Come è cambiato il tempo libero degli italiani dopo il Covid-19

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di Stefano Fossati 7 Agosto 2020 | 14:00

Rispetto a prima dell’inizio della pandemia da Covid-19, oltre la metà degli italiani ritiene di avere maggiore tempo libero a disposizione, anche grazie al work from home diffuso. Come viene impiegato questo tempo? Sono due le attività che riscuotono maggior successo tra gli italiani: cucina e tv in streaming. Con significative differenze per età: mentre oltre la metà dei quarantenni intervistati dichiara di spendere più tempo ai fornelli la metà dei ventenni afferma di utilizzare lo streaming in maniera maggiore o significativamente maggiore rispetto al passato, in linea con la media europea.

La chiusura di cinema, ristoranti, pub e locali ha infatti cambiato radicalmente l’intrattenimento scelto dai consumatori: basti pensare che, solo nel secondo trimestre del 2020, Netflix ha registrato 10 milioni di nuovi utenti nel mondo.

Oltre un terzo degli italiani trascorre decisamente più tempo sui social media (37%) e in videochat (38%). Quasi la metà della popolazione (43%) passa più tempo a cucinare e prevede di continuare a farlo in misura maggiore rispetto all’inizio della quarantena. Basti pensare che il 44% di clienti a livello globale ordina attraverso i servizi di delivery in misura nettamente inferiore rispetto al passato, in un’ottica di risparmio e per ragioni sanitarie.

Il 34% degli italiani, con un dato al di sopra della media europea, dedica molto più tempo alle migliorìe domestiche. Un quinto sta sperimentando il fitness virtuale, trovandosi bene e la metà di loro sceglierà anche in futuro questa modalità, svolgendo gran parte dell’attività fisica da casa e acquistando il materiale per poterlo fare.

Cosa vuol dire tutto questo? La percezione è che questa situazione durerà più a lungo di quanto inizialmente previsto e che le persone si aspettano di svolgere un maggior numero di attività virtuali e da casa nei prossimi 12-18 mesi.

Ecco il quadro che emerge da un sondaggio realizzato da Bain & Company – in collaborazione con Dynata – su quasi 8mila intervistati residenti nel Regno Unito, in Germania, Francia, Italia e Svezia1 con l’obiettivo di valutare le percezioni e i comportamenti dei consumatori in relazione alla pandemia da Covid-19.

“Gli italiani rimangono molto cauti nel ritornare ad attività che prevedano un’interazione umana di prossimità e prevedono di spendere sempre più tempo in casa. Stanno rivoluzionando le loro abitudini di consumo, in parte ricreando a casa occasioni che prima avvenivano fuori casa oppure creandone di nuove. Nascono anche evidenti opportunità per le aziende: è esattamente quando nuove occasioni di consumo si creano, che è più facile inserirsi in nuovi segmenti”, spiega Aaron Gennara Zatelli, Associate Partner di Bain & Company.

In conclusione, circa il 10% dei consumatori non si sentirà a proprio agio fino a quando non sarà disponibile un vaccino. Nonostante le riaperture, le persone continuano a essere riluttanti a tornare ad attività quotidiane e routine che richiedano la vicinanza fisica.

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