Materie prime di nuovo sugli scudi. Ecco le ragioni

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di Finanza Operativa 12 Ottobre 2015 | 12:30

Commodity redivive: l’oro ha oltrepassato prima la trendline discendente di medio periodo a 1.150 dollari per oncia e poi la resistenza statica di breve termine a quota 1.160 spingendosi in seguito in area 1.165, il petrolio Wti è tornato a oscillare introno alla soglia tecnica e psicologica dei 50 dollari al barile, il rame si sta rapidamente avvicinando al 38,2% del ritracciamento di Fibonacci iniziato a maggio dall’area 5.500 dollari per tonnellata e, tra le materie prime del settore agricolo, il caffè qualità Arabica ha segnato il top delle ultime sette settimane a 1,3425 dollari per libbra.

Un recupero generalizzato spiegabile, in primo luogo, con i recenti ben poco incoraggianti dati sull’occupazione Usa e su una possibile conseguente ulteriore dilazione di un rialzo dei tassi da parte della Fed con il risultato di un indebolimento del dollaro (inversamente correlato al trend delle commodity, generalmente). Notizie positive poi dalla Cina, dove in attesa dell’annuncio del piano quinquennale del Governo (dopo il meeting annuale del Partito tra il 26 ed il 29 ottobre), da cui potrebbero emergere nuovi piani di stimolo alla crescita, la Borsa di Shanghai segna un rialzo di oltre il 3%.

Nel dettaglio, per quanto riguarda le singole materie prime, mentre l’oro reagisce soprattutto alla debolezza del biglietto verde e il petrolio riprende quota in scia al rallentamento dell’arrività di drilling negli Usa, per i metalli industriali occorre fare un discorso a parte.

Per quanto riguarda il rame, Glencore ha annunciato l’intenzione di voler vendere alcune miniere situate in Australia e Cile con l’obiettivo di ridurre l’ammontare di debito della compagnia e Rio Tinto si attende una produzione di metallo rosso per l’anno corrente di 500.000-535.000 tonnellate, in diminuzione dell’11%-17% rispetto al 2014.

Per quanto riguarda invece lo zinco, superstar nella chiusura di venerdì riportando un guadagno giornaliero pari a 150 dollari per tonnellata, ha aperto la settimana al di sopra della resistenza, ormai divenuta un supporto, individuata in area 1.840. E sul fronte del mercato fisico, le attese secondo l’International Lead and Zinc Study Group, sono di un surplus pari a 88.000 tonnellate nel 2015, ma di un deficit pari a 152.000 tonnellate per il 2016.

Infine, per quanto attiene alle soft commodities, il caffè qualità arabica sale sulle attese dell’arrivo di una nuova ondata di aridità in Brasile, che potrebbe creare seri danni ai raccolti. Il rafforzamento della valuta locale ha creato ulteriore sentiment rialzista.

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