Perché rimanere sui titoli medtech può essere la scelta giusta

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di Stefano Fossati 4 Giugno 2020 | 15:30

A cura di Stefan Blum e Marcel Fritsch, Portfolio Managers del BB Adamant, Medtech&Services Fund di Bellevue Asset Management

Il settore dei servizi medtech continua a dispiegare le sue qualità difensive nonostante il coronavirus e ha performato piuttosto bene quando il mercato è crollato. Infatti, il Covid-19 è destinato ad avere solo un effetto temporaneo e mitigato sui fondamentali di questo settore. La resistenza può essere dimostrata grazie alla natura non-ciclica della domanda che lo sostiene: molti problemi di salute (malattie cardiache, fratture articolari, etc.) infatti devono essere trattati a prescindere dalla crisi, nonostante abbiamo notato che, durante.

Al picco della crisi, sono state posticipate le procedure ritenute meno urgenti come le protesi di anca e ginocchio. Queste operazioni, tuttavia, non sono andate perdute in quanto sono solo state spostate nel tempo e pertanto crediamo che il fattore temporale porterà a un forte aumento della domanda. E anche la recessione potrebbe avere solo un effetto limitato in quanto domanda e prezzi sono molto stabili, soprattutto grazie ai rimborsi effettuati dalle assicurazioni private ai propri iscritti.

Il corso del Covid-19 e la disponibilità di test diagnostici sono fattori che ci aiuteranno a riportare il mondo alla normalità. La Germania si trova già nel mezzo di una ripresa, negli Usa diversi Stati hanno allentato il lockdown e presumibilmente ci potrà essere un totale ripristino dalla metà di giugno. Questo auspicabile sviluppo corrisponderebbe all’epilogo che abbiamo desiderato sin dall’inizio della crisi.

Il trend sta puntando nella giusta direzione, specialmente se consideriamo che le dichiarazioni ufficiali sostengono le previsioni di una ripresa del mercato nel quarto trimestre dell’anno. Pertanto, ci aspettiamo un ritorno alla normale crescita di mercato per la fine dell’anno, sebbene potremmo vedere una sua accelerazione già nel terzo trimestre. Sulla scia degli annunci di risultati societari molto positivi per il primo trimestre dell’anno, è uno scenario che si rivela incoraggiante per gli investitori.

I titoli assicurativo-sanitari americani molto a sconto

I titoli “a buon mercato” delle società assicuratrici Usa che sono forti nel gestire i benefit sanitari che il governo ha creato nello sforzo di rendere più efficiente verrebbero infatti difficilmente coinvolti da una recessione e pertanto rappresentano una buona “copertura” nel caso di sorprese negative. Né Joe Biden né Donald Trump hanno fatto riferimento a politiche che potrebbero impattare negativamente sul settore. Anche un eventuale rialzo dei costi potrebbe essere inglobato nei premi applicati dalle assicurazioni per il 2021.

Eppure,nonostante queste prospettive migliori della media, questo sottosettore sta trattando a sconto del 20% sull’S&P 500, offrendo pertanto un significativo potenziale rialzista. Una accelerazione significativa nella crescita è molto probabile possa avvenire tra le società assicuratrici che offrono servizi di aiuto medicale con Medicaid, il programma governativo messo a punto per i più disagiati. Così come anche gli assicuratori che realizzano la gran parte del loro business nel segmento commerciale potrebbero verosimilmente riportare solo un calo marginale negli utili il prossimo anno, dovuto per lo più alla diminuzione delle persone assicurate.

Focus sulle large cap

Preferiamo i titoli delle large cap che sovrappesiamo nel nostro portafoglio in quanto offrono maggiore stabilità. Pertanto, oltre a Centene e Molina (focalizzate su aiuti medici) ci sembrano attraenti anche i titoli di quelle società che assicurano i benefit relativi a Medicaid come Humana. Altri titoli che presentano buone potenzialità sono Stryker, produttore di impianti chirurgici e ortopedici e Inspire Medical che si sta concentrando su un innovativo approccio per il trattamento di pazienti che soffrono di apnea ostruttiva del sonno.

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