Paulsen (Wells Fargo Am): “Nel 2016 dollaro giù del 10% almeno”

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 4 Dicembre 2015 | 10:00

“Non ci sono alternative all’equity, quindi il consiglio logico è quello di rimanere sovrappesati sul comparto azionario”. Non ha dubbi James Paulsen, investment strategist di Wells Fargo Asset Management. “Una discesa al di sotto di 1.850 punti sarebbe l’occasione per incrementare l’esposizione, soprattutto sui ciclici e mettendo beta in portafoglio”. Altro suggerimento è quello di incrementare l’esposizione anche su small e mid cap, alla luce sia del focus sull’economia domestica sia del fatto che nella fase avanzata di un ciclo economico il comparto è quello che riesce a spuntare margini più elevati e crescita aggiuntiva rispetto alle large cap. “Meglio il Russell 2000 dell’S&P500 – afferma Paulsen – Se guardiamo all’andamento dell’S&P equipesato vediamo che è rimasto molto indietro rispetto all’S&P500: questo perché sono stati pochi titoli a trainare l’intero comparto. E ora a mio giudizio è il caso di puntare su quanti sono rimasti indietro. Enfatizzando l’esposizione su manifatturieri, commodity, energy, tecnologici e finanziari”.
E le azioni internazionali? “Viste dagli Usa sono generalmente sottopesate, ma attualmente offrono un upside interessante, anche perché operano in un ambiente economico favorevole e le società sono in uno stadio ancora iniziale di crescita dei profitti”.
Quali le vostre prospettive sull’economia? “Quella degli Stati Uniti viaggia ormai a pieno ritmo, con disoccupazione ai minimi. E storicamente ogni qualvolta le domande iniziali di disoccupazione scivolano sotto la soglia delle 300mila unità per un certo periodo, ecco che l’S&P inizia a correggere. Questo perché il pieno impiego mette pressione sul costo del lavoro, segna una fase di politica monetaria restrittiva e pesa sulla produttività”.
E in tutto questo che fine faranno dollaro e Treasury? “A differenza di molti riteniamo che il cambio euro/dollaro sia ormai sui massimi. Dubito si possa arrivare alla parità, e anzi mi aspetto una discesa del 10-15% del biglietto verde nei confronti dell’euro. Per quanto riguarda il comparto obbligazionario mi aspetto che il decennale subisca un riprezzamento di circa il 4-5%, ragion per cui manterrei una duration breve e sovrappeserei nel frattempo il credito di bassa qualità, ovvero i junk bond”. M.M.

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