Minimizzare gli esempi di irresponsabilità aziendale lascia liberi di ripetere gli errori

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di Finanza Operativa 8 Ottobre 2015 | 15:00

Un nuovo studio intitolato ‘On the Forgetting of Corporate Irresponsibility’ (Dimenticare l’irresponsabilità aziendale), redatto dai ricercatori della Cass Business School, City University London, e della Università Aalto, in Finlandia, spiega come, spesso, nelle grandi organizzazioni si tenda a minimizzare rapidamente grandi esempi di irresponsabilità aziendale utilizzando metodi tra i quali tattiche di distrazione.
La ricerca ha dimostrato che le aziende minimizzano il pericolo che l’evento ha causato, scaricando la responsabilità su terzi e deviando l’attenzione dallo scandalo verso un altro problema. Secondo quanto asserito dai ricercatori, Volkswagen sta cercando di scaricare la responsabilità di una mancanza collettiva sulle spalle di pochi individui, come il Direttore Generale, che ha già rassegnato le dimissioni.
I metodi descritti sono stati dimostrati durante lo scandalo delle emissioni Volkswagen: l’organizzazione si è scusata pubblicamente, il Direttore Generale si è dimesso e ora i titoli dei giornali affermano che le emissioni “truccate” siano un problema che riguarda l’intero settore. Azioni simili sono state intraprese da Toshiba all’inizio di quest’anno in relazione allo scandalo contabile da 1,3 miliardi di dollari e da tante altre organizzazioni, che in situazioni analoghe hanno assunto comportamenti dello stesso tipo. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che Volkswagen potrebbe non imparare dai propri errori evitandoli in futuro: al contrario, potrebbe essere destinata a ripeterli.
Sébastien Mena, professore di Management alla Cass Business School afferma:  “Abbiamo notato che diverse società coinvolte in grandi scandali, o i loro concorrenti, hanno finito per commettere gli stessi errori negli anni seguenti. Ad esempio, il settore tessile in Bangladesh è stato interessato da diversi incidenti che hanno minacciato la vita degli operai, tra cui i crolli avvenuti in edifici industriali nel 2005, 2006 e 2010 e il drammatico incendio di una fabbrica nel 2012. Questi incidenti non hanno tuttavia impedito il crollo della fabbrica di Rana Plaza nel 2013, costato la vita a migliaia di persone. Molti di noi ricordano questo fatto, molto meno noti sono invece gli incidenti precedenti. Pensiamo anche ai diversi scandali bancari, alle manipolazioni del mercato o al comportamento delle compagnie petrolifere e alle ripetute fughe di notizie. L’obiettivo della ricerca era comprendere il motivo di questo oblio e del non far tesoro degli errori commessi.”
Il Professor Peter Fleming aggiunge:  “A breve, i responsabili cercheranno di negare o eludere le proprie responsabilità, magari scaricandole su pochi individui, minimizzare la portata e il danno dello scandalo e distrarre l’attenzione su altre questioni. E comunque, nel giro di 3-6 mesi non ci saranno più grandi discussioni sulla crisi. Sebbene le persone all’interno dell’azienda continueranno probabilmente ad affrontare le conseguenze dello scandalo, l’enorme pressione pubblica sarà passata. Questo può essere pericoloso, in quanto può dare alle aziende l’impressione che si possa tranquillamente tornare a comportarsi come in passato”.
Nel lungo termine, spesso le organizzazioni coinvolte in uno scandalo cambiano direzione per dimenticare (e far dimenticare) gli errori commessi. Questo è possibile riducendo al silenzio i loro interlocutori, rimuovendo o mettendo a tacere le persone che potrebbero ricordare l’incidente e distruggendo o minimizzando le prove del misfatto.
André Spicer, professore di comportamento organizzativo alla Cass conclude:  “In assenza di ricordi o di persone che potrebbero ricordare gli sbagli commessi, errori simili possono ripetersi con maggiore probabilità, ad opera delle stesse aziende o dei loro concorrenti. Per impedire questa situazione, le organizzazioni devono adottare alcuni provvedimenti decisivi. Chiedere scusa è solo l’inizio. Nel caso di Volkswagen, l’azienda deve essere onesta in merito agli errori commessi ed eliminare le cause all’origine del problema. Il semplice allontanamento delle persone potrebbe far peggiorare i problemi. Talvolta, continuare a contare sulle persone che hanno commesso l’errore può aiutare l’organizzazione a imparare. L’azienda deve continuare a ricordare i propri errori, facendone tesoro per i responsabili decisionali del futuro.”

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