Approccio variabile in relazione alla volatilità: la view di Natixis Gam

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di Finanza Operativa 2 Ottobre 2015 | 14:00

Nel momento più intenso del sell-off di quest’estate sui mercati globali, misurato dal VIX, la volatilità è aumentata del 115%. I timori degli investitori fanno presto ad emergere, ma spesso scompaiono con l’adattarsi dei mercati e delle loro aspettative. Per valutare meglio la causa della recente volatilità e quali sono le prospettive di volatilità per i prossimi mesi, abbiamo chiesto ad Alex Healy, gestore della volatilità come asset class, come valutare la volatilità a livello globale e come gestirla nei portafogli. “L’andamento dei mercati delle ultime settimane, i ribassi collegati allo scandalo nel settore automobilistico, i timori legati a Cina, Fed e altri fronti caldi, confermano il fatto che siamo in un contesto di rinnovata incertezza e instabilità che porterà a momenti di volatilità. L’investitore, anche in situazioni come queste, deve cercare di non farsi sopraffare dall’emotività, restando ancorato ai propri obiettivi di investimento e, grazie al proprio consulente finanziario, valutare se apportare aggiustamenti al proprio portafoglio” sottolinea Antonio Bottillo, Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Global Asset Management.
Solo un anno fa mi sono espresso sulla volatilità della volatilità (ossia quanto velocemente la volatilità possa cambiare nel corso del tempo) e su come questa sia aumentata negli ultimi dieci anni. Infatti, le ultime settimane sui mercati globali hanno dimostrato quanto rapidamente possa mutare la volatilità. Nell’arco di pochi giorni, abbiamo visto il VIX balzare dalla fascia mid-teens – al di sotto della media a lungo termine – a valori superiori ai 30 punti. Valori del VIX al di sopra della soglia dei 30 punti sono generalmente associati ad una notevole volatilità, mentre valori inferiori a 20 corrispondono solitamente a periodi meno stressanti sui mercati. Il VIX riflette la volatilità implicita dei contratti di opzione sull’S&P 500® e viene comunemente preso a riferimento come indicatore del rischio di mercato.
Tuttavia, è incentrato sul mercato statunitense e può talvolta non essere l’indicatore migliore del rischio globale in quest’epoca di mercati fortemente interconnessi. Per la maggior parte del 2015, il VIX è stato al di sotto della media storica di circa 20 punti. Questo è uno dei motivi per cui il recente aumento è stato così sconvolgente; gli investitori si erano abituati a livelli di volatilità di mercato inferiori alla media. Oltre allo shock causato dalle forti oscillazioni di mercato, gli investitori che avevano fatto riferimento al VIX la mattina del 24 agosto sono stati lasciati al buio: il VIX in quell’occasione ha cessato di essere calcolato in tempo reale, poiché non era più possibile tener testa alle irregolari oscillazioni di mercato. Forse gli investitori dovrebbero prendere in considerazione ulteriori e più vaste misure di rischio globale.
Misurare il polso globale della volatilità. Presso AlphaSimplex utilizziamo un indicatore proprietario del rischio, chiamato Downside Risk Index (DRI). A partire dalla fine del primo trimestre del 2015, il DRI per i mercati statunitensi è stato generalmente intorno o al di sopra del livello di rischio medio di 50, in forte contrasto con i valori inferiori alla media del VIX. Perché tale differenza? In due parole: incertezza globale. L’anno scorso abbiamo notato che il livello DRI di molti mercati globali era elevato, in forte contrasto con gli Stati Uniti. Tale incertezza e il rischio connesso sembrano aver contagiato anche gli Stati Uniti. Alla stregua del VIX, il nostro indicatore di rischio è recentemente salito. Alla data del 24 agosto, il DRI per gli Stati Uniti era di 98, il che significa che solo nel 2% dei casi il downside risk è stato storicamente maggiore dell’attuale livello.
Per quanto tempo il rischio rimarrà elevato? È probabile che gli investitori si chiedano se il rischio rimarrà a livelli così elevati. Sebbene non tentiamo di prevedere mutamenti in termini di volatilità o eventi macroeconomici in generale, abbiamo condotto ricerche approfondite sui comportamenti del mercato. Un comportamento di mercato ben documentato è a cosiddetta “mean reversion” – ossia la tendenza dei prezzi degli asset a ritornare nel corso del tempo al loro valore medio di lungo periodo – e ci aspettiamo che gli indicatori di rischio, come il VIX o il nostro DRI, procedano con questo andamento nel corso del tempo. Pertanto, riteniamo che periodi prolungati di rischio al di sotto del livello di mercato non possano continuare per sempre, né pensiamo che questi forti picchi di avversione al rischio sul breve termine dureranno per sempre. Tuttavia, il vero punto interrogativo rimane quanto tempo ci vorrà prima di ritornare a livelli di rischio maggiormente coerenti con le medie di lungo periodo. A fronte dell’incertezza globale, potrebbe essere necessario più tempo di quanto possa essere tollerato da molti investitori.
Non risposte emotive ma pianificazione razionale. Dato il livello della volatilità della volatilità, cosa possono fare gli investitori per gestire il rischio nei propri portafogli? Le nostre ricerche in tema di comportamenti di mercato suggeriscono che molti investitori prendono decisioni sbagliate nei momenti di stress, poiché vengono condizionati dalle proprie emozioni più che da una pianificazione razionale. È consigliabile che gli investitori che operano sulla base delle proprie risposte emotive si astengano dal prendere decisioni importanti durante le turbolenze dei mercati.
In ogni caso, non è mai una cattiva idea quella di approfittare di questi momenti per esaminare il proprio portafoglio e chiedersi se si disponga di sufficienti strategie per massimizzare la diversificazione. In effetti, nei periodi di difficoltà sui mercati, alcune strategie di investimento di tipo non tradizionale spesso ottengono performance diverse da quelle delle asset class tradizionali, creando potenziale per la necessaria diversificazione.
Implementare una gestione attiva del rischio. Più in generale, gli investitori devono essere attenti nella costruzione del proprio portafoglio per far fronte a situazioni di mercato in rapida evoluzione. Quale parte integrante di tale processo, devono prepararsi ad affrontare rapide variazioni di volatilità, considerando strategie di gestione attiva del rischio anzichè focalizzandosi solo sul rendimento. Inoltre, gli investitori dovrebbero continuare a ricercare strategie con buoni elementi di diversificazione, che possano contribuire a mitigare l’impatto delle correzioni dei mercati, permettendo loro di restare pienamente investiti nel perseguimento dei propri obiettivi di investimento a lungo termine.

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