Spagna: Podemos o non Podemos?

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di Finanza Operativa 16 Dicembre 2015 | 10:30

a cura di IG

Torna al centro della scena dei mercati europei la Spagna con le elezioni politiche che dovranno scegliere un nuovo Governo in un clima particolarmente teso. Dalle spinte separatiste della Catalogna e dei Paesi Baschi, dal ritorno di forza dei partiti nazionalisti di destra dopo gli attentati in Francia, dai forti consensi dei partiti oppositori alle politiche di austerity dell’Unione Europea, le elezioni in Spagna possono darci un quadro del sentiment politico europeo. Il sistema politico spagnolo dominato dopo la caduta della dittatura di Francisco Franco dal binomio formato da Partito Popolare (PP) e Partito Socialista (PSOE) potrebbe cambiare radicalmente dopo il prossimo weekend elettorale. Il nostro studio cerca di valutare quali saranno le conseguenze politico-economiche dalla tornata elettorale sia a livello domestico che europeo.

Il sistema politico spagnolo dominato dopo la caduta della dittatura di Francisco Franco dal binomio formato da Partito Popolare (PP) e Partito Socialista (PSOE) potrebbe cambiare radicalmente dopo il prossimo weekend elettorale. Il nostro studio cerca di valutare quali saranno le conseguenze politico-economiche dalla tornata elettorale sia a livello domestico che europeo.

Il favorito alla vittoria è il Partito Popolare (PP), guidato dall’attuale presidente del Governo Mariano Rajoy Brey. Rajoy aveva già trionfato nelle elezioni del 2011 ottenendo la maggioranza assoluta in Parlamento. Il principale avversario del Partito Popolare è il partito socialista, PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo) condotto da Pedro Sanchez. Il sistema bipolare spagnolo però potrebbe essere travolto dall’aumento dei consensi per altre due forze, il partito antiausterity Podemos di Pablo Iglesias Turrion e il partito liberista Ciudadanos di Albert Rivera Diaz. Tra i partiti con elevate probabilità di entrare in parlamento segnaliamo i partiti nazionalisti baschi (EH Bildu e EAJ-PNV) e quelli catalani (ERC e DyL). Pochi seggi invece per la sinistra di Unidad Popular e nessun seggio per il partito UPyD (Union Progreso y Democracia).

I sondaggi Abbiamo deciso di utilizzare una media ponderata dei sondaggi sulle intenzioni di voto elaborati da 15 differenti istituti di ricerca. La media è ponderata con pesi che dipendono dal periodo in cui i poll sono stati condotti (pesi maggiori per i più recenti). Dal nostro studio esce vincente il Partito Popolare con un ampio vantaggio su PSOE e Ciudadanos.

Gli scenari Dopo aver esaminato i seggi ipotizzati dai sondaggi delle case di ricerca possiamo cercare di capire quali scenari possano emergere dal weekend elettorale. Crediamo che lo scenario più probabile sia la vittoria del Partito Popolare senza riuscire ad avere la maggioranza assoluta. Mariano Rajoy sarà così obbligato a ricercare un alleato che possa appoggiare il Governo, che abbiamo individuato nel partito Ciudadanos. Riteniamo che sia molto probabile un Governo di Minoranza del PP con l’appoggio dei deputati di C’s. Molto difficile, invece, una Coalizione di Governo.

Il contesto economico La Spagna sta rispondendo bene alla ripresa della zona euro. Sia il Pil che il tasso di disoccupazione continuano a mostrare evidenti segnali di recupero. Gli aiuti concessi durante la crisi hanno, però, portato a un’esplosione del debito/Pil, ora prossimo al 100%.

Le prospettive Riteniamo che l’impatto delle elezioni sui mercati finanziari sia piuttosto limitato. Qualche effetto più concreto potrebbe riguardare l’indice IBEX, soprattutto nel caso di un esito elettorale molto incerto. In tale scenario l’indice potrebbe scendere sino in area 9.000 punti, aggiornando di fatto i minimi dal 2013. Più trascurabile potrebbe essere l’influenza sul cambio Euro/Dollaro, dato che in questo momento l’attenzione degli investitori sembra essere più incentrata su altre tematiche, come:

  1. le manovre di politica monetaria della Fed e della Bce;
  2. le tensioni geopolitiche;
  3. i timori sulla crescita globale;
  4. il crollo delle quotazioni del petrolio.

Sul fronte rating, l’esito elettorale non dovrebbe avere ripercussioni importanti sul merito creditizio della Spagna. All’indomani del voto ci aspettiamo una possibile revisione al rialzo del rating da parte di Moody’s, che attualmente ha il giudizio più basso sul debito spagnolo. Per analizzare meglio la percezione del rischio Paese dopo le elezioni facciamo riferimento allo spread tra il Btp e il Bono a 10 anni. Lo spread Italia-Spagna è tornato a stabilizzarsi dopo le forti tensioni del 2011. Ci aspettiamo che una vittoria del Partito Popolare, insieme al partito Ciudadanos, possa ridurre le spinte scissioniste catalane, con i rendimenti sul debito spagnolo che potrebbero tornare ad essere anche più vantaggiosi rispetto a quelli italiani. Una maggiore incertezza politica all’indomani del voto potrebbe portare lo spread verso i minimi di metà 2013, in area -40 punti base.

Ibex 35 Crediamo che l’impatto più importante possa interessare l’indice IBEX, soprattutto nel caso di un esito elettorale molto incerto. In tal caso l’indice spagnolo potrebbe aggiornare i minimi del 2013, scendendo in area 9.000 punti.

Anche l’impatto sui titoli azionari delle società italiane molto esposte in Spagna, come Enel e Mediaset, potrebbe essere molto contenuto.

Un tema chiave rimane poi l’indipendenza della Catalogna. La regione più ricca del Paese continua a rivendicare la propria indipendenza da Madrid. I rischi di una scissione rimangono ancora molto sostenuti e potrebbero incrementare nel corso del 2016. Solo una vittoria schiacciante del Partito Popolare con l’appoggio dei Ciudadanos potrebbero allontanare questa possibilità.

 
 

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