Governare la nuova volatilità sui mercati obbligazionari

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di Finanza Operativa 8 Ottobre 2015 | 14:00

di Arif Husain, Head of International Fixed Income di T. Rowe Price

Negli ultimi mesi non mi sono stancato di raccomandare cautela sull’obbligazionario e continuo a ribadirlo. Mi aspetto rendimenti obbligazionari più alti, un più ampio spread del credito e un aumento della volatilità. È cruciale essere prudenti.

Per quanto riguarda uno dei temi caldi al momento, la Cina, ci sono infatti tre macro temi da considerare. Il primo è che il Paese sta attraversando un cambiamento strutturale a lungo termine – sta cercando di diventare più internazionale, liberalizzando la sua bilancia dei pagamenti, e aprirsi maggiormente, in generale, verso il mondo.

Il secondo tema è che molti esperti ritengono che la crescita della Cina stia probabilmente rallentando di più – al 5% o 6% circa – rispetto al dato ufficiale del 7%: un calo modesto ma tuttavia importante. Noi di T. Rowe Price crediamo che discutere su un atterraggio “duro” o “morbido” dell’economia cinese sia fuorviante poiché implica comunque una fine, mentre invece il rallentamento della Cina non ha un punto preciso di arrivo.

Come terzo punto c’è da considerare un certo grado di apatia verso la situazione in corso. Le persone investite in diverse classi di attivo si rendono conto che la Cina sta avendo un impatto sui loro portafogli, ma in realtà non sanno perché e come reagire.

Bisogna però sottolineare che la Cina è solo una componente tra le tante cose che stanno avvenendo nel mondo – è ingiusto farle carico dei problemi di tutti gli altri. Siamo passati da un periodo di quasi perfetta certezza a un numero molto ampio di cambiamenti. La Fed ha i tassi di interesse a zero, è ciò cambierà a un certo punto; la Cina aveva un regime valutario fisso e ciò è cambiato; l’Iran era completamente isolato e ora sta potenzialmente tornando di nuovo nella comunità internazionale.

Molte cose stanno cambiando, con effetti ramificati sui mercati finanziari. In breve, quando c’è un cambiamento, l’incertezza aumenta e ciò porta volatilità. Stiamo giusto attraversando questa fase. Il mercato, tuttavia, ha difficoltà a focalizzarsi su più di una cosa nello stesso momento. Recentemente è stata la Cina, tuttavia il mercato si stancherà presto di questo tema e si focalizzerà su qualcos’altro. Ci sono altre questioni ugualmente importanti nel mondo.

Un altro dei temi caldi riguarda la decisione della Federal Reserve sul rialzo dei tassi. L’aumento avverrà probabilmente a dicembre o all’inizio del nuovo anno, tuttavia la tempistica esatta dipenderà dalle circostanze e perciò non può essere prevista con certezza. Pertanto i mercati continueranno a speculare sulla tempistica di un aumento, esattamente come hanno fatto prima della decisione di settembre; il che porterà a ulteriore volatilità. Per chi investe nell’obbligazionario, ciò significa posizionare il portafoglio per la volatilità e stare in allerta in modo da poter trarre vantaggio da qualsiasi potenziale errore nella determinazione dei prezzi.

A livello di opportunità di investimento, un importante sviluppo recente è la divergenza – o se vogliamo la de-sincronizzazione – delle politiche monetarie. Nel corso del 2015, le banche centrali che hanno tagliato i tassi sono quasi quanto quelle che hanno rialzato i tassi, il che sta creando opportunità a livello dei tassi di interesse e di titoli di stato. Al tempo stesso, la differenziazione si sta verificando all’interno dei mercati del credito. L’esempio più ovvio sono le industrie del petrolio e minerarie, che hanno sofferto per la caduta dei prezzi del petrolio.

Ci sono cambiamenti in corso anche in altri mercati del credito – ad esempio, il mercato dei servizi via cavo negli Stati Uniti – che stanno creando dispersione e opportunità. Abbiamo individuato qualche buona opportunità anche in Europa, in particolare nel settore del debito ibrido, e anche nei mercati emergenti, in termini sia di valute forti sia di valute locali. Gli investitori attivi devono stare attenti a queste ultime.

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