Mercati in fase correttiva, come sette anni fa

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di Finanza Operativa 16 Novembre 2015 | 09:30

A cura di Corrado Cantore
Nella stesura del Leitmotiv del TK’s Sentiment Outlook che di norma faccio ogni sabato mattina, tendo a mettere in ordine nella mia mente gli aspetti dei principali di mercati finanziari da decifrare e interpretare nella loro specifica realtà e rilevanza economica che, e colti nella loro rappresentazione grafica, più di altri potranno condizionare l’ evoluzione attesa del quadro intermarket dei diversi mercati finanziari nel loro insieme e quindi calarli nella formulazione del TK’s Sentiment Outlook.  Questa settimana debbo fare i conti con un atteggiamento emotivo che vede la contrapposizione tra sentimenti di sgomento su quanto accaduto in Francia e aspetti “estremamente cinici” nel declinare l’ evoluzione che questi eventi possono comportare per i mercati finanziari. Purtroppo in questa situazione è difficile non fare dei riferimenti, sia mentali sia grafici, a quanto accaduto a Settembre del 2001 a New York.
Cerco di esprimere questi aspetti sui seguenti punti:
1) Indicazione di Analisi Tecnica Chartistico Algoritmica
2) Richiamo al comportamento dei mercati nel Settembre 2001
3) Richiamo al comportamento dei mercati nel 2007-2009
4) Potenziali impatti sul mercato del Risparmio Gestito
5) (Quasi) avvenuto raggiungimento dei minimi assoluti da parte del Petrolio
1) Indicazione di Analisi Tecnica Chartistico Algoritmica.  Da circa un mese, e in particolar modo dal 17 Ottobre scorso nel TK’s sentiment Outlook numero 41 di quel Week End evidenziavo la possibilità di vivere una fase correttiva dei diversi mercati azionari non dissimile da quanto abbiamo vissuto 7 anni fa e l’riguardo esponevo le considerazioni che qui presento a successivo punto 3.
Negli ultimi giorni ho tentato di interpretare le dinamiche dei mercati in termini di ricerca di segnali circa l’avvio di formazione di un cosiddetto “rally natalizio”, a riguardo del quale ho prudenzialmente sempre usato il termine “contenuto” e mi esprimevo in questi termini sulla base delle indicazioni di carattere grafico che leggevo sugli indici generali dei mercati azionari mondiali M.S.C.I. i quali presentavano dei segnali di forte resistenza che hanno comportato una flessione in settimana, prima dei fatti di Francia, media dell’ordine di un 3% annullando in tal modo ogni attesa di formazione di un “rally natalizio
In base a quanto si diceva in settimana ritengo che ora sussistano più che mai le condizioni di accelerazione di un movimento negativo visto nelle ultime due settimane circa dei mercati azionari e tale da portare l’indice M.S.C.I. espresso nelle valute di origine al livello obiettivo di 1200. A differenza tuttavia di quanto dicevo nei giorni scorsi, in virtù della flessione della settimana e certamente di aggiunta dei fatti di Parigi, ritengo che a questo punto l’obiettivo di 1200 punti si possa considerare anche come un “obiettivo minimo” della flessione in atto.
I tragici e dolorosi fatti di Parigi di questa notte si iscrivono in una situazione di precedente marcata debolezza endogena dei mercati azionari e possono agevolare il raggiungimento del livello (che a questo punto diventa obiettivo minimale) di 1200 punti dell’Indice M.S.C.I. nelle valute di origine (- 5,6%) definito in base alla semplice attesa di riproiezione al ribasso del canale lineare creato dal 2011 al 2015 e formazione di Pull Back ribassista.
2) Richiamo al comportamento dei mercati nel Settembre 2001.  Ho accennato prima alla ineludibile esigenza da parte mia di adottare un “atteggiamento cinico ” nella interpretazione dei mercati azionari in questo difficile momento ma …come si suol dire ….qualcuno lo vede pur fare… e a questo riguardo ho voluto richiamare alla mia memoria l’evoluzione dei mercati azionari a Settembre del 2001 laddove, a seguito dei tragici fatti di delle Torri Gemelle di New York, si assistette ad una flessione del mercato europeo superiore a quello americano come riportato nelle due figure (16% contro 12% dal 10 al 21 Settembre).
La ragione di questo disallineamento dei due mercati era dovuta al fatto che sul mercato azionario americano si era proceduto a bloccare le negoziazioni per alcuni giorni permettendo agli operatori di meglio metabolizzare le strategie operative da porre in atto; la stessa decisione non era stata presa per i mercati europei..
