Gam: “In Cina valutazioni al minimo, opportunità nei servizi”

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di Finanza Operativa 1 Ottobre 2015 | 10:30

di Michael Lai, gestore del fondo GAM Star China Equity

La più recente lettura dell’indice PMI cinese è stata senza dubbio deludente, ma non sorprendente: il manifatturiero continua a fronteggiare venti contrari, i tassi d’interesse reali rimangono alti e il renminbi resta forte, avendo guadagnato dal 2011 circa il 30% contro il dollaro su base ponderato per il commercio, nonostante il recente deprezzamento. Inoltre, l’erogazione del programma di stimoli fiscali è stata molto lenta. Il governo si era posto l’obiettivo di un deficit al 2,4% nel 2015, ma è attualmente solo allo 0,5%, dato che evidenzia che non sta spendendo ai livelli previsti. Questo può parzialmente dipendere dalla campagna anti corruzione del governo, che ha messo il freno al numero di progetti in approvazione. Tuttavia, si tratta di questioni tutte risolvibili attraverso l’incremento dei flussi di liquidità nell’economia ed è assolutamente possibile per la Cina aumentare le proprie spese di bilancio.

Nessuno di questi sviluppi è davvero una sorpresa. E’ da tempo che ammoniamo gli investitori riguardo agli ostacoli ciclici e strutturali che la Cina sta fronteggiando, dato il processo di ribilanciamento dell’economia che il governo si è impegnato a realizzare.

Questo trend strutturale si sta riflettendo da circa sei anni nel fondo GAM Star China Equity, nel senso che abbiamo un’esposizione molto ridotta ai titoli ciclici. Al contrario, siamo concentrati sul settore dei servizi, approccio testimoniato anche dai nuovi titoli inseriti in portafoglio durante gli ultimi 12 mesi. Tra i nomi in portafoglio: una società di autonoleggio parzialmente di proprietà di Hertz e una società di mobile gaming.

Il settore dei servizi ha retto meglio degli altri durante questo periodo di rallentamento economico, con i dati degli indici PMI di settore ancora superiori alla soglia dei 50 punti. Continuiamo a identificare sacche di crescita, per esempio le vendite online e gli incassi dei box office, che stiamo provando a intercettare.

Nel breve e medio periodo, manca un chiaro punto di catalizzazione per una svolta del sentiment e della performance del mercato. Di certo il governo cinese durante l’estate ha commesso una serie di gravi errori di policy, come ad esempio l’intervento attivo nel mercato azionario. Un altro errore ha riguardato la comunicazione scarna in merito alla decisione di svalutare la divisa nazionale a inizio agosto. Entrambe le questioni stanno ancora pesando sui mercati e ci aspettiamo ulteriore volatilità nel breve termine. Tuttavia, nella prospettiva dell’analisi dei fondamentali, crediamo che le valutazioni del mercato azionario cinese appaiano attraenti in quanto sono tornate al punto storicamente più basso del loro range di scambio.

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