La consulenza ha bisogno delle donne: una ricerca del Laboratorio di Economia Sperimentale

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di Finanza Operativa 16 Ottobre 2015 | 15:30

“Ci sono delle grandi tendenze mondiali che favoriranno una consulenza sempre più centrata sulla qualità della relazione, dando per scontata la capacità di gestione del portafoglio” ha detto Riccardo Cervellin, Amministratore delegato di GAM (Italia) SGR. Una di queste tendenze è la crescita del lavoro femminile, fenomeno studiato all’interno del Laboratorio di Economia Sperimentale GAM Italia – Ca’ Foscari grazie alla collaborazione con il Professore Paolo Legrenzi. Crescita del lavoro femminile spinta sia dall’emancipazione delle donne in molti paesi, sia dallo sviluppo economico.
I paesi si auto-danneggiano nel loro sviluppo economico che potrebbe in teoria avere i forti incrementi. Via via che crescerà la parità di genere nel modo del lavoro, aumenterà anche la quota di donne risparmiatrici, e quindi autonome nel risparmio come sta già avvenendo nei paesi occidentali a sviluppo economico avanzato. L’aumento di questa quota di risparmio sarà anche dovuto ad altri fattori concomitanti. Uno è il crescere dell’età, e l’incremento quindi anche dell’età di lavoro. Di qui l’ampliarsi del periodo della vita in cui si risparmierà, dato anche il parallelo indebolirsi delle condizioni per stati con assistenza pubblica e centrale.
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Nel contempo, le persone meno giovani richiederanno più cure del corpo, soprattutto nei confronti di malattie da anziani (del tipo: diabete e obsolescenza del cervello, un organismo non progettato dall’evoluzione naturale per durare così tanto). Sta per finire il forte tasso di incremento delle cure estetiche del corpo, con l’uscita delle donne dalle campagne e l’urbanizzazione, mentre sta per iniziare un lungo periodo di maggiori cure del corpo, dovute all’allungamento dell’età della vita. Ne consegue che il settore delle cure biologiche del corpo avrà incrementi più forti rispetto a quelli, pur notevoli, delle cure estetiche, come si evince dagli ETF più di successo dell’ultimo decennio, all’interno del ricco e articolato mondo degli ETF.
Malgrado il fatto che queste tendenze si accompagneranno a un incremento della scolarità, e, soprattutto, della scolarità femminile, il mondo del risparmio incontrerà sempre più forte l’ostacolo delle intuizioni del senso comune, forti, radicate e durature. E’ pur vero che le donne hanno più successo a scuola e che il successo scolastico è collegato ai redditi, almeno nei primi anni di lavoro. Questa tendenza è evidente nella figura che collega redditi e livello di scolarità negli USA, ed è plausibile che questo collegamento si propaghi sempre più a tutti i paesi industriali avanzati.
Il divario tra i redditi e il livello scolastico non sia diminuito. Aumentano i salari in valore assoluto, ma resta la differenza tra chi smette di studiare a 17 anni e chi termina l’università. Nulla tuttavia induce a pensare che l’aumento del lavoro femminile, il conseguente incremento della produttività, l’allungamento degli studi scolastici e dell’età di lavoro, possano in futuro rimuovere gli ostacoli di natura cognitiva ed emotiva che si frappongono alla comprensione degli elementi di base della gestione del risparmio.
Al contrario, secondo Legrenzi Professore del Laboratorio di Economia Sperimentale GAM Italia – Ca’ Foscari, persone più affermate, emancipate, scolarizzate e autonome proveranno più forte la spinta al cercare di capire e, di conseguenza, al “fare da sé”. Questa possibilità di “fare bene da sé” non è preclusa in linea teorica. E tuttavia incontra forti ostacoli, di natura cognitiva ed emotiva, soprattutto nelle risparmiatrici femminili. Le ricerche indicano come, in media, siano più avverse al rischio degli uomini, a parità di altri fattori. Questo è un ostacolo alla comprensione dei meccanismi della diversificazione finanziaria.

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