Cosa sono i Robo-Advisors?

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di Finanza Operativa 2 Novembre 2015 | 15:30

A cura di Daniele Bernardi, Ad Diaman Scf
Mercoledì 28 novembre ASCOSIM ha organizzato una conferenza sui Robo-Advisor che mi ha visto partecipare in qualità di relatore alla tavola rotonda finale. Cercherò di dare una definizione di Robo-Advisor per quanto anche all’interno della sala non c’era una vera uniformità di vedute sulla stessa:
Robo-Advisor è un servizio di consulenza che prevede l’automatizzazione dei processi del servizio di consulenza finanziaria, che vanno dal marketing e l’acquisizione del cliente, alla valutazione di adeguatezza, per finire con i portafogli modello che vengono proposti al cliente.
Con sorpresa, (ma poi nemmeno tanta) si è evidenziato che i cosiddetti Millennials (ovvero coloro che sono nati dopo il 1990) rappresentano per ora solo il 3% del mercato di coloro che scelgono formule più o meno automatiche di erogazione dei servizi di investimento.
E’ vero che questi millennials avranno bisogno di gestire i soldi tra 10 anni e non adesso, come è vero che questa fascia di età non intende andare in banca per alcun motivo, tantomeno per comprendere come effettuare i propri investimenti, ma quindi chi sono i clienti di tali servizi?
E’ venuto fuori che sono i clienti non fidelizzati e probabilmente non fidelizzabili che preferiscono avvicinarsi a forme asettiche di servizio che non prevedono la relazione umana; coloro che sono insoddisfatti dei risultati ottenuti da consulenti o promotori, coloro che pensano che in qualche modo è meglio sbagliare da soli piuttosto che siano gli altri a sbagliare per te.
Sta di fatto che in Italia i numeri sono ancora ridotti, per non parlare di praticamente inesistenti, e che a mio avviso sia necessaria una fase di profonda educazione se si vuole che tali strumenti diventino popolari e accettati dal pubblico.
Molto bello è stato l’intervento di Ignazio Rocco di Torrepadula che ha fatto una disamina molto interessante sulle opportunità che i Robo-Advisors avranno per i promotori e i consulenti indipendenti, oltre che per le banche anche se nutriva un poco di dubbi sulla capacità delle ultime di innovare.
A mio avviso un modello come MoneyFarm, che pur apprezzo per il coraggio, non è vincente, poiché hanno automatizzato tutto il processo di acquisizione del cliente e di adeguatezza ma poi hanno la presunzione di gestire i portafogli tramite un comitato investimenti e temo che alla prima vera crisi finanziaria perderanno tantissimi clienti.
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Il vantaggio dei modelli matematici, ovvero dell’automatizzazione dei processi di investimento, invece è quello di eliminare la componente emotiva che tipicamente inganna gli investitori, mentre la relazione umana tra il cliente ed il suo consulente, sia esso finanziario o indipendente, è fondamentale per comprendere e superare i momenti di crisi, quindi tra i vari modelli possibili, quello a mio avviso vincente non è nemmeno quello di Robo-Advisors completo, (in centro nell’immagine sopra) bensì quello dove i consulenti utilizzano processi standardizzati per trovare su internet, affiliare e profilare i clienti, ma per le scelte di quale modello più si adatta alle loro caratteristiche utilizza l’esperienza e la competenza, evitando di mettersi in prima persona a prendere quotidianamente decisioni di investimento, ma gestendo la relazione con il cliente per massimizzare la sua soddisfazione. (spicchio superiore)

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