Smart working, una soluzione a breve termine a scapito dell’innovazione

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di Stefano Fossati 7 Agosto 2020 | 14:30

“La crisi sanitaria porterà a cambiamenti profondi nel mercato immobiliare, in particolare per gli spazi per uffici, accelerando il processo di obsolescenza di alcuni stabili che non rispettano le nuove tendenze emergenti. Il lockdown per il Covid-19 ha confermato la possibilità dello smart working. Tuttavia, il lavoro a distanza ha i suoi limiti sia per i dipendenti che per lo sviluppo futuro del business. Dal punto di vista del dipendente è iniquo escluderlo lasciando che lavori a casa propria da solo, confinato nelle proprie abitudini di vita domestica”. Ne è convinta Virginie Wallut, Director of Real Estate Research and Sustainable Investment di La Française Real Estate Managers. Di seguito la sua analisi.

Per quanto riguarda le aziende, guardare allo smart working semplicemente dal punto di vista finanziario e considerare solo i risparmi sui costi derivanti dall’occupazione di minori spazi, toglie all’ufficio il ruolo principale che ha nello sviluppo dell’attività. Le prime analisi sugli effetti del lavoro remoto dopo la revoca del lockdown, mostrano che l’attività ordinaria ha aumentato la sua produttività nel breve periodo, mentre l’innovazione, la chiave per il futuro, è stata svantaggiata. Sostenere il telelavoro al 100% dunque è un po’ come avere solo una prospettiva di breve termine.

Il Covid-19 ha cambiato gli equilibri aziendali del lavoro remoto. Mentre i dipendenti lo avevano inizialmente richiesto, alcune aziende vorrebbero ora imporlo. Riteniamo che sia probabile che la legislazione francese imponga un risarcimento ai dipendenti in smart working da parte del datore di lavoro. Secondo la legislazione attuale, le aziende non possono imporre il telelavoro e i dipendenti devono essere risarciti se lo rifiutano. Quindi la riduzione dei costi derivante da spazi minori sarebbe parzialmente compensata da una remunerazione aggiuntiva per il lavoro a distanza.

Prevediamo che molte aziende si orienteranno verso un sistema ibrido per combinare il lavoro in sede con quello remoto. Vi sono diversi fattori che rendono ancora molto attraenti le attività d’ufficio. Questo infatti può:
• essere unificante. Incarna l’identità/cultura aziendale per i dipendenti e i clienti e rappresenta un simbolo forte che crea un senso di appartenenza;
• essere confortevole e ricco di servizi per creare un’esperienza, incoraggiando i dipendenti a sentirsi a casa propria e a voler tornare a lavorare;
• essere un luogo di iper-comunicazione. Gli spazi di lavoro devono essere flessibili e riconfigurabili, aumentando le possibilità per i dipendenti di lavorare e comunicare tra loro.

Gli uffici devono a loro volta facilitare il telelavoro:
• essendo centrali, accessibili e vicini ai nodi dei trasporti urbani;
• essendo adeguatamente connessi per consentire a ciascun dipendente un accesso paritario alle informazioni (sia per quelli che lavorano in loco che per quelli in smart working).

Nonostante gli attuali timori di un allontanamento fisico, l’attrattiva delle grandi città in termini di opportunità economiche, connessioni e relazioni sociali determinerà la domanda di spazi lavorativi nel lungo periodo. I cambiamenti in corso nelle città prima del Covid-19 continueranno a portare modifiche nella qualità della vita e nelle caratteristiche sostenibili delle città e degli immobili.

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