Lazzari (Arc Am): “Ecco tutti i nostri nuovi progetti”. Pronta la quotazione del fondo Arcobaleno Top30

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di Finanza Operativa 21 Ottobre 2015 | 14:00

Arc Asset Management è una Management Company Lussemburghese, specializzata nella creazione e nella gestione di veicoli di investimento collettivi sia per Investitori Istituzionali e Professionali (Banche, SIM, Asset Manager Indipendenti, Financial Advisor, Fiduciarie, Family Office e SGR) sia per Investitori Privati e Famiglie (grandi Clienti, Famiglie facoltose, consulenti). Abbiamo intervistato Angelo Lazzari, Managing Director della società.
Quali sono i progetti di nuovi fondi su cui state lavorando?
Stiamo lavorando principalmente su due nuovi fondi che evidenziano la nostra specializzazione nella gestione di investimenti in asset “AR – alternativi e reali”. Siamo fortemente convinti che un fondo di investimento possa essere uno strumento in grado di fungere da ponte tra economia reale e mondo finanziario.
Il primo fondo è legato al nostro brand immobiliare Arc Res, dedicato alla realizzazione di fondi dedicati alla trasformazione di asset immobiliari in asset finanziari e viceversa.
Si tratta di un fondo che investe in edifici residenziali per persone della terza età autosufficienti, trattandosi di un settore con alte potenzialità di sviluppo nei prossimi anni. Il fondo prevede di mantenere la nuda proprietà degli edifici e di cederne l’usufrutto agli utilizzatori e, inoltre, di offrire servizi per rispondere nel modo più efficiente alle esigenze degli utenti.
Il secondo fondo è un fondo single manager di private debt, che investe in strumenti di debito di qualsiasi tipo emessi da enti e società di ogni genere, ad eccezione di quelle che operano nel settore finanziario. L’obiettivo del fondo è di raggiungere nel medio-lungo periodo un apprezzamento diversificato e frutto di un’attenta due-diligence, e di finanziare società e progetti in ogni area geografica con focus prevalente su piccole e medie imprese italiane, con sedi sia in Italia che all’estero.
Su quali di quelli esistenti state riscontrando maggiore interesse negli ultimi mesi in termini di inflow?
Puntiamo molto sulle energie rinnovabili, come conseguenza del nostro focus verso l’economia reale. In particolare attraverso True Energy Fund, fondo infrastrutturale energetico che investe nel settore mini-idroelettrico, fotovoltaico e mini-eolico, che si rivolge sia agli imprenditori che agli investitori istituzionali con l’obiettivo di sfruttare le proprie competenze aggregative oltre a trasformare la finanza in uno strumento eco-sostenibile che genera profitto.
True Energy Fund ha creato valore nel settore del mini-eolico attraverso la Società controllata TE Wind che, dopo due anni dalla sua costituzione, ad ottobre 2013, è stata quotata sul mercato AIM Italia. In particolare, con la quotazione è stata emessa la prima obbligazione convertibile sul mercato AIM Italia e, nel luglio del 2014, Borsa Italiana ha ammesso alla negoziazione sul segmento PRO del mercato ExtraMot le obbligazioni TEWind S.A. 2014-2020 con rendimento del 6%. È recente la notizia di TE Wind circa l’aumento sia delle installazioni che delle turbine in produzione.
TE Wind è ora uno dei leader in Italia nel settore del mini-eolico.
Energie rinnovabili: è un trend che continuerà nonostante il taglio (o in molti casi l’azzeramento) degli incentivi?
Faccio una premessa: il mercato delle energie rinnovabili negli ultimi anni ha contribuito a cambiare il sistema energetico italiano, seppure ostacolato da tagli agli incentivi.
La Green Economy italiana vale 10 miliardi di euro: i settori delle energie rinnovabili trainano l’economia del nostro Paese con una crescita della produzione pari al +24,5% in soli cinque anni. Il fotovoltaico italiano ha registrato, nel primo semestre del 2015, una ripresa con una potenza totale connessa di 127,39 MW. Nel settore idroelettrico è stata installata, nei primi mesi del 2015, una potenza totale di 53,88 MW e in quello eolico la potenza totale installata è stata di 190,08 MW con prevalenza di impianti di piccola taglia rispetto a quelli di grossa taglia. Questo indica come il settore non si sviluppi più per macro installazioni ma, al contrario, per mini installazione. La nostra TE Wind è infatti leader nel settore del mini-eolico.
Crediamo molto nel settore delle energie rinnovabili e, più in generale, nell’economia reale e ritengo necessario continuare a intraprendere provvedimenti che stimolino e sostengano il settore.
Su quali sotto-settori in particolare state puntando? E perché? E invece, da quali state uscendo o state alla larga?
Puntiamo principalmente sul private equity vista la nostra forte specializzazione nella gestione di asset alternativi e reali e l’esperienza acquisita in questi anni nelle rinnovabili e nel real estate. A proposito del real estate, il nostro fondo immobiliare investe in edifici residenziali per persone della terza età autosufficienti.
Investiamo solo in ciò che conosciamo e che comprendiamo, quindi non entro nel merito dei sotto-settori da cui stare alla larga.
Quotazione di fondi in Borsa Italiana: qual è la vostra posizione? E come agirete quindi?
Il nostro obiettivo è di quotare i fondi armonizzati sulla piattaforma di Borsa italiana, infatti, è in corso l’iter autorizzativo per quotare il fondo armonizzato di diritto lussemburghese Arcobaleno Top30.  Ritengo che la quotazione sia un’ottima opportunità per ridurre la distanza tra cliente finale e team di gestione.
Max Malandra

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