Focus sui mercati

A cura di Allianz Global Investors
• I mercati azionari dovrebbero beneficiare ancora di politiche monetarie ultra-accomodanti e dell’attuale contesto di tassi bassi. Nonostante le divergenze nelle politiche delle Banche Centrali dei Paesi avanzati, a livello globale prevale la linea espansiva.
La crescita dell’economia mondiale dovrebbe attestarsi intorno al potenziale, nonostante qualche differenza nel tasso di espansione economica soprattutto tra Paesi industrializzati e Paesi emergenti. L’aumento dell’offerta di moneta a livello globale non indica alcun rischio di deflazione.
• Manteniamo quindi un’esposizione agli investimenti azionari lievemente superiore rispetto alle altre asset class.
• Non si dovrebbero tuttavia trascurare le incertezze legate alla svolta della politica statunitense sui tassi, alla debolezza della crescita degli utili aziendali, ai rischi geopolitici e ai rischi di liquidità, soprattutto per le obbligazioni.
Azioni Europa: Overweight
• In base agli indici dei responsabili degli acquisti, in novembre l’Eurozona ha registrato i progressi più consistenti degli ultimi quattro anni e mezzo in termini di crescita e occupazione.
La ripresa è stata generalizzata, come si evince dal miglioramento delle singole componenti.
• Rispetto agli Stati Uniti i mercati azionari dell’Area Euro si trovano ancora nelle fasi iniziali del ciclo economico e degli utili ma stanno recuperando, seppur lentamente.
• Le previsioni di un possibile nuovo intervento di stimolo della BCE potrebbero spingere nuovamente al rialzo le quotazioni, ma non si dovrebbe fare affidamento solo su questo fattore.
• Le valutazioni si collocano nella media del rapporto prezzo/utili rettificato per il ciclo e l’inflazione (P/E di Shiller).
Azioni USA: Equalweight
• La situazione del mercato del lavoro rappresenta solitamente un buon indicatore dei trend principali dell’S&P 500. Le dinamiche al momento rimangono solide, ma l’aumento del costo del lavoro rappresenta una minaccia per i margini di profitto record delle aziende, con conseguenti ripercussioni negative sulla crescita degli utili. In ogni caso, non si può ancora parlare di pressioni salariali.
• Le valutazioni del mercato azionario USA sono prossime ai massimi di maggio/giugno e in un’ottica di lungo periodo risultano quindi onerose.
• L’aumento dei tassi di riferimento da parte della Fed dovrebbe arrestare l’espansione dei P/E statunitensi.
Azioni Giappone: Equalweight
• A fronte di un’economia ancora debole, le autorità stanno valutando ulteriori misure di stimolo monetario o anche fiscale. Questi interventi, insieme all’avvio del ciclo di inasprimento negli Stati Uniti e alla svalutazione dello Yen, potrebbero favorire ancora una volta il listino giapponese, anche se il supporto fornito dalla valuta debole potrebbe gradualmente affievolirsi.
• Le riforme a livello strutturale procedono lentamente.
• Le valutazioni delle azioni nipponiche si confermano piuttosto onerose.
Azioni mercati emergenti: Equalweight
• Le valutazioni degli asset dei mercati emergenti sono diventate molto più interessanti. Tuttavia la performance
è frenata dalla decelerazione della crescita, sia in termini strutturali che ciclici. Un deprezzamento del dollaro USA dovrebbe sostenere i listini dell’area.
• I deflussi di capitale dai Paesi emergenti iniziano a mostrare i primi segni di stabilizzazione, anche in Cina.
• L’economia cinese sembra in fase di consolidamento. I prezzi immobiliari mostrano qualche segnale di distensione, mentre la Banca Centrale cinese prosegue la politica di allentamento monetario.
Settori e materie prime: Equalweight
• L’economia mondiale è ancora troppo debole per poter supportare i titoli ciclici. È pertanto opportuno continuare
a prediligere gli asset difensivi, almeno fino a che la congiuntura globale non avrà acquistato un ritmo sostenibile.
