Metalli industriali ancora in discesa. Ad eccezione del nickel

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 16 Novembre 2015 | 16:30

a cura di Wings Partners Sim

Apertura di settimana caratterizzata da contrazioni generali per il comparto dei metalli industriali dopo i tragici eventi accaduti in Francia nella notte di venerdì scorso. Le implicazioni per il comparto dei metalli non ferrosi è un aumento dell’avversione al rischio da parte degli investitori che hanno spostato i propri capitali verso assets finanziari riconosciuti come “safe-haven”. Le preoccupazioni, dal lato dei fondamentali, si concentrano sulla domanda da parte del primo consumatore al mondo, Pechino. Su questa linea si schiera anche la banca d’investimento americana, Goldman Sachs (GS) che riconosce come principale problematica per il mercato dei metalli industriali la mancanza di crescita dal lato della domanda nonostante i tagli produttivi apportati da molti player. Infatti, solamente un aumento della domanda da parte di Pechino, secondo GS, sarà sufficiente a bilanciare il mercato del rame e dell’alluminio, entrambi caratterizzati da ingenti livelli di offerta rispetto ai consumi.

Tuttavia, le notizie provenienti dalla seconda economia al mondo sono tutto tranne che positive dal punto di vista dei consumi di metalli e infatti Pechino ha registrato un importante declino nelle importazioni di rame raffinato con una contrazione di circa il 4% per i primi nove mesi dell’anno corrente rispetto allo stesso periodo del 2014. Anche le previsioni non sono positive e GS proietta una crescita della domanda cinese per il 2020 pari al 3%, proponendo un tasso di crescita ben al di sotto del 6% registrato lo scorso anno e dell’11% riportato nel 2013. Infine, se da un lato la domanda risulta essere la variabile che desta più preoccupazioni anche dal lato dell’offerta si avvertono pressioni ribassiste.

Infatti, nei primi dieci mesi dell’anno corrente l’offerta di rame raffinato da parte di Pechino è aumentata del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, per un totale pari a 6,5 mln di tonnellate. Nel frattempo continuano gli sforzi cinesi per sostenere la propria traballante economia e questa mattina arriva la comunicazione che Pechino ha approvato un progetto ferroviario per un ammontare pari a 33,4 mld di yuan ($5,24 mld).

Il rame apre la sessione odierna segnando l’ennesimo minimo pluriennale andando a quotare in mattinata a ridosso di quota 4.780 dollari per tonnellata e violando al ribasso l’importante supporto psicologico riconosciuto in area 4.800. Le quotazioni del principale metallo industriale continuano a segnare massimi e minimi decrescenti e l’ottica di breve periodo rimane ribassista. Per quanto riguarda l’alluminio, le quotazioni del metallo leggero rimangono in linea con il resto del comparto segnando delle contrazioni in apertura. In un’ottica di breve periodo viene individuato a quota 1.460 un importante livello di supporto, che in caso di violazione al ribasso fungerebbe da catalizzatore per continuare il movimento ribassista.

L’unico metallo ad andare in controtendenza rispetto al comparto è il nickel che segna dei timidi rialzi in apertura. Tuttavia, anche per il metallo utilizzato nella produzione di acciaio inossidabile la view di breve rimane essenzialmente ribassista, individuando un livello di supporto in area 9.330 dollari per tonnellata.

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