Quali asset class privilegiare nell’attuale mercato? L’outlook di Exane Derivatives

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di Finanza Operativa 4 Novembre 2015 | 14:30

a cura del Team di Ricerca di Asset Allocation di Exane Derivatives

Ecco le principali modifiche nell’asset allocation di Exane Derivatives. Aumento marginale della sovraponderazione agli asset rischiosi dell’Eurozona La BCE dovrà molto probabilmente espandere il proprio QE alla fine del 2015 / inizio del 2016. Le dichiarazioni di Draghi nel corso dell’ultima riunione di politica monetaria della BCE lasciano pochi dubbi su questa prospettiva. Nel frattempo, l’earning season in Europa risulta rassicurante sul terzo trimestre 2015, almeno per il momento. Anche se le guidance aziendali si sono dimostrate prudenti sull’andamento della situazione asiatica, non stimano un «hard landing dell’economia cinese (situazione negativa per tutti gli asset rischiosi). Infine, anche se i dati macroeconomici relativi agli investimenti sembrano andare nella direzione sbagliata, non comportano alcun aumento del tasso di default nella zona euro e tantomeno impediscono ai consumi di rimanere dinamici. Quest’ultimi beneficiano del miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie, grazie al calo del prezzo del petrolio e alla conclusione dei programmi di austerità.

Aumento della ponderazione alle azioni dell’Eurozona a scapito di quella sulle azioni americane L’apprezzamento del dollaro da noi anticipato andrà a penalizzare l’economia e le aziende americane. La crescita del PIL e degli EPS dovrebbero quindi essere riviste al ribasso dagli analisti. Nella zona euro, il deprezzamento dell’euro dovrebbe ridurre questo rischio. I flussi di portafoglio confermano le dinamiche degli investitori a favore delle azioni europee. La scorsa estate, difatti, nonostante la correzione del mercato, i flussi sugli asset europei sono rimasti positivi mentre gli asset statunitensi hanno subito grandi deflussi di capitale. Il cash accumulato nei fondi europei potrebbe rappresentare un fattore di rimbalzo per gli asset rischiosi europei quando l’incertezza sull’economia globale si ridurrà.

Ridotta la ponderazione sul credito High Yield Usa a favore del Credito High Yield europeo Il decoupling fra le politiche monetarie degli Stati Uniti e le politiche monetarie europee dovrebbe aumentare nel 2016 secondo il nostro scenario centrale. Inoltre l’andamento dei tassi di default fra le due aeree dovrebbe assumere un andamento divergente. Il calo dei prezzi delle materie prime ha influenzato negativamente il merito di credito delle imprese del settore energetico. Tale settore rappresenta il 14% dell’HY degli Stati Uniti mentre solo il 4% dell’HY europeo. Per di più, il rischio di contagio settoriale è più elevato negli Stati Uniti. Le aziende statunitensi hanno aumentato significativamente il livello di leverage rispetto alle imprese europee. Inoltre, il mercato statunitense HY è guidato principalmente dagli ETF (quota di mercato dell’83%), situazione ben diversa in Europa.

Privilegiate le obbligazioni sovrane periferiche ai titoli sovrani core europei Con un rendimento circa pari a 0,5%, il bund non offre più un rischio/rendimento elevato sufficientemente interessante. Al contrario, le obbligazioni periferiche dovrebbero continuare a beneficiare della prospettiva di un’espansione del QE della BCE. Soprattutto gli investitori possono pensare che la BCE stia avviando un processo di monetizzazione del debito pubblico estendendo il QE.

Mantenuta una preferenza per la liquidità in dollari Le politiche di quantitative easing in Europa ed in Giappone, congiuntamente al basso livello dei tassi a lungo termine, dovrebbero indurre gli investitori internazionali a privilegiare le obbligazioni americane, aumentando soprattutto le posizioni di carry trade. Ciò dovrebbe portare ad un ulteriore apprezzamento del dollaro, che potrebbe raggiungere quota 0,95 euro alla fine del 2016.

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