• L’oro dovrebbe essere favorito da costi della produzione contenuti, ma non sono comunque prevedibili rialzi delle quotazioni degni di nota. Il contesto di tassi reali bassi rappresenta da sempre un fattore positivo per il metallo giallo poiché implica un basso costo/opportunità per gli investimenti in questa commodity, ma si sta lentamente esaurendo.
• La crescita economica modesta, soprattutto nei Paesi emergenti e in particolare in Cina, non alimenta la domanda,
e quindi non favorisce il superamento della fase di debolezza delle materie prime.
Tema di investimento: azioni growth
• In termini di stili di investimento, il contesto di bassi rendimenti favorisce i titoli growth rispetto a quelli value, che includono i titoli decisamente sottovalutati.
• A tal proposito è importante evidenziare che le azioni growth non richiedono necessariamente una forte espansione dell’economia reale. Al contrario, spesso questi titoli possono trarre vantaggio proprio dal fatto di poter aumentare il fatturato e crescere indipendentemente dal contesto congiunturale generale.
Obbligazioni internazionali: Underwight
• In base ai sondaggi, le attese di inflazione a lungo termine sono ben ancorate attorno al 2% sia negli Stati Uniti che nell’Eurozona.
• Delle tre principali Banche Centrali, solo la Federal Reserve statunitense ha intenzione di aumentare il tasso di riferimento.
• Tuttavia, nel corso del 2016 l’inasprimento dovrebbe procedere a un ritmo moderato, e non va confuso con una riduzione degli investimenti in titoli governativi finora effettati dalla Fed (quantitative easing). In tale scenario, la politica monetaria dovrebbe confermarsi il fattore principale alla base della performance delle obbligazioni governative: gran parte dei titoli di Stato offre rendimenti scarsi o nulli, e le valutazioni sono diventate molto onerose.
Obbligazioni in Euro: Equalweight
• Nel biennio 2016/17 il quadro generale della politica monetaria resterà invariato. BCE e BoJ proseguiranno le politiche espansive attraverso il quantitative easing, iniettando così nuova liquidità nei mercati.
• I rendimenti obbligazionari si confermano estremamente contenuti. Attualmente circa il 50% delle emissioni tedesche e quasi il 30% dei titoli governativi dell’Eurozona offrono rendimenti nominali negativi. La situazione non cambierà neppure dopo le decisioni della BCE di inizio dicembre.
• Rispetto ai livelli pre-crisi, le quotazioni delle obbligazioni periferiche dell’Area Euro continuano a scontare maggiori probabilità di default nei prossimi 5 anni.
Obbligazioni mercati emergenti: Equalweight
• Alcuni fattori strutturali, tra cui l’indebitamento elevato e il rallentamento del potenziale di crescita di alcuni Paesi dell’area, hanno provocato un peggioramento delle prospettive di lungo periodo delle obbligazioni governative dei mercati emergenti.
• Al momento, inoltre, l’asset class risente di notizie contrastanti e delle attese di una politica monetaria meno espansiva negli USA.
• Tuttavia, questo segmento dovrebbe tornare interessante agli occhi degli investitori non appena si avrà maggior chiarezza sul decorso della politica della Fed.
Obbligazioni societarie: Equalweight
• Il livello degli spread delle obbligazioni societarie europee e statunitensi è in linea con le medie storiche.
• Date le probabilità di default implicite nelle quotazioni, le valutazioni delle emissioni statunitensi sia di maggiore che
di minore qualità risultano moderatamente positive.
• In termini di valutazioni, le obbligazioni Investment Grade in Euro appaiono più interessanti di quelle High Yield di uguale scadenza.
Valute
• Quasi tutte le divise dei mercati emergenti sono sottovalutate rispetto al dollaro USA. L’euro è prossimo al fair value. Lo yen è sottovalutato.
• L’apprezzamento della valuta americana dovrebbe essere pressoché esaurito. Tuttavia, non si può escludere un ulteriore rialzo legato alla divergenza della politica monetaria degli Stati Uniti.
• I tassi di cambio in generale, e il dollaro USA in particolare, restano fortemente dipendenti dalle politiche monetarie delle Banche Centrali.

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