Al momento in cui scrivo non sono a conoscenza circa una eventuale decisione di chiudere i mercati azionari francesi, e forse europei ad inizio di settimana ma, assistere ad un qualcosa del genere molto dipenderà ovviamente da quanto emergerà anche nel corso del weekend in termini di ricognizione dei fatti di Francia e reazione da porre in campo specie dalla Francia che ha promesso una debita reazione (leggasi guerra).
3) Richiamo al comportamento dei mercati nel 2007-2009. Nel TK’s Sentiment Outlook della settimana scorsa numero 44 riportavo nei commenti all’indice M.S.C.I. nelle valute di origini la figura 1 e la commentavo con questo laconico richiamo. Teniamo sempre a mente quanto descritto in passato e riportato in figura 5 in termini di comportamento ciclico di questo importante indice dei mercati azionari mondiali.
Per comodità mia e vostra riporto qua di seguito tutto il contenuto di analisi sviluppato in data 17 Ottobre in merito alla struttura tecnica dell’indice M.S.C.I. nelle valute di origini in quanto alcune delle considerazioni allora esposte sono certamente di forte interesse nella nuova situazione tragica a livello sociale che si è venuta a creare e dei possibili relativi effetti sui mercati azionari mondiali.
4) Potenziali impatti sul mercato del Risparmio Gestito. In termini di reazioni dei diversi comparti dei mercati finanziari ai tragici fatti di Francia, ritengo che un comparto particolarmente vulnerabile sia il comparto del Risparmio Gestito il quale dovrà fare i conti nelle prossime settimane, ma forse anche nei prossimi mesi di due aspetti riguardanti rispettivamente: 1) tassi di rendimento prossimi allo zero sui titoli di stato europei, 2) possibile rilevante flessione del mercato azionario.
A prescindere da effetti di breve periodo che questo scenario potrà trasferirsi sul fronte dell’industria del risparmio gestito…… è ben evidente…… come il presentarsi di questi due eventi non sia di certo uno stimolo per una nuova fase di prosperità di questa industria.
In soldoni se (a mero titolo di esempio) poniamo a confronto l’andamento del titolo Azimut rispetto all’andamento del mercato azionario italiano dai minimi del 2009 ad oggi… è facile capire su quali titoli si potrà operare al ribasso in caso di reale e del tutto probabile deterioramento del quadro prospettico di evoluzione dei mercati finanziari assegnati. Temo che dovrò tornare in argomento già ad inizio di settimana…
5) (Quasi) avvenuto raggiungimento dei minimi assoluti da parte del Petrolio. Come si legge in tabella 2, nel corso della settimana il prezzo del petrolio ha registrato una flessione superiore all’8% per il petrolio Brent ed ora sia il Brent sia il WTI si trovano sui minimi assunti registrate sui minimi del 2009 rispondente altresì ai valori di una decina di anni fa.
Proprio per l’avvenuto raggiungimento di questi importanti livelli minimi il prezzo del petrolio potrebbe reagire ma, in caso di cedimento sotto gli stessi si potrebbe anche avviare una nuova ulteriore rilevante accelerazione al ribasso con effetti di certo non trascurabili sul quadro di insieme dei mercati finanziari riguardanti da un lato le commodity e dall’altro i titoli azionari relativi al prezzo delle risorse di base e del petrolio in particolare.
In conclusione sono molteplici gli aspetti che sono da prendere in esame in questo difficile momento per farsi una idea di evoluzione dei mercati (ma forse dovrei meglio dire di progressiva individuazione di obiettivi ribassisti a mano a mano essi saranno raggiunti a partire da richiamato livello di 1200 punti dell’Indice M.S.C.I. nelle valute di origine) e che chiederanno nei giorni a venire un lavoro di certo non trascurabile da parte mia per cercare di capire e interpretare le dinamiche dei vari mercati e trasferirli in previsioni di evoluzione dei mercati e in indicazioni operative.
Indice M.S.C.I. nelle valute di origine. I tragici e dolorosi fatti di Parigi di questa notte si iscrivono in una situazione di precedente marcata debolezza endogena dei mercati azionari e possono agevolare il raggiungimento del livello (che a questo punto diventa obiettivo minimale) di 1200 punti dell’Indice M.S.C.I. nelle valute di origine (- 5,6%) definito in base alla semplice attesa di riproiezione al ribasso del canale lineare creato dal 2011 al 2015 e formazione di Pull Back ribassista.
msciworld

