I mercati azionari dopo la Bce

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di Finanza Operativa 7 Dicembre 2015 | 11:57

A cura di Corrado Cantore
“3 a 1″ questo è in gergo anche calcistico l’amaro risultato dell’andamento dei mercati finanziari nella settimana di consuntivo rispetto quanto prevedeva la scorso settimana e che richiamo nei seguenti passaggi:
“Pur considerando che buona parte dei mercati finanziari già nelle quotazioni attuali ha di fatto recepito un orientamento di questo genere da parte delle due Banche Centrali, è da ritenere possibile che in presenza della ufficializzazione di queste decisioni sui mercati finanziari si possa assistere ad un ” assestamento tecnico ” dell’ordine anche di un 3 – 4% che potrebbe interessare in nell’ordine i seguenti mercati:
1) mercato valutario con possibile rafforzamento del Dollaro su Euro di un 3,5% con incremento da 1, 055 – 1,02 Dollari per Euro
2 possibile flessione del petrolio di un 4 – 4.5% con flessione per il petrolio Brent dal livello attuale di 44.5 Dollari al barile tali minimi di Agosto in zona 42.5 – 43 Dollari al barile,
3) possibile raggiungimento e (auspicabilmente solo leggero) superamento dei massimi assoluti sia da parte del future del BTP, dal livello attuali di 141.2 al massimo di 141.8 e da parte del future del BTP e dal livello attuale di 158.5 al massimo assoluto in zona 160,5 centesimi.
4) Questi movimenti che ho definito di possibile ” assestamento tecnico ” conseguenti alle decisioni della Banca Centrale potrebbero riflettersi sui mercati azionari creando attese di un lieve correzione del mercato americano per via del nuovo rafforzamento del Dollaro su Euro e all’opposto creando una attesa di un rafforzamento del mercato azionario europeo il quale, grazie a questi interventi preziosi per le esportazioni europee, potrebbe puntare alla rivisitazione dei massimi registrati nelle 2015 e collocati a circa un 8 – 8, 5% sopra i livelli attuali. “
Dei quattro blocchi sui quali avevo formulato una previsione si può ora vedere a posteriori come fosse particolarmente centrata la previsione sul prezzo del petrolio mentre le previsioni sugli altri tre mercati finanziari: valutario, del reddito fisso e azionario si sono (fin qui) rivelate totalmente errate. (a proposito di previsioni leggete le figure 6 e 7 delle pagine 6 e 7 –J)
Sulla base di questo dato di fatto ho ritenuto doveroso e necessario rileggere con una attenzione diversa dal solito quanto si è sviluppato nella settimana di consuntivo la quale è stata caratterizzata da una volatilità difficilmente incontrata in passato e forse solo nella prima settimana di Gennaio nel corso di questo anno. (vado a memoria)
Una situazione di volatilità così elevata, ma al momento per un tempo molto breve, non permette di trarre delle conclusioni che potrebbero apparire affrettate ma all’opposto impone la diligenza di una rilettura che potremmo in qualche misura definire “eziologica” (come direbbero coloro che hanno studiato, io lo so e lo dico solo perché ho un fratello di nome Ezio -J) ovvero di ricerca delle cause e che le ha prodotte (sarebbe troppo facile, a non per questo errato, dire che si tratta prevalentemente di ricoperture di posizioni aperte sui diversi mercati confidando su una direzione dei mercati, a partire da quello valutario, diametralmente opposti a quanto visto in settimana e che non necessariamente si protrarrà nella prossima settimana).
Nel corpo del lavoro qui allegato presento una serie di riflessioni riguardanti l’andamento dei mercati nella settimana di consuntivo laddove si osservano delle rilevantissime variazioni giorno per giorno e a titolo di esempio il prezzo del petrolio Brent ha registrato per tre giorni successivi variazioni di segno contrario da un giorno all’altro, nelle escursioni intraday, esattamente del 5% per tutti e tre i giorni (facendo forse felici i traders… ammesso che sia così…..ma meno coloro che si pongono obiettivo più ambizioso di Asset Allocation da suggerire prevalentemente come ipotesi di lavoro a Promotori Finanziari come fa il sottoscritto).
I grafici che trovate nel lavoro e che saranno commentati e integrati (di poco) nel TK’s Sentiment Outlook di domani recepiscono e in larga parte condividono le considerazioni esposte da Riolfi nell’articolo di Pagina 32 di oggi de Il sole 2 dal titolo “Se la “stretta” della FED fosse fuori tempo – Le grandi case d’investimento non s’aspettano rialzi a Wall Street e Citi paventa pure il peggio
Sebbene nella esposizione dei grafici qui riportati, leggendo le relative annotazioni già si percepisce in larga parte il contenuto segnaletico da essi descritto, l’impressione di fondo che colgo è quella di un mercato americano ” tenuto su ” più per farlo chiudere a fine 2015 su valori leggermente superiori a quelli di fine 2014 onde poter dare il via libera a quel flusso di Gratifiche e Bonus basate su performance del mercato positivo su base annua, mentre il mercato europeo trova una conferma dell’importanza delle livello di 3300 punti dell’indice Eurostoxx 50 livello questo che nuovamente potrà e essere il discrimine fra un mercato positivo e un mercato negativo.
Mi fermo qui, e ora capirete il ritardo dell’invio del Leitmotiv del TK’s Sentiment Outlook quale documento programmatico che mi aiuta a mettere in ordine le idee che trovano successiva esposizione nella vera e propria lettera previsionale TK’s Sentimentale Outlook e, una veloce occhiata quanto di seguito qui presentato ben documenta le esigenze di questo approfondimento.

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