Exane Bnp Paribas: “L’economia si risveglia”

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di Finanza Operativa 9 Novembre 2015 | 15:00

di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas

Essendo un vero fan della serie, seguo con attenzione le anticipazioni sul settimo episodio della saga Star Wars (Il risveglio della Forza) che uscirà a metà dicembre. Oltre a sognare ad occhi aperti di invadere la Morte Nera quando passeggio tranquillamente e a brandire il mio ombrello come se fosse una spada laser, faccio anche delle analogie al lavoro con il “risveglio” dei leading indicators globali.

Come ho evidenziato nei miei recenti commenti settimanali, dopo i numerosi appuntamenti politici di ottobre, i leading indicators di novembre saranno cruciali per rassicurare gli investitori sulla resistenza dell’economia globale. Questa settimana abbiamo pubblicato il nostro leading indicator proprietario sul commercio globale, l’ELIT, che ha evidenziato un rimbalzo moderato. Anche altri leading indicators come la componente nuovi ordini degli indici PMI indica un ampio miglioramento nella maggior parte dei paesi. Alla luce di ciò riteniamo che i leading indicators dovrebbero registrare un ulteriore miglioramento nei prossimi mesi.

In particolare, i dati commerciali della Cina sono stati superiori alle attese, con il sotto indice dei nuovi ordini all’esportazione del PMI manifatturiero cinese ai massimi del 2015. Dato che l’attività commerciale cinese tende a trainare il resto dell’economia asiatica, questo fatto potrebbe indicare un punto di flesso per la regione, finora duramente colpita. Più in generale, i flussi di capitale sui mercati emergenti hanno continuato a stabilizzarsi nonostante la probabilità crescente di un aumento dei tassi da parte della Fed a dicembre.

Negli Stati Uniti, l’ISM non manifatturiero ha registrato un’impennata a 59,1, molto al di sopra del consensus. Ancora più importante, il sotto-indice afferente ai nuovi ordini, che è un indicatore ancora più lungimirante, si è attestato a 62. Anche la componente dei nuovi ordini dell’ISM manifatturiero ha registrato un rialzo attestandosi a 52,9. A nostro avviso, la solidità del settore dei servizi potrebbe sostenere il settore manifatturiero nei prossimi trimestri.

In particolare, oltre ad un consumo robusto nelle economie sviluppate, il mercato immobiliare statunitense appare molto solido e il mercato del credito dell’Eurozona continua a mostrare segnali di ripresa. Questi componenti della crescita mostrano storicamente una forte inerzia e il loro trend indica che dovrebbero continuare a supportare la domanda interna delle economie sviluppate. Inoltre, ci aspettiamo per il prossimo anno uno stimolo fiscale negli Stati Uniti, nella zona Euro e probabilmente anche in Giappone. Infine, le condizioni finanziarie si stanno allentando leggermente, come testimoniato dalla migliore performance mensile da gennaio delle obbligazioni investment grade in USD nel mese di ottobre. Credo quindi che il rischio che la crescita possa registrare un calo nei paesi sviluppati nel breve termine sia contenuto.Questo significa che ciò che stiamo vivendo non è solo un recupero tecnico, ma  più probabilmente l’inizio di un nuovo mini-ciclo che dovrebbe tradursi in una moderata accelerazione dell’economia mondiale, almeno fino alla prossima estate.

Questo mini-ciclo potrebbe essere coerente con un modesto rialzo dell’inflazione attesa, che, tuttavia, continuerà a dipendere principalmente dall’andamento del mercato del petrolio. È interessante notare che molti degli investitori americani che ho incontrato la settimana scorsa ritenevano che la domanda di petrolio degli Stati Uniti potrebbe essere più forte delle attese dopo il recente calo del prezzo alla pompa sebbene la produzione di petrolio statunitense possa essere più debole del previsto a causa dello stress sul mercato High Yield USA. Dopo un’opinione particolarmente pessimista fino a settembre sul prezzo del petrolio, i rischi sembrano più bilanciati nel breve termine. Tenuto conto del sentiment negativo sulle materie prime, il prezzo del Brent potrebbe facilmente aumentare di 10 USD al barile (un aumento del 20%) al primo shock positivo sulla domanda o negativo sull’offerta. Alla luce di ciò, è più difficile avere un’opinione pessimista sul petrolio nel breve termine e nei prossimi mesi potremmo addirittura registrare un rialzo.

Tutto sommato, credo che la visibilità sia l’elemento chiave per gli investitori. Il pericolo di perdere la visione generale, concentrandosi intensamente sui prossimi mesi, è concreto. Tale approccio conduce spesso a grossi errori, privilegiando temi d’investimento non più d’attualità. Anche se la visibilità è stata carente nel mese di settembre, abbiamo attualmente una maggiore visibilità politica e economica. In Europa, la visibilità è addirittura maggiore, con la probabile estensione del QE da parte della BCE, la forza del settore dei consumi e, in misura minore, la ripresa del mercato immobiliare. I bassi rendimenti dei titoli sovrani e la solida domanda interna dovrebbero quindi continuare ad essere dei temi chiave per gli investitori europei.

Che la forza sia con voi!

 

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