1) Indicazione di Analisi Tecnica Chartistico Algoritmica

 

Figura 1) Indice M.S.C.I. nelle valute di origine

 

I tragici e dolorosi fatti di Parigi di questa notte si iscrivono in una situazione di precedente marcata debolezza endogena dei mercati azionari e possono agevolare il raggiungimento del livello (che a questo punto diventa obiettivo minimale) di 1200 punti dell’Indice M.S.C.I. nelle valute di origine (- 5,6%) definito in base alla semplice attesa di riproiezione al ribasso del canale lineare creato dal 2011 al 2015 e formazione di Pull Back ribassista.

 

 

Tabella 1) Variazione Indici M.S.C.I. per macro aree regionali

Tabella 2) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro

 

Tabella 3 Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto cambio

 

Tabella 4) Variazione Indici Settoriali Stoxx nell’ultima settimana

 

 

2) Richiamo al comportamento dei mercati nel Settembre 2001

 

 

 

Figura 2) Indice SP500

 

 

Figura 3) Indice SP500

 

 

Figura 4) Indice Eurostoxx 50

 

 

Figura 5) Indice Eurostoxx 50

 

 

3) Richiamo al comportamento dei mercati nel 2007-2009

 

 

Anno 16° – Numero 41 del giorno 17 Ottobre 2015

 

Teniamo sempre a mente quanto descritto in passato e riportato in figura 5 in termini di comportamento ciclico di questo importante indice dei mercati azionari mondiali.

 

Figura 5) Indice M.S.C.I. nelle valute di origine del TK’s Sentiment Outlook numero 41 del 17 Ottobre

 

E’ indubbiamente difficile negare una elevata similitudine della morfologia di questi due movimenti correttivi prodottisi entrambi all’abbandono di una canale lineare (verde) assai regolare e in presenza di un cluster temporale di 7.7 mesi.

 

 

Figura 5) Indice M.S.C.I. nelle valute di origine

 

 

2) Situazione tecnica degli Indici M.S.C.I. generali dei Mercati Azionari

2/A) Situazione tecnica degli Indici M.S.C.I. generali dei Mercati Azionari

o        Indice M.S.C.I. nelle valute di origine

 

Testo originale

La prima indicazione interessante che fornisce l’indice M.S.C.I. nelle valute di origine la troviamo in figura 2A/12 della quale si osservano i seguenti aspetti:

 

1) L’indice ha esaurito la fase di crescita sui massimi del 2015 esattamente a seguito di una riproiezione al rialzo del 100% della fase di recupero post 2009 che visto la formazione di importanti massimi nel 2011 e 2012.

 

2) L’indice ha esaurito il suo movimento correttivo nelle scorse settimane rispondendo ai massimi registrati nel 2007 ma senza rispondere in alcun modo a nessun livello di ritracciamento riconducibile alla sequenza numerica di Fibonacci.

