Credit Suisse: meglio i corporate dei governativi

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 10 Novembre 2015 | 14:00

A cura di Sylvie Golay Markovich, Head Fixed Income Analysis, Credit Suisse
La flessione dei rendimenti obbligazionari di riferimento è destinata a finire Il nostro scenario economico prevede la stabilizzazione della crescita globale e una probabile divergenza tra la politica monetaria della Federal Reserve statunitense e quella delle altre grandi banche centrali. Le aspettative d’inflazione dovrebbero iniziare ad aumentare a partire dai livelli bassi correnti. Negli USA, è probabile che la solidità del mercato del lavoro alimenti l’inflazione core. In Europa, il continuo miglioramento economico ha recentemente indotto ad allentare le condizioni per la concessione dei prestiti bancari, favorendo ulteriormente le prospettive economiche. Questi sviluppi dovrebbero in prospettiva spingere al rialzo i rendimenti sui principali titoli di Stato. I fondamentali suggeriscono un aumento molto graduale dei rendimenti, mentre un’analisi dei fattori tecnici continua a suggerire una correzione del mercato obbligazionario nei prossimi mesi.
È probabile un incremento graduale delle insolvenze sulle obbligazioni corporate Sul fronte delle obbligazioni corporate, al recente aumento degli spread potrebbe ora subentrare una fase di contrazione. Un loro ulteriore incremento sarebbe in linea con quanto accadeva nelle passate recessioni, e non coerente con il nostro scenario economico. Ciononostante, i tassi d’insolvenza dovrebbero continuare ad aumentare, soprattutto nei settori legati alle materie prime. Prevediamo che l’incremento complessivo dei tassi d’insolvenza sarà graduale.
Le obbligazioni corporate europee appaiono relativamente più sicure La nostra strategia a reddito fisso continua a preferire le obbligazioni corporate ai titoli di Stato. Si raccomanda un mix di obbligazioni investment grade (IG) e high yield (HY), con una considerevole diversificazione degli emittenti e dei settori, indispensabile in questa fase del ciclo del credito. Il mercato del credito USA mantiene valutazioni migliori rispetto alla controparte europea, ma i continui allentamenti della Banca Centrale Europea e fondamentali di credito generalmente più solidi rendono a nostro avviso l’Europa un luogo più sicuro in cui investire in obbligazioni corporate di standard creditizio inferiore. Nei mercati emergenti il nostro approccio resta più cauto, soprattutto in valute forti. Per gli investitori che sono ancora alla ricerca di un’esposizione alle obbligazioni di riferimento, la nostra preferenza va alle obbligazioni indicizzate all’inflazione. Sul fronte geografico, il Giappone è particolarmente interessante vista la politica sempre espansiva della Banca del Giappone e la configurazione tecnica favorevole.

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