Banche centrali, dove possono arrivare?

A
A
A
Finanza Operativa di Finanza Operativa 16 Novembre 2015 | 16:05

di Hans Bevers, Senior Economist, Petercam IAM

Di sicuro la crescita globale non sta precipitando, come molti osservatori temevano un paio di mesi fa. L’economia cinese sta mostrando i primi segnali di miglioramento sulla scia delle misure monetarie e di bilancio decise tempo fa. Inoltre, gli indicatori anticipatori evidenziano che l’attività economica nella maggior parte del mondo sviluppato continua a resistere. Tuttavia, il contesto generale è lungi dall’essere spettacolare. Inoltre, molte stime indicano che l’output gap (la differenza tra il PIL effettivo e il PIL potenziale) globale resta in territorio nettamente negativo: il mondo deve ancora recuperare dalla Grande Recessione, nonostante i tassi di interesse a zero e l’espansione, senza precedenti, dei bilanci delle principali Banche centrali. Nel 2009, quando i tassi di interesse toccarono lo zero, solo pochi osservatori predissero che sarebbero rimasti a questo livello nel 2015. Probabilmente ciò è dovuto alla sottovalutazione generale della profonde pressioni deflative derivanti dalla crisi del 2008-2009, probabilmente a causa di un forte eccesso di debito del settore privato.

Con i tassi di interesse vicini allo zero, la cosiddetta “trappola della liquidità” diventa un rischio reale. Tale espressione si riferisce alla situazione in cui la politica monetaria perde la capacità di stimolare l’economia, poiché i tassi di interesse nominali non possono andare molto al di sotto dello zero. Nessuno sa per certo cosa succederà nel futuro: potrebbe esserci un’accelerazione dell’economia globale e anni e anni di crescita superiore al potenziale. Tuttavia, vi è anche una possibilità reale che l’elevata eccedenza di debito e l’invecchiamento della popolazione terranno la crescita globale e l’inflazione fermi a livelli non agevoli. In questo caso, le banche centrali probabilmente dovranno tenere il piede fermo sul pedale dell’acceleratore e stampare persino più moneta, nel tentativo di creare inflazione e abbassare i tassi di interesse reali. Target più alti sull’inflazione potrebbero aiutare a raggiungere questo obiettivo.

Tuttavia, sebbene questa politica monetaria aggressiva possa funzionare in un Paese o in un’area, ciò potrebbe avvenire alle spese del resto del mondo. In altre parole, una politica monetaria ultra accomodante in un’area potrebbe essere semplicemente una politica volta a scaricare le difficoltà sui vicini (c.d. “beggar-thy neigbor”). Ciò non vuol dire che le Banche centrali debbano smettere del tutto di usare questo strumento, come spesso si è detto. La deflazione diventerebbe, con tutta probabilità un rischio più importante.

Al contempo, non è però vero che i policy maker abbiano finito le munizioni, ora che i tassi di interesse sono già a zero e il debito pubblico è molto alto? Anche qui, la risposta è probabilmente no, poiché i banchieri centrali e i governi possono in verità non finire mai le munizioni, se lavorano assieme per combattere la deflazione. Un crescente numero di economisti di fama mondiale oggi pensano in effetti al “denaro lanciato dall’elicottero” (analogia usata per primo da Milton Friedman) come a un futuro strumento di politica monetaria, implicando che la spesa di bilancio sia direttamente finanziata dalla stampa di moneta. Questo non vuol dire, tuttavia, che questo strumento sarà usato a breve. Come detto, gli indicatori anticipatori non suggeriscono che l’economia globale stia cadendo di nuovo in recessione e la deflazione non è parte del nostro scenario base.

Ciò detto, non si può escludere lo scenario opposto. Nel quadro economico attuale, un nuovo choc economico potrebbe rapidamente far sprofondare crescita e prezzi. Tutto questo potrebbe voler dire che le forze deflative resteranno con noi a lungo, obbligando i banchieri centrali e i governi in tutto il mondo a diventare più creativi e cercare strumenti persino più audaci.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Gli indici azionari attendono nuova liquidità dalle Banche Centrali

Esplode la volatilità sui tassi. Le Banche Centrali hanno un problema.

Banche centrali, rischi ed effetti collaterali delle politiche accomodanti

NEWSLETTER
Iscriviti
X