 

3) Si osserva in figura a un 2A/12 e forse in termini più chiari in figura 2A/13 come potenzialmente l’indice potrebbe sviluppare una nuova fase correttiva fino al livello di 1140 punti, un meno 10% circa dalla livello attuale. In zona 1140 punti circa l’indice incontrerebbe i due strutture molto importanti e descritte in figura 2°/13 rispondenti da un lato ad un ritracciamento del 38, 2% dell’onda di crescita 2011 – 2015 e al contempo su quel livello raggiungerebbe la trend line in blu di supporto tracciata sui minimi a partire da marzo 2009 punti

 

In figura 2A/14 ripropongo la struttura dell’indice M.S.C.I. All Country laddove si evidenzia il rispetto rigoroso di importanti livelli di ritracciamento poste sull’onda di crescita 2011 – 2015 non fin qui rispettati dal indice M.S.C.I. nelle valute di origine. Per quanto evidente i due indici risentono delle dinamiche valutarie di contro valutazione dei diversi indici nazionali in Dollari USA e quindi sotto questo profilo si può dire che l’indice M.S.C.I. nelle valute di origine sia effettivamente più rispondente dell’altro nel descrivere la reale dinamica che interessa la totalità dei mercati azionari mondiali.

 

L’aspetto che mi porta a dover leggere con debita attenzione il rischio di sviluppo di una azione correttiva di questo tenore, a causa del PIL cinese ma anche di altre dinamiche macro economiche mondiali, trae origine dalla quella descrizione del comportamento citrico dell’indice M.S.C.I. nelle valute di origine proposto in figura 2A/15 e nella relativa annotazione che così recita: E’ indubbiamente difficile negare una elevata similitudine della morfologia di questi due movimenti correttivi prodottisi entrambi all’abbandono di una canale lineare (verde) assai regolare e in presenza di un cluster temporale di 7.7 mesi.

 

Quanto richiamata da questa figura e sintetizzato nella annotazione non costituisce al momento nessuna previsione ma semplicemente una presa d’atto di una caratteristica che personalmente giudico molto importante circa la evoluzione dei mercati.

 

Se poi vogliamo dare in seguito alla considerazione riguardante l’efficacia della analisi tecniche, la quale tende a prefigurare possibili evoluzioni future dei mercati sulla base di analoghe evoluzione sviluppate in passato, allora non possiamo non mettere tra le cose possibili la prosecuzione di un movimento correttivo non dissimile da quello che si era sviluppato nei primi mesi del 2008.

 

Non voglio certamente per questo dire che si possa assistere nuovamente ad una flessione come quella che si era esaurita nel 2009, (anche se ” presunti autorevoli analisti” di importanti banche parlano di livelli del Dow Jones sotto quelli del Marzo del 2009……, ma indubbiamente la semplice considerazione descritta in figura 2°/15, proprio per via della sua semplicità può essere letta da molti operatori a livello mondiale i quali…… possono indugiare nella apertura di posizioni long e pensare viceversa a una gestione maggiormente prudente… per evitare dinamiche non particolarmente positive. Diciamola così.

 

Meno interessanti sono in questo momento le indicazioni che di carattere ciclico che si possono riconoscere applicando alla Sequenza Numerica di Fibonacci ad onde di riferimento come descritte nelle figure 2 a/17 e 2 a/18.

 

Figura 2A/10) Indice M.S.C.I. nelle valute di origine

 

Figura 2A/11) Indice M.S.C.I. nelle valute di origine

 

 

Figura 2A/12) Indice M.S.C.I. nelle valute di origine

 

Figura 2A/13) Indice M.S.C.I. nelle valute di origine

 

Figura 2A/14) Indice M.S.C.I. All Country

 

 

Figura 2A/15) Indice M.S.C.I. nelle valute di origine

 

 

 

Figura 2A/16) Indice M.S.C.I. nelle valute di origine

 

 

 

Figura 2A/17) Indice M.S.C.I. nelle valute di origine

 

Figura 2A/18) Indice M.S.C.I. nelle valute di origine

 

 


4) Potenziali impatti sul mercato del Risparmio Gestito

 

Figura 1) Indice FTSE MIB

 

 

Figura 2) Titolo Azimut

 

 


5) (Quasi) avvenuto raggiungimento dei minimi assoluti da parte del Petrolio

 

Figura 1) Petrolio Brent

 

Figura 2) Future del Petrolio WTI

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