Mercati e valutazioni: cosa succede quando c’è confusione

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di Finanza Operativa 19 Ottobre 2015 | 16:30

A cura di Juan Nevado, gestore dei fondi M&G Dynamic Allocation ed M&G Prudent Allocation
Oggi gli investitori stanno vivendo un momento di incertezza. Abbiamo appena sperimentato una straordinaria fase nei mercati finanziari: lo shock del 2008 ha significativamente alterato la percezione del rischio da parte degli investitori e insieme agli interventi senza precedenti delle banche centrali negli ultimi anni – e la potenziale enorme distruzione che la rimozione di questi interventi potrebbe causare – fanno sì che i prezzi degli asset siano ancora significativamente distorti.
Ci troviamo oggi in un ambiente caratterizzato da un equilibrio profondamente instabile in cui i tassi estremamente bassi nei mercati sviluppati ha portato a una distorsione dei prezzi in tutte le asset class a livello globale. Numerosi asset sono prezzati come se i tassi rimanessero bassi quasi all’infinito. Tuttavia, stiamo iniziando ad affrontare un periodo in cui in alcune aree, come per esempio gli Stati Uniti, i tassi si stanno iniziando a ‘normalizzare’ in una certa misura, anche se non conosciamo il momento in cui questa fase finirà. Qualsiasi aumento dei tassi può potenzialmente gravare su diversi asset: ci potrebbe essere comunque volatilità anche se i tassi rimangono bassi più a lungo del previsto. In ogni caso, ci troviamo di fronte a esiti difficili da prevedere. Piuttosto che cercare di prevedere che strada prenderà la politica o quale sarà la risposta del mercato, pensiamo che sia più utile impiegare il nostro tempo analizzando che cosa indica l’attuale asset pricing circa l’attrattiva di differenti asset nell’attuale contesto economico.
Molte aree dei titoli di Stato mainstream rimangono poco interessanti per i livelli estremamente bassi di rendimento, che stanno a significare come i precedenti ‘paradisi sicuri’ siano ora piuttosto rischiosi. Allo stesso tempo, anche se il mercato azionario ha performato bene nell’ultimo paio d’anni, in molte aree i premi al rischio compensano ancora bene poiché gli investitori faticano a prendere in considerazione l’evidenza dei fondamentali in lenta ripresa a causa delle loro precedenti esperienze traumatiche. Da un po’ di tempo ormai, vediamo che i titoli azionari sono più interessanti rispetto all’obbligazionario: infatti, in un contesto di lento ma complessivo miglioramento, di crescita globale, di politiche accomodanti e di inflazione bassa nella maggior parte del mondo, crediamo che gli attuali premi al rischio offerti dall’azionario compensino abbondantemente per il rischio assunto.
Non si può prevedere cosa succederà ai mercati, tuttavia, con l’attuale livello di incertezza che influisce sul sentiment degli investitori ci aspettiamo che la volatilità, guidata dalle emozioni degli investitori, persisterà finché gli investitori non riusciranno a comprendere il giusto prezzo degli asset in questo quadro. Gli investitori non sembrano fidarsi dalle ripresa dell’economia globale, come dimostrato dalla mancanza di investimenti da parte delle imprese. A nostro parere, ciò che ha portato le persone a iniziare a parlare di ‘mercato tendente al ribasso’ è l’attuale oscillazione dei prezzi, piuttosto che la situazione in termini di fondamentali. Quando osserviamo il panorama economico globale di oggi, vediamo da una parte Asia e mercati emergent, dall’altra Stati Uniti ed Europa.
L’Asia e i mercati emergenti stanno vivendo un netto rallentamento, soprattutto perché le preoccupazioni a livello economico che riguardano la Cina – e la sua posizione come il più grande paese importatore di materie prime al mondo – pesano sui produttori di materie prime. Al contrario, da Stati Uniti ed ’Europa riceviamo notizie che continuano a indicare una robusta ripresa economica. Vi è, però, una preoccupazione fondamentale: nessuno sa quale sarà l’effetto generato da un blocco della crescita cinese, anche se non pensiamo che le conseguenze possano essere così negative come molti temono. Nonostante la situazione in Cina sembri pesare sui suoi vicini di casa, crediamo che possa influenzare in modo limitato la domanda interna nei Paesi sviluppati, rispetto a un declino dell’economia di un grande Paese occidentale.
Di conseguenza, la nostra visione globale a livello aggregato rimane abbastanza positiva. Nel team Multi-Asset di M&G, commentiamo spesso il distacco tra i movimenti di prezzo e i reali cambiamenti dei fatti e questo ci è chiaro ormai da luglio, cioè da quando registriamo grandi oscillazioni infra giornaliere dei prezzi, dovute a notizie a nostro avviso molto poco rilevanti: negli ultimi due mesi, non ci sono stati evidenze tali da giustificare un aumento delle preoccupazioni.
Tuttavia, tutto ciò indica che ci troviamo in un ambiente instabile, con un grande focus sulle prossime mosse dei politici, in particolare in termini di tassi storicamente bassi che hanno influenzato i prezzi degli asset. Pertanto, gli investitori dovrebbero aspettarsi una notevole volatilità nel breve termine e dovrebbero anche essere pronti a cogliere le opportunità che potrebbero presentarsi. Ecco perché i fondi multi asset attentamente diversificati possono garantire la flessibilità necessaria per rispondere ai rapidi cambiamenti e sono, quindi, i fondi meglio posizionati per navigare questa volatilità.

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