Benvenuto al Renminbi: è solo l’inizio della storia.

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di Finanza Operativa 9 Dicembre 2015 | 14:00

A cura di Eric Chaney, Chief Economist Axa Group, Head of Research Axa Im
Il FMI ha completato la review quinquennale del basket di valute SDR. La decisione di maggiore rilevanza è stata l’inclusione della moneta cinese con un peso del 10.9% (efficace dal 01 Ottobre 2016). Aidan Yao ha ripetutamente sottolineato l’importanza del ribilanciamento del SDR, guarda alle implicazioni di natura economica e finanziaria nel lungo periodo di questo storico evento – il basket non è cambiato dalla sua creazione nel 1969. Oltre a queste considerazioni economiche e finanziarie, vorrei far notare come la ‘vittoria del SDR’, come sarà considerata in Cina, possa illustrare il metodo con cui questo Paese intraprende riforme gigantesche, necessarie per la sua prosperità e stabilità nel tempo. Incanalare il potenziale dei mercati, inclusi quelli finanziari, ha fatto parte della strategia cinese sin dall’inizio, da quando Deng Xiaoping ha avviato il processo di riforme nel 1979. Un elemento chiave di questa strategia è di adottare obiettivi allineati con le ambizioni cinesi, come ad esempio il riconoscimento del renmibi come valuta di riserva a livello internazionale, per avviare riforme del mercato (in questo caso si parla di tasso di cambio e di mercati finanziari) circonvenendo l’opposizione ‘conservatrice’.
Il secondo punto chiave della decisione del FMI è la modifica della metodologia per il calcolo del peso delle valute incluse. Precedentemente, i pesi relativi erano principalmente calcolati dai dati sugli scambi commerciali (fatture) e sulle riserve in valuta estera. L’ovvia limitazione era che le bilance commerciali determinano in buona parte la composizione delle riserve in valuta estera, e quindi i criteri erano in parte ridondanti. Il FMI ha scelto una nuova formula nella quale ‘le variabili sulle esportazioni e sui dati finanziari hanno lo stesso peso, e la copertura dell’indicatore finanziario è stata estesa per catturare meglio diverse transazioni finanziarie’. I dettagli saranno resi pubblici più avanti ma, di già, una conclusione risulta particolarmente importante: la nuova formula ha incrementato il peso del dollaro US, ceteris paribus. Nel vecchio basket (x-RMB) il peso del US$ sarebbe aumentato da 41.9% a 46.8% mentre l’euro sarebbe passato da 37.4% a 34.7%, la sterlina UK da 11.3% a 9.1% mentre lo yen giapponese sarebbe rimasto stabile a 9.4%.
Dopo la crisi finanziaria globale, molti analisti, me incluso, hanno pensato che il livello anormalmente basso dei tassi d’interesse reali ad inizio 2000 fosse collegato alla preponderanza degli US come emittente dell’asset liquido e sicuro per eccellenza (i Treasury US), e che un mondo più equilibrato, nel quale gli asset dell’area euro e della Cina avessero un ruolo di maggior rilievo, sarebbe stato più stabile. Sette anni dopo, non solo questa ipotesi rimane ancora assai remota, ma si può anche affermare che avere il US$ come ancora del sistema finanziario globale è stato di importanza fondamentale nel mantenerlo stabile e lubrificato da sufficiente liquidità, durante ad esempio il periodo di crisi del debito governativo europeo. Eppure l’internazionalizzazione del renmibi, sia causa che conseguenza dell’inclusione nel SDR, ci porta più vicini ad un mondo più equilibrato. Se c’è qualcuno indietro nella corsa delle grandi valute mondiali, è l’Eurozona.

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