Balzo dei nuovi occupati Usa: più probabile il rialzo dei tassi

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di Finanza Operativa 6 Novembre 2015 | 15:50

L’US Bureau of Labor Statistics (BLS) ha comunicato che, a ottobre, sono stati creati 271 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli, ben superiori rispetto alle attese (fissate a +185 mila unità). Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,0%, in linea con le previsioni. Il tasso di partecipazione al lavoro è rimasto stabile al 62,4% (livelli più bassi dall’ottobre del 1977). Riviste al ribasso le cifre di settembre da 142k a +137k, mentre al rialzo quelle di agosto da +136k a +153k (saldo delle revisioni +12000 impieghi).
Molto bene la crescita dei salari che ha mostrato un +0,4% m/m (consensus +0,2%) e un +2,5% a/a (attese +2,3%). Il report di oggi è stato veramente brillante. Il mercato del lavoro riguadagna spinta e torna ai valori brillanti di inizio anno. Grazie a questo ultimo dato negli ultimi 12 mesi la media di crescita mensile è stata pari a 230k, negli ultimi 3 mesi pari a 187k. C’erano aspettative positive su tale dato dopo delle buone stime ADP e dopo ottimi report soprattutto sul settore dei servizi che avevano registrato un balzo delle assunzioni. Tuttavia le cifre hanno superato ampiamente le aspettative.
FED pronta al rialzo? Il dilemma di dicembre per i membri del Board (rialzare o rinviare) sembra essere a favore di un incremento del costo del denaro negli States. I dati macroeconomici sul mondo del lavoro, infatti, come il comparto sia pronto a un cambiamento in politica monetaria. Da guardare con particolare attenzione anche la crescita dei salari dei lavoratori che ha evidenziato un rialzo maggiore del previsto. Maggiore denaro ai lavoratori può portare a un aumento della spesa per consumi e conseguentemente crescita del PIL e ritorno delle pressioni inflazionistiche. Se i membri del FOMC valuteranno temporaneo il basso livello dei prezzi degli energetici non vediamo ostacoli per il primo rialzo del costo del denaro dal 2006 già nel meeting di dicembre.
La Yellen e gli altri banchieri centrali vorranno comunque analizzare con particolare attenzione i prossimi dati sull’andamento dei prezzi al consumo che saranno pubblicati martedì 17 novembre. Lo scenario di un incremento del costo del denaro negli Stati Uniti a dicembre è sempre più probabile con i dati di oggi. Con il ritorno delle pressioni inflazionistiche diventerebbe quasi una certezza.
A cura di Filippo Diodovich, market strategist di IG

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