parco inoltre è previsto un biolago balneabile con punto ristoro, dei laboratori artigianali in grado di valorizzare, ancora una volta e sotto una diversa forma, le eccellenze del territorio e infine un garden center. Vistaterra rimarrà controllata da Manital anche se a livello di singole società operative a capo delle diverse attività del progetto di impresa, il capitale potrebbe essere aperto a futuri partner.

“Crediamo molto in questo progetto su cui stiamo investendo 40 milioni, forti della convinzione che sia un’iniziativa in grado di ridare slancio all’economia del territorio, di supportare la nascita di una filiera e di essere al contempo sostenibile e redditizia” commenta Graziano Cimadom, fondatore e presidente di Manital, per poi proseguire: “non siamo e non ci vogliamo proporre come sponsor o mecenati. Crediamo che una simile iniziativa, rappresenti di fatto un’evoluzione stessa del concetto di manutenzione e facility management, applicato a beni storici e ambientali. Un’evoluzione redditizia e che, in futuro, potrebbe essere replicata sul recupero di altri beni storici, l’Italia ne è ricca anche se, fino troppo spesso, non si sa come intervenire per ridare un’anima economica e sostenibile agli stessi. Noi stessi, quando nel 2011 abbiamo rilevato il Castello e il suo parco, ci siamo trovati di fronte a un edificio in rovina nonostante fosse così emblematico per l’area. A quel tempo ci siamo chiesti non solo come ristrutturare l’immobile e il parco, un’attività dove Manital è leader di mercato ma che da sola non avrebbe risolto il nodo della quesitone. Ci siamo voluti interrogare su come dare al Castello e al suo parco una nuova vita all’insegna della sostenibilità economica. Da queste riflessioni è nato Vistaterra”.

Il progetto in effetti, secondo quanto spiegato da Cimadom, raggiungerà una marginalità operativa e positiva dal terzo anno con un fatturato previsto nel 2019 di circa 17 milioni di euro e che, da lì in avanti, proseguirà a crescere con un ritmo costante nel tempo. Importanti i flussi di visitatori previsti a pieno funzionamento Vistaterra servirà circa 800.000 persone all’anno. Anche una volta avviato il progetto, l’attenzione alla sostenibilità economica, sociale e ambientale rimarrà sempre una delle caratteristiche fondanti di Vistaterra.

Anche per questo assume particolare rilevanza l’accordo stretto con Slow Food e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che saranno coinvolti nel progetto Vistaterra sia nella selezione e distribuzione di eccellenze del territorio, sia nella formazione di personale altamente qualificato che possa rispondere al meglio alle esigenze di una clientela sempre più attenta ai valori della sostenibilità e della biodiversità. “È con particolare soddisfazione che sosteniamo i nuovi progetti di Manital, in piena sinergia con gli obiettivi della nostra Università di Scienze Gastronomiche e di Slow Food, volti a valorizzare la biodiversità e il futuro dei nostri giovani” sostiene Carlo Petrini fondatore e presidente di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo per poi aggiungere “Sono proprio i giovani i veri protagonisti di Terra Madre Giovani, l’evento che tra pochi giorni riunirà a Milano 2500 contadini under 40 provenienti da 120 Paesi. È grazie ai Partner come Manital che hanno contribuito a sostenere il viaggio di questi ragazzi dai paesi più poveri del mondo che è stato possibile organizzare questo evento unico. Una sinergia, quella tra Unisg e Manital, che sono sicuro continuerà anche nei prossimi anni e ci vedrà fianco a fianco in molti altri progetti”. L’Università di Scienze Gastronomiche è stata infatti individuata e riconosciuta da Manital quale realtà accademica e formativa unica nel suo genere per supportare Vistaterra. L’UNISG può infatti formare e indicare i migliori gastronomi, sia laureati che diplomati ai corsi di Alto Apprendistato, quali esperti e artigiani di eccellenza che potranno operare nelle strutture, attività e laboratori produttivi all’interno del parco.

“Ci auguriamo che, anche grazie al progetto Vistaterra, il territorio del Canavese possa essere riscoperto alla luce dell’elevata concentrazione di prodotti all’insegna della biodiversità, dei numerosi beni storici e architettonici presenti nell’area e di un patrimonio enogastronomico da rivalutare. Un’ottima base che può sostenere il rilancio turistico di Ivrea e del suo circondario e la creazione di un’economia di filiera” ribadisce infine Cimadom. Un augurio che trae il suo fondamento da un lato dalla ricchezza del territorio e dall’altro dall’assenza di una offerta turistica efficiente. A titolo di esempio, secondo i dati rilevati dall’Osservatorio turistico della Regione Piemonte, nel Canavese e nelle Valli di Lanzo la spesa media giornaliera pro capite è di 17,44 euro, nelle Langhe è dieci volte tanto, 178,8 euro. “L’obiettivo quindi non può che essere quello di aiutare la metamorfosi del Canavese, affinché Ivrea e il suo circondario possano a tutti gli effetti essere ritenute le Langhe e il Roero del futuro” conclude l’imprenditore.

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