Healthcare, dalla cura delle malattie a quella dell’invecchiamento

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di Finanza Operativa 11 Ottobre 2018 | 10:00

A cura di Decalia Asset Management
Circa due secoli fa, vale a dire 150 anni prima della nascita di quella che chiamiamo oggi medicina moderna, l’aspettativa di vita dell’uomo alla nascita raggiungeva i 35 anni. Infatti, quello che oggi ci sembra un comune virus o un’infezione spesso si rivelava il capolinea per molti dei nostri antenati. Abbastanza sorprendentemente, aiutata dalle scoperte scientifiche e dall’evoluzione esponenziale della tecnologia, la medicina moderna ha oggi quasi raddoppiato l’aspettativa di vita a 72 anni.
Probabilmente sono ancora più impressionanti le stime dell’ONU che suggeriscono che il 50% dei bambini nati oggi nei Paesi sviluppati vivranno oltre la famigerata barriera dei 100 anni. Non c’è dubbio che la lotta per la longevità sia più viva che mai: e se la avessimo portata avanti in modo sbagliato fino ad ora? In effetti, mentre l’aspettativa di vita alla nascita è raddoppiata negli ultimi due secoli, all’età di 70 anni è aumentata “solamente” da 79 a 86. La principale ragione è che le risorse scientifiche erano quasi tutte dedicate alla prevenzione, cura ed eliminazione delle malattie. Come è giusto che sia, si potrebbe pensare.

Ciononostante, gli approcci mentali ora stanno evolvendo e un numero maggiore di persone ha iniziato a chiedersi: e se la smettessimo di curare le malattie e iniziassimo invece a curare l’invecchiamento? Mentre ciò implicherebbe un cambiamento fondamentale nel paradigma del nostro approccio alla salute, ora le cose hanno iniziato a muoversi in quella direzione. Si tratta di contrastare il processo d’invecchiamento a livello cellulare, ovvero prevenire il naturale restringimento dei telomeri (capsule protettive all’estremità dei cromosomi), che porta a maggiori errori riproduttivi nel tempo.
Suona semplice, no? Ma solo pochi decenni fa, una tale scoperta era ritenuta impossibile. Questo, fino alla comparsa della Genomica, dei Big Data e dell’Intelligenza Artificiale (AI), che hanno permesso non solo uno studio approfondito della materia ma anche il suo sviluppo esponenziale. Un ottimo esempio di progresso in questo campo, attribuibile alla tecnologia è Illumina, uno dei pionieri della genomica americana.
Oggi, la società è in grado di fornire uno studio completo della genomica di qualsiasi individuo per circa 100 dollari, in circa 4 minuti. Nel 2007, l’iPhone di Apple era appena nato e il costo di una simile ricerca era di circa 2mln di dollari, impiegando non meno di 3 giorni per il suo completamento… Qualcuno potrebbe aspettarsi ragionevolmente che gli studi sulla genomica diventino uno standard nella vita odierna, permettendoci di comprendere meglio le funzionalità dei nostri corpi e aprendo la porta a nuove cure dei sintomi, incluso il peso dell’invecchiamento.
Questo progresso è simbolo dell’uso dei dati nelle scienze biologiche, in particolare dati su larga scala. Da qui, la crescente importanza di strumenti connessi quali l’Apple Watch o il Samsung Gear nell’aiutare (raccolta dati) a liberare il potenziale di questo campo.Come accade solitamente con una nuova soluzione, emergono anche nuovi problemi. In particolare, analizzare dati in abbondanza richiede un’intelligenza che vada oltre alle capacità umane.
Ciò ha ovviamente catturato l’attenzione dei giganti Tech come Microsoft, che stanno incaricando i loro rispettivi CMOs (Chief Medical Officers) di utilizzare i Big Data in un’industria recentemente “inondata” di dati, con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale. Ma anche le società della tecnologia medica globali si stanno adattando, con la tedesca Siemens Healthineers che ha assunto non meno di 2.700 sviluppatori software per aumentare l’efficienza sia in termini di tempo che di costi.
Poiché sia noi che la tecnologia continuiamo ad evolverci, vivere fino a 120 anni non sarà più una fantasia ma diventerà probabilmente un nuovo modello. Pertanto, la qualità della vita ad un’età avanzata potrà ben superare anche le nostre più ottimistiche aspettative. Ciò crea enormi opportunità per le società attive nel mercato della longevità con la gestione dei Big Data che sarà probabilmente il fattore di svolta per l’industria, favorendo soprattutto, ancora una volta, i giganti della Tecnologia.

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