Sondaggio: investitori istituzionali ottimisti su azioni e alternativi nel 2016

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di Finanza Operativa 11 Dicembre 2015 | 12:00

Secondo un sondaggio condotto da Natixis Global AM, gli investitori istituzionali a livello globale si aspettano che le azioni siano l’asset class con le performance migliori nel 2016. Lo studio ha anche evidenziato che gli investitori ritengono che l’incertezza politica nel mondo e la modifica dei tassi di interesse renderà i mercati volatili. Come conseguenza, gli istituzionali prevedono di aumentare la diversificazione e di aumentare il peso degli asset alternativi all’interno dei loro portafogli.

Natixis Global AM, nel dettaglio, ha intervistato 660 investitori istituzionali di tutto il mondo sulle loro prospettive di mercato e di asset allocation per il prossimo anno. Lo studio evidenzia:

Alte aspettative sulle azioni: gli investitori istituzionali si aspettano che le azioni performeranno meglio
di ogni altra asset class nel prossimo anno, con l’azionario globale che sovraperformerà sia le azioni statunitensi, sia quelle dei mercati emergenti.

Utilizzo crescente di asset non correlati: il prossimo anno, la maggior parte degli investitori istituzionali manterrà o aumenterà le proprie posizioni sugli asset non correlati, tra cui il 50% aumenterà titoli di private equity e il 45% aumenterà le posizioni di private debt, mentre il 41% incrementerà l’allocazione verso hedge fund e il 34% aggiungerà asset reali come il real estate. La maggioranza (56%) ritiene che gli asset alternativi in portafoglio performeranno meglio nel 2016 di quanto fatto nel 2015.

Uso minore di obbligazioni: gli istituzionali a livello globale, in media, hanno il 28% dei loro portafogli allocato in reddito fisso. Il prossimo anno, il 42% degli investitori istituzionali crede di diminuire il peso del reddito fisso, la maggiore diminuzione tra tutte le asset class. Solo il 16% prevede di aumentare il peso verso il fixed income.

Le fonti principali di volatilità sui mercati: più della metà degli istituzionali (54%) prevede che le politiche globali saranno la causa principale della volatilità di mercato nel 2016. Secondo gli investitori intervistati i mercati saranno, inoltre, soggetti al rischio di ondate di volatilità in Cina (49%), alle differenti politiche monetarie internazionali (47%) e al cambiamento dei tassi di interesse (46%).

Performance incerte: gli investitori istituzionali affermano che la volatilità di mercato è il più grande rischio per la loro performance di investimento del prossimo anno, seguita da una crescita economica lenta e dai timori sulle politiche monetarie.

Combinare gestione attiva e passiva I risultati del sondaggio evidenziano un approccio ibrido tra gestione attiva e passiva. Lo studio rivela che gli istituzionali utilizzano gli investimenti gestiti attivamente per generare alfa e per l’esposizione verso asset non correlati, mentre fanno uso di investimenti gestiti passivamente soprattutto per le azioni e per ridurre al minimo le spese di gestione.
In particolare, i due terzi degli investitori (67%) ritengono che nel 2016 i fattori economici mondiali e la maggiore volatilità di mercato favoriranno la gestione attiva rispetto agli investimenti passivi.

Cambiamento nei tassi? Modifiche ai portafogli degli investitori Molti paesi, tra cui gli Stati Uniti, sono sul punto di aumentare i tassi. Altri stanno tenendo costanti o hanno recentemente tagliato i tassi. La divergenza tra le varie politiche è preoccupante per molti istituzionali e potrebbe contribuire alla volatilità del prossimo anno.
Se la Federal Reserve e altre banche centrali decideranno di alzare i tassi dai loro minimi storici, gli investitori istituzionali sono pronti a fare diverse modifiche ai loro portafogli. La maggioranza (65%) si muoverà da obbligazioni con duration più lunga a quelle con duration più corta. Altre modifiche prevedono la riduzione dell’esposizione complessiva alle obbligazioni (49%), con l’aumento del peso degli investimenti alternativi (47%) e l’utilizzo di strategie a rendimento assoluto (47%).

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